povertà

“Nessun miglioramento sul fronte della povertà in Italia, con i numeri che appaiono al contrario in peggioramento”. Lo afferma in una nota il Codacons, commentando i dati dell’Istat relativi al 2015. “Il 28,7% delle persone residenti in Italia – sottolinea il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – è a rischio di povertà o esclusione sociale; un dato addirittura peggiore rispetto a quello registrato dall’Istat nel 2010 quando, in piena crisi economica, la quota di popolazione a rischio si fermava al 24,5%. Questo significa che in 5 anni altri 2,7 milioni di italiani sono entrati nella fascia povertà – esclusione sociale; numeri in grave peggioramento che hanno un unico responsabile: la classe politica”. “Mentre infatti gli italiani si impoverivano, i governi di ogni colore non sono stati in grado di arginare il fenomeno povertà, mentre hanno saputo benissimo alimentare sprechi e tutelare privilegi ed emolumenti vari”, conclude Rienzi.

“Avremmo tanto voluto che il 2016 diventasse l’anno dell’introduzione in Italia di misure universali di contrasto della povertà. Purtroppo la legge delega in discussione in Parlamento ha perso molti pezzi da quando ha varcato le porte di Montecitorio e rischia di perderne altri al Senato. Anche se il nostro Paese dovesse tornare a crescere ai tassi che sono alla nostra portata il problema della povertà, esploso durante la crisi, non si risolverà perché ci sar sempre qualcuno che, in assenza di una rete di protezione adeguata, cadrà tra le crepe dello stato sociale”. Lo ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri, nel corso della presentazione della relazione annuale alla Camera. “C’è chi ci ha chiamato, non senza una certa ironia, Ministero della Povertà – ha concluso – E’ un appellativo che facciamo nostro, con un certo orgoglio in un paese in cui la povertà estrema è stata a lungo derubricata dall’agenda politica”.