presidente

Ho incontrato ieri una delegazione del movimento cinque Stelle che rispettosamente mi ha proposto la propria linea di accordo istituzionale: una presidenza per loro ed una al centrodestra. “Pur riconoscendo che il loro partito e’ il primo gruppo in Parlamento e noi la compagine che ha piu’ parlamentari, ho rilevato che non si puo’ marginalizzare un partito come il Pd che comunque e’ il secondo piu’ votato alla Camera”, cosi’ Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Mattino”. Quanto al Pd Brunetta aggiunge: “Lasciamogli il tempo di elaborare la sconfitta, in questo momento non voglio essere feroce rigirando il coltello nella piaga. Auspico invece – conclude – che il Pd sia un attore fondamentale di questa fase politica e credo che non possano tirarsi fuori. Questo atteggiamento non servirebbe ne’ al paese ne’ a loro”.

Salvatore Di Piazza, 48 anni, è il nuovo presidente regionale di Confartigianato settore Trasporti. Agrigentino, legale rappresentante della ditta Di Piazza, il neo presidente negli ultimi anni ha rinnovato e potenziato la struttura aziendale, sia in mezzi che in attrezzature. Tra gli obiettivi di Confartigianato Trasporti, si legge nel comunicato stampa: “quello di stimolare sempre più il concetto di ‘realtà flessibile’ in grado di soddisfare le esigenze nei settori autotrasporti e dei lavori stradali in ambito regionale.

Gianfranco Miccichè (Forza Italia) è stato eletto presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Risultato raggiunto alla terza votazione, con 39 preferenze. Miccichè torna in questa XVII legislatura dopo 11 anni nello scranno più alto di Sala d’Ercole. Diciassettesimo presidente dell’Ars, ha guidato la XIV legislatura dal 2006 al 2008, eletto al Parlamento regionale sempre nelle liste di Forza Italia. Il neo presidente è nato a Palermo il primo aprile 1954.
Già dirigente di Publitalia ’80 ed ex leader di Grande Sud, è stato deputato nazionale, più volte ministro e sottosegretario di Stato. Oggi all’Ars hanno votato tutti i 69 deputati presenti in aula. Assente il deputato autonomista Giuseppe Gennuso, colpito da un grave lutto.

I voti all’Ars

All’Ars, dopo Miccichè, Margherita La Rocca Ruvolo, Udc, ha ottenuto 20 preferenze, Nello Di Pasquale 7 (Pd), Sergio Tancredi (M5s) 1 e Claudio Fava 1 (I Cento Passi).
“Confido moltissimo nel suo governo”, ha detto il primo inquilino dell’Ars, rivolgendosi al presidente della Regione sicilana, Nello Musumeci, “un governo di giovani e di esperti”. E ha continuato: “Questa Assemblea le darà tutto l’aiuto possibile. Dobiamo tirare la Sicilia fuori dalla palude”. E con l’emozione in volto, ha aggiunto: “Lo dobbiamo a noi, ai nosti figli e alle future generazioni che non devono sperare di andare viva e di vivere altrove”. Miccichè ha fissato, tra i suoi obiettivi, la “riduzione dei costi del Parlamento”, chiarendo : “Certamente dovremo continuare a eliminare gli sprechi e risparmiare il  più possibile – ha spiegato – ma non a danno del funzionamento dell’Assemblea regionale siciliana”.  La prossima seduta del’Ars si terrà lunedì 18 dicembre alle 16.

 

“Noi siamo un popolo rassegnato, nel nostro dialetto non esiste il tempo futuro”. Lo ha detto Nello Musumeci, neopresidente della Regione Siciliana, concludendo a Ragusa la sua prima intervista pubblica, con Panorama: ”Noi non abbiamo la coniugazione al futuro. Per dire: ‘domani andrò a Catania’, noi diciamo: ‘domani sugno o vaio a Catania’, al tempo presente. Ci è stato impedito di progettare, ci hanno fatto diventare rassegnati a vivere nell’aridità del pane quotidiano e questo per migliaia di anni si è trasferito di padre in figlio”. Ma come fare allora, la ”buttanissima Sicilia” della provocazione letteraria a diventare ”bellissima”, come nello slogan elettorale di Musumeci? ”Intanto le due cose non sono in contraddizione”, ha risposto scherzando, ”ma in realtà bellissima fuori lo è già, deve diventarlo dentro. Era già chiaro nell’auspicio di Paolo Borsellino alla vedova Schifani, quando le disse di non andare via, ‘un giorno vedrai che la Sicilia diventerà bellissima’, e dieci giorni dopo fu ucciso. Si riferiva a una bellezza interiore, una donna può essere bella fuori e acida dentro, o il contrario… ma vi debbo dire che l’obiettivo della politica dev’essere farla diventare bella dentro, attraverso un processo di conversione culturale che deve coinvolgere tutti noi siciliani, nessuno si tiri indietro, siamo tutti responsabili, e dobbiamo sentirci tutti protagonisti. Torno all’esortazione iniziale, tutti siano protagonisti di questa nuova fase. La Sicilia si gioca tutto in questi 5 anni. O sprofondiamo del tutto o comincia la ripresa, lenta ma inesorabile, che ci occorre. Io ce la metto tutta ma ho bisogno di ciascuno di voi”.

Il presidente eletto della Regione siciliana, Nello Musumeci si metterà al lavoro per occuparsi, tra le priorità, della spesa dei fondi europei. Musumeci ha già programmato un incontro a Bruxelles con il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
Intanto domani il governatore siciliano sarà a Roma per partecipare all’incontro alla Camera, organizzato dalla Fondazione Giorgio Almirante, che prende spunto dai volumi pubblicati nel c2016 e nel 2017 in occasione del 70esimo della nascita del Movimento Sociale Italiano.

