politiche

“Noi abbiamo il vento della storia politica di questa fase che soffia a nostro favore. Nei sondaggi siamo 10 punti avanti al Pd e 8 punti davanti ai 5 Stelle. Ma se non avremo la maggioranza assoluta dei seggi a quel punto la Grosse Koalition non dovrebbe essere solo tra Forza Italia e Renzi (anche perché non avrebbe i voti necessarie non avrebbe senso), ma deve coinvolgere tutto il centrodestra”. Lo dice Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”, aggiungendo che “Non possiamo ripetere gli errori dei governi Monti e Letta quando lasciammo alla Lega l’egemonia dell’opposizione”.
Per il presidente dei forzisti a Montecitorio: “È giunta l’ora di mettere fine a una lunga transizione iniziata nel ’94 con l’avvento della seconda Repubblica. Serve un nuovo assetto, un nuovo modello: subito dopo la vittoria alle politiche dovremo creare un nuovo grande unico movimento, un rassemblement repubblicano”. Brunetta pensa ad “un soggetto politico con regole comuni scritte da una costituente e con una classe dirigente unitaria che ii riconosca negli stessi valori di Italia, Europa e Occidente. Un soggetto con tutte le anime presenti da sempre nel centrodestra, in cui ciascuno manterrà la propria sensibilità politica”.

“Neanche morto, né con il Pd né tanto meno con la Lega. Il Movimento 5 Stelle si presenterà alle elezioni per vincere da solo”. Lo ha detto, durante la puntata di oggi di Agorà Estate su Rai 3, il senatore del M5s Nicola Morra a proposito di possibili alleanze in vista delle elezioni politiche.

“Auspico un confronto elettorale svolto su programmi e proposte seriamente approfondite, un confronto politico caratterizzato da rissosita’ e slogan illusori allontana gli elettori e impoverirebbe il confronto politico. La politica non si esaurisca nella propaganda”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale

“Il motore del centrodestra ruggisce da tempo. Negli ultimi due anni abbiamo regolarmente vinto le tornate amministrative, e abbiamo sempre aumentato il nostro consenso a scapito del Partito democratico di Renzi e del Movimento 5 stelle di Grillo. Poi, lo scorso 4 dicembre, abbiamo guidato lo schieramento del ‘No’ alla riforma Boschi della Costituzione ad un successo clamoroso e inaspettato – non dal sottoscritto – nelle proporzioni che si sono poi palesate”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Dubbio”. “La vittoria a queste ultime amministrative e’ solo la punta di un iceberg cresciuto esponenzialmente e che domenica scorsa ha completato la prima parte della sua mission: abbiamo conquistato roccaforti della sinistra come Genova, La Spezia, Piacenza, L’Aquila, Pistoia, e confermato il nostro buon governo in tante altre realta’. Adesso, il prossimo step sono le elezioni politiche del 2018. Il centrodestra unito e’ in grande salute, forte, determinato e pronto a tornare al governo del Paese. A livello locale sono stati premiate le nostre scelte e la nostra chiarezza, adesso tocca lavorare per trasporre tutto questo anche a livello nazionale. Sediamoci subito intorno a un tavolo per scrivere i programmi unitari della nostra area politica, le proposte che vogliamo fare al Paese e agli italiani. Vedo che finalmente anche Salvini concorda con questa impostazione, io chiedo questo luogo di confronto da mesi e mesi, cosi’ come da mesi chiedo un coordinamento parlamentare tra i gruppi di centrodestra che sarebbe importantissimo per gettare le basi della futura maggioranza. Leadership? Il segretario del Carroccio ama le fughe in avanti, io sono un uomo concreto, un economista, agli slogan preferisco la fredda oggettivita’ dei numeri e dei fatti. Forza Italia e’ il primo partito del centrodestra, e lo ha confermato anche in questa tornata amministrativa. La Lega e’ un partito territoriale, la nostra onda azzurra, invece, ha coinvolto tutto lo stivale, da Nord a Sud, passando per il Centro. Forza Italia ha ottenuto 124 consiglieri comunali in tutta Italia, la Lega ne ha ottenuti 80, Fratelli d’Italia 50, poi ci sono 337 consiglieri comunali eletti nelle liste civiche, in gran parte riferibili a Forza Italia, soprattutto nel Centro-Sud. Quindi, tranquillamente, possiamo dire che Forza Italia e’ il partito traente all’interno del centrodestra, e che questo e’ confermato da tutti i sondaggi che ci vedono stabilmente sopra la Lega: e’ semplicemente la verita’ dei fatti. Ma non vogliamo fare alcuna polemica con i nostri alleati: noi diciamo che una forte Forza Italia, una forte Lega, una forte Fratelli d’Italia, piu’ la forza del territorio attraverso le liste civiche, ci hanno portato alla vittoria e ci faranno vincere anche nel 2018”, conclude Brunetta.

