redditività

Bisogna migliorare le condizioni di vita delle famiglie, dando piu’ spazio alla crescita, attraverso le due leve: la politica redistributiva e la riduzione della pressione fiscale a favore delle aree sociali medie e basse del lavoro dipendente, dei pensionati e del lavoro autonomo. La ripresa degli investimenti pubblici stornati dal calcolo del deficit, nell’ambito di un Piano di investimenti europei assai piu’ efficace del Piano Junker”. E’ quanto sostiene la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, commentando i dati del Barometro nazionale Cisl. “Occorre migliorare la qualita’ del Lavoro – osserva Furlan – favorendo il lavoro stabile. Bisogna rafforzare i redditi dando piu’ spazio alla contrattazione innovativa e alla partecipazione, lavorare per una coesione sociale che sostenga l’inclusione nel lavoro e nelle opportunita’. Serve anche una ragionata e intelligente politica industriale, che sia una visione condivisa fra Governo e parti sociali – conclude – sul posizionamento competitivo della manifattura italiana nel mondo e sulle strategie del suo sviluppo, del suo rafforzamento, della sua innovazione, della sua produttivita’ che ogni attore, per il suo ruolo, dovra’ gestire”.

“Senza misure di compensazione, la combinazione tra ampie sofferenze (Npl) e bassa redditività” delle banche “continuerà a pesare sulla ripresa” in Italia. Lo riporta l’Ansa che cita uno studio dal titolo ”Redditività e risanamento dei bilanci delle banche italiane” pubblicato tra i ”working papers” sul sito del Fondo Monetario Internazionale. L’analisi riguarda le principali 15 banche italiane e mette in luce le misure del governo italiano introdotte “per affrontare i nodi strutturali per la risoluzione delle sofferenze e per aumentare la resilienza del settore bancario”. Evidenzia anche lo studio Fmi: ”Anche se la domanda per il credito potrebbe aumentare dagli attuali bassi livelli, la capacità e la volontà delle banche a prestare denaro è probabile che resti modesta”.