La Corte suprema brasiliana ha aperto un procedimento per corruzione, riciclaggio di denaro e associazione illecita contro l’ex presidente Fernando Collor de Mello (in carica dal 1990 al 1992). Il politico, attualmente senatore, e’ sotto inchiesta nell’ambito dell’intera operazione Car Wash (Lava Jato). Il procuratore generale del paese latino americano lo ha accusato di aver ricevuto circa 9 milioni di dollari in tangenti, in cambio della sua influenza politica verso la BR Distribuidora, una sussidiaria del colosso petrolifero nazionale Petrobras. Parte dei fondi illegali, peraltro, sarebbero stati usati per compare una serie di auto di lusso, sequestrate poi dalla polizia nel 2015. Insieme a Collor de Mello sono stati accusati di corruzione anche sua moglie Caroline e sei persone, che avrebbero agito come operatori privati. Collor de Mell si dimise da presidente nel 1992 proprio per rispondere alle accuse di corruzione ed evitare l’avvio dell’impeachment. Nonostante la rinuncia, pero’, il Congresso porto’ avanti il procedimento e lo rimosse formalmente dall’incarico.

Le piacerebbe fare il presidente della Repubblica? “Da servitore dello Stato, quando mi chiamano a fare qualsiasi cosa, io sono disponibile”, risponde il presidente del senato Pietro Grasso a Un giorno da pecora. Magari la prossima volta? “Bisogna vedere tra quanto tempo, perche’ io ho gia’ una certa eta’…”, risponde il presidente del Senato.

Emmanuel Macron si e’ ufficialmente insediato all’Eliseo. “Il Consiglio costituzionale vi ha proclamato eletto presidente della Repubblica, ottavo eletto a suffragio universale nella quinta repubblica. In questo istante preciso lei entra in carica”, queste le parole del presidente del Consiglio costituzionale, Laurent Fabius, alla proclamazione di Macron presidente. Stamattina è avvenuto il cambio di consegne con il predecessore François Hollande.
Secondo fonti vicine alla presidenza, riferite dalla Reuters, Macron annuncerà domani il nome del suo primo ministro e martedì la composizione della squadra di governo.

Investito del mandato presidenziale appena ieri, il nuovo capo di Stato della Corea del Sud, Moon Jae-In, ha gia’dichiarato guerra ai “chaebols”, i giganti industriali guidati da grandi famiglie, accusate di giocare una forte influenza sulla politica del paese. “Avviero’ un’iniziativa di riforma dei conglomerati industriali”, ha detto, nel suo primo discorso da Presidente. I chaebols in Corea del Sud sono principalmente quattro: Samsung, Hyundai, Lg e Sk. Oltre a essere invisi per episodi di corruzione – l’ultima inchiesta ha portato addirittura alla caduta della Presidente precedente, Park Geun-hye – gli viene contestato il fatto di costituire un freno alla diversificazione dell’economia.

Emmanuel Macron, 39 anni e’ il presidente della Repubblica francese. Ha conquistato il ballottaggio per le elezioni presidenziali con il 66,06% delle preferenze, contro il 33,94% della sfidante Marine Le Pen. Il neopresidente, leader di En Marche ha ottenuto 20.703.631 voti, mentre la leader del Front National si è fermata a 10.637.183. Macron è il più giovane presidente nella storia di Francia. Prima di lui, Luigi Napoleone Bonaparte, che fu eletto presidente a 40 anni, nel 1848. Il neopresidente, in serata, accolto dalla nona di Beethoven, l’inno alla gioia che è anche l’inno europeo, è arrivato sulla piazza del Louvre, nel cuore di Parigi, per parlare ai suoi sostenitori che lo attendevano per festeggiare l’elezione presidenziale. “Grazie per esservi battuti con coraggio e determinazione per così tanti mesi, perché stasera ce l’avete fatta, la Francia ce l’ha fatta, ha vinto”, ha detto Macron. “L’Europa e il mondo aspettano che difendiamo lo spirito dell’illuminismo – ha proseguito il neopresidente – si aspettano che ancora una volta la Francia li sorprenda e sia se’ stessa, e’ proprio quello che faremo”. E ha continuato: “Ci aspetta un compito immenso, per dare maggiore moralita’ alla vita pubblica, costruire nuove tutele e protezioni per il mondo che ci circonda”. Macron si è rivolto poi agli elettori di Marine Le Pen: “Chi ha votato Le Pen ha espresso la rabbia, la collera, la delusione e io li rispetto, ma faro’ tutto il possibile perche’ non ci sia piu’ alcuna ragione nei prossimi cinque anni, per votare per l’estremismo”, ha dichiarato. Marine Le Pen ha parlato ai suoi elettori subito dopo i risultati, ammettendo la sconfitta. “Ho telefonato a Macron per congratularmi. Gli ho fatto gli auguri per le immense sfide che si troverà di fronte”, ha detto la leader del Front national. “I francesi hanno scelto la continuità”, ha aggiunto, “per noi è un risultato storico” che “pone il fronte patriottico come prima forza d’opposizione”, ha continuato. In Francia con oltre il 25%, l’astensionismo ha raggiunto un record storico dal 1969. Record assoluto di schede bianche, il 12%. Tra i primi leader europei a congratularsi con Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha salutato l’impegno di Macron “per un’Unione europea unita e aperta al mondo”, come ha riferito il portavoce del governo federale, Steffen Seibert.