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Se decidesse di fare politica, Paolo Del Debbio “potrebbe essere un ottimo candidato premier, piace a tutti, da Berlusconi a Salvini alla Meloni”. Lo ha detto il direttore del Tg4 Mario Giordano, ospite di Un Giorno da Pecora, il programma di Rai Radio1 condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, aggiungendo che il collega e conduttore di Quinta Colonna però “ha detto che vuole continuare a fare il suo lavoro”.

Il Vvd, partito popolare per la Liberta’ e la democrazia, del premier uscente Mark Rutte si conferma primo partito in Olanda. Sconfitto l’esponente dell’ultradestra, Geert Wilders. “Oggi, l’Olanda, dopo il Brexit, dopo le elezioni Usa, dice ‘stop’ a questa forma sbagliata di populismo”, ha dichiarato Rutte. “No #Nexit La destra anti Ue ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l’Unione”, così ha scritto su Twitter il premier Paolo Gentiloni, commentando il voto olandese. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker si è congratulato con il premier olandese Mark Rutte per la sua vittoria, definendo il risultato elettorale “una fonte di ispirazione per molti”. Ha scritto Juncker in una lettera pubblicata online: “I cittadini olandesi hanno votato in modo schiacciante per i valori dell’Europa: società libere e tolleranti in un’Europa prospera”, ed ha aggiunto: “Cerchiamo ora di costruire un’Europa forte insieme”.

Il nuovo primo ministro della Somalia, Hassan Ali Kheyre, ha prestato questa mattina giuramento davanti al parlamento di Mogadiscio, che ne ha approvato la nomina con 231 voti a favore. Lo riporta l’emittente britannica “Bbc”, secondo cui Kheyre ha adesso il compito di comporre la nuova squadra di governo. Il premier e’ stato designato dal nuovo presidente della Somalia, Abdullahi Mohamed “Farmajo”, il giorno dopo il proprio insediamento. Di doppia nazionalita’ – somala e norvegese – Kheyre e’ un “volto nuovo” della politica somala, avendo finora lavorato come capo del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc) e come direttore della sede britannica della compagnia petrolifera somala Soma Oil and Gas. Kheyre, che e’ stato anche uno stretto collaboratore dell’ex presidente Hassan Sheikh Mohamud, appartiene al clan Hawiye e la sua nomina mantiene l’equilibrio fra i clan tradizionali somali dal momento che Farmajo appartiene al clan Darod.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è sotto inchiesta per corruzione, una vicenda che potrebbe allontanarlo dal potere, ma il quattro volte capo del governo ha già superato problemi giudiziari in passato e resta una figura chiave nella politica israeliana. Ieri sera la polizia ha interrogato Netanyahu per oltre tre ore presso la sua residenza ufficiale di Gerusalemme su regali per decine di migliaia di dollari ricevuti da sostenitori abbienti. Un’inchiesta è in corso da mesi, ma ora si è trasformata in un’indagine penale vera e propria e la notizia dell’interrogatorio ha scosso la scena politica israeliana, dando la stura a speculazioni su un prossimo abbandono del premier. Lo stesso Netanyahu ieri ha detto ai suoi oppositori di non “festeggiare”, ribadendo che “non ci sarà nulla perchè non c’è nulla”. Ma per qualche analista le accuse di oggi sono un po’ più concrete di quelle del passato. “Le ultime due volte in cui si è trovato in una situazione del genere ha tentato di dire ‘ve la prendete con mia moglie, ve la prendete con la mia vita privata, è un modo illegale di rovesciare i risultati delle elezioni'” ha detto Gayil Talshir, professore di scienze politiche all’università ebraica di Gerusalemme all’Afp. “Penso che anche stavolta la strategia sarà la stessa, ma il caso è più grave”. Non si sa quasi nulla dell’indagine promossa dal procuratore generale Avichai Mandelblit, che ha confermato che Netanyahu ha ricevuto “regali da imprenditori”, ma non ha dato dettagli.

“So che la continuità nella squadra e nell’azione di governo che abbiamo appena deciso è considerata da alcuni un limite, c’è sempre voglia di qualcosa di nuovo e sorprendente, lo capisco e accetto la critica ma rivendico questa continuità sul piano politico”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Auspico discontinuità – ha aggiunto – non sui sottosegretari ma sulla violenza inaudita che il confronto pubblico, in particolalre in rete, ha preso nel 2016. Auspico discontinuità, se possibile, nella fecondità della dialettica parlamentare.
Ricucire il tessuto della coesione e’ la premessa per avere sviluppo e sicurezza”. Con queste parole il premier Paolo Gentiloni ha concluso la conferenza stampa di fine anno. “Nel prossimo anno – ha sottolineato Gentiloni – il governo si impegnera’ a risolvere i problemi del Paese cercando di risolverli, diffondendo la sicurezza, certi che lo Stato c’e’, che le nostre istituzioni funzionano, di cui Mattarella e’ il massimo garante. La coesione – ha aggiunto – non e’ un valore ideologico ma caratterizza un tessuto sociale che ha sempre tenuto e garantito la sicurezza”.

Il governo uscente montenegrino, insediatosi nel 2012, ha raggiunto “buoni risultati” in entrambi i settori definiti prioritari, ovvero nell’accelerazione del percorso euro-atlantico e nel rafforzamento dello sviluppo economico. Lo ha dichiarato il premier uscente Milo Djukanovic nel corso dell’ultima seduta del governo. Djukanovic ha evidenziato che l’esperienza del cosiddetto “governo di fiducia elettorale” di quest’anno “ha rappresentato il primo passo nella cooperazione tra la maggioranza e l’opposizione, che dovrebbe portare al superamento della spaccatura presente sulla scena politica del paese e nella societa’ in generale”. Djukanovic ha affermato che “ora il Montenegro deve affrontare nuove priorita’, soprattutto sul piano del miglioramento del tenore di vita dei cittadini”. Il premier uscente si e’ infine congratulato con il primo ministro designato Dusko Markovic per la nomina da parte del presidente Filip Vujanovic.