Rio

Usain Bolt vince la gara più attesa di ogni Olimpiade, la finale dei 100 metri, e lo fa per la terza volta consecutiva, una impresa finora mai riuscita ad altri e che lo lancia nella galleria degli atleti immortali, nell’Olimpo dello sport. Il suo è un 9″80 poi corretto in 9″81, e in soli in 42 passi, e che spezza ogni speranza per il rivale diretto Justin Gatlin, costretto ad accontentarsi dell’argento. Ora è per sempre l’icona della Giamaica che ha salutato cosi : “Quest’oro è per te, popolo mio: stand up, alzati” scopiazzando le urla alla maniera di Bob Marley subito dopo la vittoria. Il re di queste Olimpiadi è lui, Usain Bolt, re della gara regina dell’atletica: i 100 metri.

Ventitré gli atleti dei giochi olimpici di Londra 2012 trovati positivi dopo il primo riesame delle provette. Sono di sei nazionalità, praticano cinque sport e rischiano la partecipazione a Rio 2016. A dettare la linea dura è il Comitato olimpico internazionale. Si allarga così lo scandalo doping mondiale dopo i trentuno casi di positività riscontrati per Pechino 2008. Le analisi hanno riguardato in tutto 265 atleti. Secondo il Cio: “Sono emersi numeri che comprovano positività di atleti e coinvolgono varie discipline, ma solo dopo le controanalisi potrà essere svelata l’identità degli atleti coinvolti”. Sottolinea il presidente Thomas Bach: “Vogliamo tenere lontano dall’Olimpiade di Rio chi ha barato”. La lotta al doping non si ferma e potrebbe far salire i numeri degli sportivi coinvolti perché oggi si utilizzano nuove tecnologie di controllo e i test si effettuano fino ad otto anni di distanza dai giochi. Negli ultimi mesi sono finiti nell’occhio del ciclone gli atleti russi. Intanto, tenendo conto dei nuovi risultati dei riesami, sono stati accertati complessivamente 57 casi di doping per i giochi di Pechino e 32 per quelli di Londra.