polizia

Entrerà in vigore il prossimo 29 marzo il Dpcm, pubblicato in Gazzetta ufficiale, che contiene il regolamento per l’individuazione delle modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente al trattamento dei dati effettuato, per le finalità di polizia, da organi, uffici e comandi di polizia. Si stabilisce il divieto alla raccolta e al trattamento dei dati sulle persone per il solo fatto della loro origine razziale o etnica (inclusi quelli genetici e biometrici), la fede religiosa, lopinione politica, lorientamento sessuale, lo stato di salute, le convinzioni filosofiche o di altro genere, ladesione a movimenti sindacali. È consentito il trattamento di tale particolare categoria di dati qualora vi siano esigenze correlate ad attività informative, di sicurezza, o di indagine di polizia giudiziaria o di tutela dellordine e della sicurezza pubblica, ad integrazione di altri dati personali. Sono poi disciplinati i casi in cui è consentita la comunicazione dei dati tra Forze di polizia, a pubbliche amministrazioni o enti pubblici e a privati, consistenti, sostanzialmente, nellesigenza di evitare pericoli gravi e imminenti alla sicurezza pubblica e di assicurare lo svolgimento dei compiti istituzionali per le finalità di polizia.

“Il problema non è evitare gli sgomberi, bensì le occupazioni; impedire che si realizzino e si consolidino nel tempo. È così che si salvaguardano i diritti. E per fare questo sono necessari interventi e politiche sociali che non riguardano le forze di polizia. Noi siamo chiamati a intervenire quando l’emergenza è già in atto, e spesso per eseguire ordini impartiti da altri, come nel caso del palazzo di via Curtatone a Roma”. Lo ha spiegato il capo della polizia Franco Gabrielli in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che l’uso della forza è previsto “solo dopo aver esperito tutti gli altri tentativi”. Per Gabrielli “quando un’emergenza arriva sul tavolo del questore è già tardi, perché significa che l’uso della forza è quasi inevitabile” e “le amministrazioni locali, e dunque la politica, non possono delegare tutto alle forze di polizia, perché certi problemi, prima che di ordine pubblico, sono problemi sociali, che non si possono scaricare sulle forze dell’ordine, facendole diventare oggetto di strumentalizzazione e scontro tra chi solidarizza con loro e chi le attacca”.

“Io sto con la polizia. Di fronte a gente armata di bombole a gas, a due passi dalla stazione Termini, l’unica cosa da fare era un’azione repentina ed efficace per disperdere i facinorosi. D’altro canto viviamo nel paese in cui la politica attacca le forze dell’ordine per nascondere le proprie responsabilità”. Lo afferma la deputata di Fi, Daniela Santanché. “Franco Gabrielli l’ha spiegato molto bene: c’era un piano per trovare soluzioni diverse dalle abitazioni abusive e sistemare questa gente altrove, 130 milioni il budget di spesa. Dove è finito quel piano? Di certo non l’hanno nascosto i poliziotti che ieri sono stati impegnati in quell’azione difficile e pericolosa, come spesso accade. Attaccare chi lavora onestamente è una moda che in questo paese deve passare, altrimenti, senza rendercene conto, non sapremo più distinguere il bene dal male”, conclude Santanché.

E’ confermato il concerto in memoria delle vittime di Manchester in programma questa sera allo stadio Old Trafford Cricket Ground. Ad annunciarlo è la polizia della città che ha rafforzato le misure di sicurezza. L’evento, contro la paura, è stato organizzato a Manchester da Ariana Grande insieme ad altre star che hanno deciso di affiancarla. Oltre ad Ariana Grande, parteciperanno Robbie Williams, Katy Perry, Coldplay, Justin Bieber, Miley Cyrus, Black Eyed Peas e Take That. Gli artisti renderanno omaggio anche alle persone rimaste uccise nell’attentato di ieri sera a Londra. Ariana Grande in questi giorni ha visitato alcune persone rimaste ferite nell’attacco terroristico all’Arena Manchester.

Mercoledì prossimo si terra’ a Lampedusa un vertice dei capi delle Polizie di 9 Paesi del Mediterraneo per fare il punto sull’emergenza immigrazione. Si tratta del primo incontro dell’European Relationship for Mediterranean Security, riunione sulla cooperazione riguardo all’emergenza immigrazione a cui parteciperanno Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Croazia e Slovenia. Tra i temi che saranno trattati, anche il terrorismo e il crimine organizzato.

