Prodi

Il centrosinistra unito “non penso sia un’esperienza irripetibile.” L’ha detto Romano Prodi, a Bologna, a margine del convegno nazionale della Rete C3dem, parlando delle vicende interne al Pd. “Non penso sia irripetibile, – ha dichiarato – soprattutto dopo quello che sta succedendo. Io vedo che la gente ha bisogno di sentirsi unita in questo mondo che si disgrega, con Trump, con la Brexit, con le crepe che arrivano dappertutto”. E ha continuato: “C’e’ un naturale desiderio di riunirsi ma e’ uno sforzo che non mi sembra impossibile”. Per Prodi si avverte un “grande desiderio di cambiamento”. E sarebbe necessario “tornare a una coalizione, a una politica di consenso, di unione”.

“Un Sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa. Dato che nella vita, anche le decisioni più sofferte debbono essere possibilmente accompagnate da un minimo di ironia, mentre scrivo queste righe mi viene in mente mia madre che, quando da bambino cercavo di volere troppo, mi guardava e diceva: ‘Romano, ricordati che nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone'”. Lo scrive l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi in una nota in cui spiega le ragioni del suo Sì al referendum costituzionale.

“Io credo che l’Italia abbia diritto di essere aiutata per l’esodo che arriva solo in Italia, per il resto facciamo parte di una Unione in cui siamo anche responsabili”. Lo ha detto Romano Prodi, a ‘Cartabianca’ su Raitre, parlando del braccio di ferro tra Italia e Europa sui bilanci e sui migranti. “E’ una questione di misura che tenga conto di un avvenimento imprevisto come il terremoto, ma non c’è dubbio che il problema della messa in sicurezza di lungo periodo dobbiamo risolverlo noi”, ha detto l’ex premier. Alla domanda se il braccio di ferro Renzi-Juncker sia influenzato dal clima elettorale, Prodi ha poi risposto: “Certamente non è un caso che viene fatto adesso, i problemi li abbiamo da tanti anni. Io credo ci dovrebbe essere più solidarietà per il problema dei profughi, per il resto facciamo parte di una Unione con regole che sono tali da anni”.

“Non so davvero di cosa si stia parlando sulla Leopolda di ieri. Se c’e’ stato qualcuno isolato che ha gridato “fuori” e’ stato stoppato dallo stesso Renzi dal palco. A meno che non si voglia strumentalizzare, come accade in queste ore, qualcosa che non esiste”. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti. “Noi abbiamo lavorato per cercare unita’, come dimostra anche la vicenda della legge elettorale. Poi se qualcuno vuole fare oggi al Pd cio’ che D’Alema e Bertinotti fecero all’Ulivo se ne assumera’ la responsabilita’. Ma chi era alla Leopolda sa come sono andate le cose. E noi non cadremo nel tranello delle polemiche”.

“Certamente sono deluso, ma di fronte al fatto inevitabile che l’America, la Cina ci stritoleranno, il disegno ritornerà. Oppure scompariremo, perché il senso della storia non lo possiamo cambiare”. Lo ha affermato l’ex premier Romano Prodi, presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004, a colloquio con il direttore della rivista di geopolitica internazionale Eastwest Giuseppe Scognamiglio. Per Prodi il post Brexit segna il momento più basso nel cammino dell’Unione europea verso il processo di armonizzazione tra gli stati membri che lui stesso aveva contribuito ad accelerare con la nascita dell’Euro. “Solo un altro duro colpo come Brexit -secondo Romano Prodi- potrebbe svegliare l’Europa impaurita dalla crisi economica e dal terrorismo e sostituirsi alla mancanza di una forte leadership politica. “Pensavo che sarebbe stata abbastanza – rimarca l’ex presidente della Commissione europea -. Oggi vedo che il materasso ha assorbito tutto. Dare un tempo indefinito per affrontare la post Brexit mi dice che la ricetta è arretrare ancora un po’. Perché si inneschi una reazione?”.

Per gestire i flussi dei migranti “l’Europa ha abbandonato l’Italia” e “si è giocata gran parte del suo futuro”. Lo ha detto l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, a margine di un incontro al Meeting di Cl. “Sull’immigrazione l’Ue si è già giocato grande parte del suo futuro – ha spiegato Prodi -. Quando si pensa che la guerra di Libia sta durando più della Seconda Guerra mondiale, ci si rende conto dei ritardi che abbiamo”, mentre “su un problema così concentrato un’Europa unita avrebbe potuto costruire qualcosa di nuovo”. L’Europa, secondo il presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli “deve avere una politica unica”. Tra l’altro “l’immigrazione c’era prima delle guerre, ma prima era in qualche modo guidata, era un fenomeno gestito. Adesso con le guerre di Siria e Libia, si è creata la paura ed è diventata una tragedia”. L’emergenza della “Siria la Germania è riuscita in qualche modo a gestirla; ma l’Europa ha abbandonato l’Italia” dal momento che “adesso c’è un’unica via di transito non regolata”. Gli italiani hanno una “enorme responsabilità umana” di salvare vite umane “ma è un peso molto difficile sopportare”.

Salvini esulta sulla vittoria del fronte Brexit. Un grazie grande come il mondo agli inglesi, che contro tutto e tutti rispondendo a ogni tipo terrorismo finanziario e mediatico hanno liberamente votato con orgoglio. Hanno dato l’ultima chance all’Europa di cambiare”. Cosi Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, in conferenza stampa a Milano dopo l’esito del referendum sulla Brexit. ”Ho invidia per il fatto che gli inglesi possano votare, una cosa che l’Italia ha proibito. Ho qui l’emendamento che noi abbiamo portato in Parlamento, bocciato più volte da Renzi e dal Pd”. Salvini ha detto che la sinistra ”ha gettato la maschera. Pensa che sia meglio che gli italiani non decidano sulle cose europee”. Il risultato è ”uno schiaffone a Napolitano, Prodi e Renzi”.

‘Limmigrazione spaventa, sbagliata la politica per il Mediterraneo. Donald Trump in fondo è un leader europeo, autore di una politica che si basa sulla paura , generata dai problemi legati all’immigrazione. Così Romano Prodi. “L’immigrazione non guidata -ha sottolineato il professore- spaventa e trasforma la nostra cultura politica. Anzi, l’ha già trasformata e siamo riusciti a trasformare anche la cultura politica americana, perché in fondo Trump è un leader europeo. Noi pensiamo che sia qualcosa di nuovo ma se analizzate il contenuto del discorso di Trump sono le stesse paure che nascono da questa politica sbagliata per il Mediterraneo”. “Poi ci sono le americanate, ma è una paura che da qualche tempo non è più la paura di destra, è la paura tout court”.