Raffaele Marra

“Insomma la Raggi con i Marra aveva siglato un patto d’acciaio? Se corrispondesse al vero quanto oggi riportato da un quotidiano, ovvero il rapporto rinnegato dalla Raggi stessa con Marra e di conseguenza con il fratello, stipendio compreso, invece sarebbe strettissimo. Un dettaglio non da poco visto che la Raggi nel rapporto all’Anac aveva dato un’altra versione”. Lo afferma Ernesto Carbone, deputato e membro della segreteria Pd. “Insomma se il contenuto della chat riportato oggi fosse vero, la Raggi avrebbe raccontato il falso e il suo rapporto con Raffaele Marra sarebbe stato determinante per lo stipendio del fratello. Ogni giorno che passa sembra sempre piu’ evidente che la verita’ politica sul rapporto tra Marra e la Raggi deve ancora essere scritta”, conclude.

“Marra, che il sindaco di Roma Raggi ha considerato insostituibile fino al momento del suo arresto, aveva incontrato l’esponente di punta dei grillini Luigi Di Maio. Lo si apprende dalla lettura di un articolo pubblicato oggi dal ‘Fatto quotidiano’. Il bello e’ che Marra, intervistato dal quotidiano, lo aveva detto ma, confessa il giornalista nell’articolo, la notizia era stata censurata. Insomma, il vertice dei grillini sapeva benissimo chi era Marra. Di Maio lo ha incontrato, tutti sapevano che ci si trovava di fronte a un personaggio da prendere con le pinze. Ma il Fatto quotidiano ha censurato la notizia e Di Maio gira ancora con il vestito affittato nella speranza di fare il Presidente del Consiglio. I suoi colleghi 5Stelle scappano davanti alle telecamere come conigli perche’ non sanno cosa dire, mentre Grillo si tiene la Raggi invocando l’illegale contratto che ha sottoscritto con la Casaleggio associati e che abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica di Roma. Pignatone ha letto il nostro esposto? Ritiene legale questo contratto? La Procura si muova. Ha fatto fin troppo poco finora”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia).

Ancora una volta quando emergono gravi addebiti nei confronti di Raffaele Marra si tenta l’operazione falsa e strumentale di utilizzare questo personaggio per stabilire un collegamento diretto fra la nostra amministrazione e quella del movimento 5 Stelle. Come abbiamo gia’ sottolineato in molte altre circostanze ricordo a tutti che i rapporti miei e della mia amministrazione con Raffaele Marra si sono interrotti completamente nel 2009, quando questo dirigente pubblico ha deciso di abbandonare il Comune di Roma non trovando nessuna soddisfazione nelle sue pretese di crescita di carriera”. Lo dichiara in una nota Gianni Alemanno (Azione Nazionale).
“Prima di allora Raffaele Marra – continua Alemanno – non era stato affatto un mio “stretto collaboratore” perche’, in forza della sua qualifica di dirigente pubblico di ruolo, era a capo di uno dei diciotto dipartimenti del Comune di Roma, tra l’altro uno dei meno significativi per organico e risorse utilizzate. Successivamente a questo distacco Marra e’ stato dirigente presso la Rai e presso la Regione Lazio, da cui e’ tornato al Comune solo dopo la caduta della Giunta Polverini, non per scelta di qualcuno ma semplicemente perche’ era un dirigente di ruolo del Comune di Roma. Marra inoltre ha dichiarato di aver votato nel 2013 per il Sindaco Marino e dopo quel periodo si e’ avvicinato al Movimento 5 Stelle con cui ha collaborato strettamente anche quando questo era all’opposizione dell’amministrazione Marino. In sintesi non si puo’ attribuire a me uno dei pochi dirigenti che furono allontanati appena un anno dopo il mio insediamento in Campidoglio perche’ giudicato inadeguato nel suo ruolo. Sara’ la magistratura a valutare le sue responsabilita’ ma nel frattempo vanno rigettate tutte le strumentalizzazioni politiche e giornalistiche sui suoi rapporti.

“Abbiamo appreso con sorpresa dell’arresto di Raffaele Marra per fatti che non riguardano questa amministrazione”, Così il sindaco di Roma Virginia Raggi in una breve conferenza stampa ha commentato l’arresto del capo del Personale. Stamattina un altro brutto risveglio per il Campidoglio e la giunta Raggi. Dopo le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro, il sindaco di Roma ha appreso dell’arresto del suo capo del Personale, Raffaele Marra, ex vice capo di Gabinetto. Marra è stato prelevato questa mattina dalle forze dell’ordine con l’accusa di corruzione. Già nella sindacatura di Gianni Alemanno, e da oltre dieci anni Campidoglio, la scelta di Marra da parte della Raggi nel suo Gabinetto aveva suscitato polemiche nel Movimento 5 Stelle e, dopo i malumori, il sindaco l’aveva spostato al personale. “Marra era già un dirigente dell’ amministrazione di Roma da oltre dieci anni”, ha affermato il sindaco, che ha aggiunto: “Verrà presto sostituito” e “l’amministrazione va avanti”. E, verso i cittadini e il Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: “Di questo mi dispiace nei confronti dei cittadini romani e del M5S e me ne scuso con i romani e di Beppe Grillo che aveva sollevato qualche perplessità”. Il riferimento è alle polemiche dei mesi scorsi. Raggi rivendica inoltre di aver segnalato il caso degli affitti d’oro pagati dal comune di Roma al costruttore Sergio Scarpellini arrestato insieme a Marra.