La polizia venezuelana ha bloccato oggi uno dei principali cortei di oppositori che si dirigeva verso la sede della Conferenza episcopale, nel centro di Caracas, per una “marcia del silenzio” in omaggio alle vittime della repressione delle ultime manifestazioni antigovernative. Una unità di polizia antisommossa hanno impedito ai manifestanti – vestiti di bianco e incolonnati dietro a una grande croce di legno – di superare il posto di blocco nei dintorni della sede dell’Università Centrale, malgrado le trattative con i capi del corteo. Una sottoufficiale ha riferito che solo una delegazione di oppositori è stata autorizzata a passare, per raggiungere la sede dell’episcopato nazionale. Il corteo si è ora ritirato e sta tentando di andare a destinazione passando da un’altra strada. Finora, la marcia si sta svolgendo in un clima pacifico e senza che si siano registrati episodi di violenza.

“Da Milano a Venezia fino a Bari, l’Italia si dimostra terra di transito dei guerrieri della jihad che insanguinano l’Europa. Plaudiamo gli agenti di Polizia per aver bloccato la fuga del terrorista di Berlino e li ringraziamo per il loro grande coraggio. Ora pero’ sta anche alla politica mostrare lo stesso coraggio e lo stesso senso di responsabilita’, mettendo in atto tutte le iniziative necessarie affinche’ l’enorme lavoro svolto dalla nostra intelligence e dal personale delle Forze dell’Ordine sia agevolato e supportato. Bisogna smetterla di negare il collegamento tra flussi migratori e rischi legati al terrorismo: si lavori per mettere il territorio nazionale al riparo da pericoli di enorme evidenza”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto.

E’ di almeno 29 vittime, tra cui 27 agenti di polizia, il bilancio dei due attentati con autobomba avvenuti ieri nel quartiere Besiktas di Istanbul, in Turchia, vicino allo stadio in occasione della partita fra la squadra di casa e il Bursaspor. Lo ha comunicato il ministro dell’Interno Suleyman Soylu. Almeno 166 persone sono rimaste ferite nel duplice attentato e 135 sono  in ospedale. I due attentati sono avvenuti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, il primo causato dall’esplosione di un’autobomba, il secondo da un attacco suicida. “Quando la Turchia fa un passo positivo verso il futuro, la reazione avviene sotto forma di sangue, di perdita di vite umane, di caos” ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan. Il partito filo-curdo Hdp ha espresso in un comunicato la sua condanna dell’attacco. Le autorita’ turche hanno dichiarato per oggi una giornata di lutto nazionale.

E’ di dodici agenti di polizia feriti il bilancio degli scontri che si sono svolti nel centro storico di Firenze alla manifestazione organizzata contro il governo Renzi e il referendum nel giorno della Leopolda. Imprecisato il numero dei contusi tra i manifestanti. Sono state lanciate bottiglie, fumogeni e sembra anche bombe carta, oltre che petardi. Tre le cariche delle forze dell’ordine per impedire ad un gruppo di manifestanti di raggiungere piazza Duomo e piazza della Signoria. Non si hanno conferme per ora di fermi tra i manifestanti.

La polizia turca ha respinto con la forza gruppi di manifestanti a Istanbul, nella capitale Ankara e a Diyarbakir, principale città curda nel sud-est del Paese, che protestavano contro gli arresti di 12 deputati del partito filo-curdo Hdp. Lo riportano media locali, come si apprende dall’Ansa. In tutta la Turchia, inoltre, sono state impedite diverse manifestazioni. Il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, è stato condotto al tribunale di Diyarbakir, dopo essere stato fermato la scorsa notte con accuse di “terrorismo” con altri 10 deputati dell’Hdp. I deputati curdi sono stati fermati dopo l’entrata in vigore della legge che ha rimosso l’immunità parlamentare, per essersi rifiutati di presentarsi spontaneamente davanti ai giudici. E un tribunale turco ha convalidato l’arresto dei leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag. A darne notizia è l’agenzia statale Anadolu. L’arresto dei deputati curdi “compromette la democrazia parlamentare in Turchia e rende ancora più tesa la situazione nel sud est del Paese”: in una dichiarazione congiunta, l’Alto rappresentante Federica Mogherini e il commissario Johannes Hahn esprimono la “profonda preoccupazione” dell’Unione europea.