“Ovviamente i commenti per una settimana saranno i soliti, consueti, apocalittici. Qualcuno dira’ che ci voleva la coalizione, ignorando che c’era la coalizione sia dove si e’ vinto, sia dove si e’ perso. Qualcuno dira’ che questo risultato e’ un campanello d’allarme, non si capisce per cosa e perche’ visto che in un comune perdi, in quello accanto vinci. Gente che non ha mai preso un voto commentera’ con enfasi dimenticando che i candidati contano piu’ del dibattito nazionale nello scegliere un sindaco. Poi il chiacchiericcio si spostera’ altrove. Come sempre, piu’ di sempre. Perche’ le elezioni amministrative sono un’altra cosa rispetto alle elezioni politiche”. E’ una delle considerazioni sui ballottaggi che Matteo Renzi affida ai social. “I risultati delle amministrative 2017 – dice allora il segretario Pd – sono a macchia di leopardo. Come accade quasi sempre per le amministrative. Nel numero totale di sindaci vittoriosi siamo avanti noi del PD, ma – annota – poteva andare meglio: il risultato complessivo non e’ granche’. Ci fanno male alcune sconfitte, a cominciare da Genova e l’Aquila ma siamo felici delle affermazioni di Sergio a Padova, di Rinaldo a Taranto, di Carlo a Lecce. Ma piu’ in generale da Ermanno a Cernusco sul Naviglio fino a Francesca a Sciacca, da Marco a Mira fino a Tommaso a Molfetta tutta Italia vede risultati belli e sorprendenti di alcuni dei nostri. Menzione speciale per Veneto e Puglia, regioni dove andiamo meglio del previsto. Peggio del solito Liguria e Emilia Romagna. Luci e ombre in tutte le altre zone”. “Questi – chiarisce Renzi – sono i dati veri. E chi come me ha vestito la fascia tricolore sa benissimo che cosa significhi fare il sindaco: occuparsi dei sogni e dei bisogni dei cittadini, non inseguire le polemiche della politica politicante. Andando a letto – era l’invito nel commento a caldo dei risultati – allora, un pensiero ai sindaci eletti, a quelli del mio partito ma anche agli altri. Da stasera rappresentate la vostra comunita’. Lasciate stare le chiacchiere. Da oggi voi avete addosso tutte le responsabilita’ della vostra gente. Siate forti, all’altezza delle speranze che vi sono state consegnate. Conosco il sentimento di vertigine che prendera’ il vostro cuore nelle prossime ore: lasciate che vi attraversi. E ricordatevi che non siete i primi cittadini, ma gli ultimi cittadini: quelli che si prendono cura di chi non ce la fa. Buona notte di cuore. Avete cinque anni per dare il meglio di voi stessi. Da italiano mi auguro che ce la facciate per il bene del nostro Paese e delle vostre citta’. Viva l’Italia!”.

“Sono molto attento all’evoluzione politica, ma il mio impegno personale alle politiche non ci sara’. Io sono proiettato esclusivamente sulla citta’ di Napoli”. Cosi’ Luigi de Magistris, sindaco di Napoli e presidente del movimento demA, ha risposto in merito a una sua possibile partecipazione a Roma, il 1 luglio, all’iniziativa lanciata da Giuliano Pisapia, promotore di Campo progressista, per ricostruire il centrosinistra. De Magistris non chiude definitivamente la porta a un dialogo con la formazione di Pisapia a condizione che sia “una proposta di costruzione di un’alternativa su un programma veramente innovativo e forte che cammini su gambe caratterizzate dalla credibilita’. In questo caso – ha aggiunto – come movimento demA guarderemmo con attenzione alla proposta”.

Il nuovo partito centrista del presidente francese Emmanuel Macron amplia il suo vantaggio nei sondaggi per le elezioni parlamentari di giugno, secondo le ultime rilevazioni pubblicate stamani, che continuano a evidenziare il momento molto positivo per il neo presidente 39enne. Un sondaggio Harris Interactive mostra che il 32% dei francesi vuole votare per Republique en Marche (Rem), la formazione di Macron, al primo turno delle politiche, il prossimo 11 giugno. Si tratta di una crescita di tre punti percentuali rispetto a una settimana fa, mentre la destra de Les Republicans e l’estrema destra del Front National perdono un punto ciascuno al 19%. Un altro sondaggio pubblicato oggi da Elabe mostra che il 61% dei francesi approva il nuovo governo annunciato ieri, che mescola socialisti, centristi, esponenti della destra e neofiti della politica. Il premier Edouard Philippe, uomo della destra, ha detto che il governo è stata scelto per durare ed è “in linea cone il rinnovamento politico che stiamo attuando”. Macron, che il 7 maggio ha battuto al ballottaggio la leader di estrema destra Marine Le Pen, diventando il più giovane presidente della storia francese vuole sconvolgere il panorama politico francese con il suo nuovo movimento. Punta a ottenere la maggioranza di seggi in parlamento con Rem e gli alleati centristi, il che gli consentirebbe di realizzare al sua ambiziosa agenda di riforme del mercato del lavoro,d elal previdenza, delle scuole e delle pensioni. I sondaggi non prevedono il numero di seggi che Rem potrebbe ottenere sui 577 dell’Assemblea nazionale, a causa del sistema elettorale a doppio turno, nel quale i due partiti più forti al primo turno si sfideranno al ballottaggio il 18 giugno.

