Rai 5

Terzo appuntamento con il ciclo di opere dedicato al quarantennale della collaborazione tra la Rai e la Scala di Milano. Sabato 26 agosto alle 16.00 Rai Cultura propone su Rai5 il “Don Carlo” di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo e’ andato in scena alla Scala il 7 dicembre 2008, segnando l’inaugurazione di quella stagione. Sul podio e’ impegnato il grande direttore d’orchestra italiano Daniele Gatti, attualmente a capo della Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam; la regia e’ affidata al francese Ste’phane Braunschweig, coadiuvato da Alexandre De Dardel per le scene, da Thibault Van Craenenbroeck per i costumi e da Marion Hewlett per le luci. Protagonisti sul palco sono il tenore Stuart Neill, Don Carlo; il soprano Fiorenza Cedolins, Elisabetta di Valois; il baritono Dalibor Jenis, Rodrigo, Marchese di Posa; il mezzosoprano Dolora Zajick, la principessa Eboli; il basso Ferruccio Furlanetto, Filippo II; il basso Anatolij Kotscherga, il grande Inquisitore. L’Orchestra e il Coro sono quelli del Teatro alla Scala. La regia televisiva e’ curata da Patrizia Carmine.

Soprannominato “Slowhand” e “God”, definito da Chuck Berry “The Man of the Blues”, Eric Clapton è considerato fra i chitarristi blues e rock più famosi e influenti del mondo. Il nuovo episodio della serie “Rock Legends”, in onda lunedì 17 luglio alle 18.50 e in replica alle 23.35 su Rai5 per “Ghiaccio bollente”, traccia un breve, ma intenso ritratto dell’artista, ricco di materiale di archivio. Plurivincitore di premi Grammy, Eric Clapton è l’unico musicista che vanta tre inserimenti nella Rock and Roll Hall of Fame (come solista nonché come membro degli Yardbirds e dei Cream). È iscritto in seconda posizione nella classifica dei cento migliori chitarristi redatta dalla rivista specializzata Rolling Stone, dietro solo a Jimi Hendrix. Un chitarrista leggendario, un uomo tormentato, un’icona del rock. Un musicista che ha avuto il mondo ai suoi piedi ma ha rischiato di perdere se stesso. Il documentario restituisce la storia di un sopravvissuto; quella di chi, in oltre quarant’anni sotto i riflettori, è sopravvissuto all’alcolismo e alla tossicodipendenza, alla scomparsa di amici come Jimi Hendrix e John Lennon, nonché alla tragica morte di Conor, il figlio di quattro anni avuto con Lory Del Santo.

“Questo film fornisce una prospettiva unica del forte legame tra un artista e coloro che sentono così profondamente la sua musica”. Ridley Scott presenta così il film “Springsteen & I” che Rai Cultura propone lunedì 5 dicembre alle 23.30 su Rai5 per il ciclo “Ghiaccio bollente”. Prodotto dallo stesso Scott e diretto da Baillie Walsh, il documentario celebra una delle più grandi icone musicali viventi attraverso la voce diretta dei suoi fan: prendendo a riferimento il format del documentario “Life in a Day”, il film raccoglie clip e contributi inviati da fan di tutto il mondo che raccontano emozioni ed esperienze personali legate alla musica di “The Boss” ed spiegano cosa significa per loro la musica di questo artista senza tempo. Alle clip si alternano brani di Springsteen e filmati di repertorio mai visti prima. Quaranta anni fa, Bruce Springsteen faceva il suo esordio nella scena rock, cambiandola per sempre: annoverato tra i più grandi artisti di tutti i tempi, è una leggenda del rock i cui testi parlano a tutti e parlano di ciascuno. Dalle strade della sua nativa New Jersey, alle vette del discorso per l’insediamento del primo presidente nero degli Stati Uniti, nessun altro artista ha incarnato gli alti e bassi del sogno americano più di lui.