Intervistato dal Foglio, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ne sostiene la proposta lanciata dal direttore, dicendo che “occorrerebbe cercare una convergenza ampia tra le forze politiche e sociali responsabili, proprio come proposto sabato dal Foglio. E gia’ prima delle elezioni del 2018, sfidando il centrodestra a convergere su un piano di riforme ambizioso e inderogabile”. “Quello che ci serve – prosegue – e’ un riformismo forte fondato sul realismo piuttosto che sulle suggestioni idealistiche alla ‘terza via’ o sugli slogan degli anni novanta. Con l’ottimismo non ci fai niente. Un quadro internazionale piu’ duro e fenomeni epocali come l’innovazione tecnologica e la globalizzazione richiedono risposte lunghe, e anche complesse, fuori dal ‘Truman Show’, dalla spettacolarizzazione ombelicale in cui sembra imprigionato il dibattito politico italiano. Dunque dobbiamo aggredire la realta’ prima che la realta’ aggredisca noi”. “In Italia e’ fondamentale in primo luogo raccontare ai cittadini la complessita’ e i rischi del crocevia della storia in cui ci troviamo. Dobbiamo cancellare l’idea che esistano pasti gratis. Che si possa assicurare il benessere attraverso redditi inventati piuttosto che avere energia a basso costo senza fare le necessarie infrastrutture. L’offerta politica grillina si fonda su questo: sulla propensione alla fuga dalla realta’ che – avverte – e’ molto radicata nel paese anche per effetto dei decenni di spesa pubblica incontrollata. Il Pd, le forze responsabili, devono essere l’esatto contrario. II Pd puo’ essere il pilastro attorno a cui costruire questo riformismo forte. E il governo Gentiloni puo’ essere il luogo politico dove implementarlo, cercando un coinvolgimento ampio”.

Giornata di voto per le elezioni politiche anticipate in Bulgaria, il risultato si prevede incerto con i socialisti (Psb) guidati da Kornelia Ninova dalle spiccate simpatie pro-russe, che sfidano il Gerb del premier uscente di centrodestra, Boiko Borissov. Gli exit poll saranno diffusi subito dopo la chiusura dei seggi alle 20 (le 19 in Italia). Gli ultimi sondaggi danno un testa a testa tra le due forze politiche, entrambe stimate intorno al 30% dei consensi. Se le previsioni saranno confermate si prospetta la costituzione di un governo di coalizione. I socialisti, eredi dei comunisti che governavano il paese – oggi inserito nella Ue – ai tempi della Cortina di ferro, cercano di capitalizzare il successo ottenuto nelle recenti elezioni presidenziali del novembre scorso, che hanno visto la vittoria del loro candidato, Roumen Radev. Il sistema elettorale e’ proporzionale con sbarramento al 4%. In terza posizione viene data la coalizione nazionalista Patrioti uniti, mentre sono due le formazioni della minoranza musulmana essenzialmente turcofona: il tradizionale MDL, contrario alla linea politica di Erdogan, e il nuovo Dost, direttamente legato ad Ankara elemento che ha provocato forti polemiche, con accuse di ingerenza e tensioni bulgaro-turche. In campo anche un altro nuovo partito il Volya, guidato dal magnate Vesselin Marechki.

“Le elezioni sono previste nel 2018. Se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui”. Lo ha detto Matteo Renzi ieri a Fabio Fazio nella trasmissione “Che Tempo che fa”. Sulla scissione nel partito democratico l’ex segretario si è detto dispiaciuto “perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse ma abbiamo avuto l’impressione che fosse un disegno già scritto”. Per l’ex premier, un disegno “scritto, ideato e prodotto da Massimo D’Alema”. Ha aggiunto Renzi: “A D’Alema dico, non scappare, vieni, corri e vediamo chi ha più consenso e più voti”. E sulla legge elettorale: “Spero che il Parlamento faccia almeno una legge come il Mattarellum. Però io sono fuori. Ai parlamentari dico ‘tocca a voi per consentire ai cittadini di scegliere'”.