Piovono le polemiche in Repubblica ceca per il metodo – “disumano, contrario all’etica, se non addirittura razzista” secondo i critici – utilizzato dal governo per censire quest’anno la minoranza Rom. Nel mirino un compendio, inviato a tutte le amministrazioni comunali, con la richiesta di indicare quanti fra gli abitanti “sono considerati Rom da una parte significativa del loro ambiente, sulla base di indicatori reali o presunti di carattere antropologico, culturale e sociale”. Una regola apparsa a dir poco fuori luogo, contraria all’etica, che ha indotto molti sindaci a disattendere la richiesta del governo, rifiutando di fornire indicazioni di questo genere. “Quali sarebbero gli indicatori antropologici e culturali ai quali dovremmo attenerci?” si sono chiesti tanti di loro. Tutto questo in un paese come la Repubblica ceca dove sono ricorrenti le situazioni di discriminazione della comunità Rom e dove non appare funzionare la politica di integrazione sociale di questa minoranza. “Penso che fare un censimento dei Rom, per di più attraverso un metodo di questo tipo, mi sembra assolutamente inumano” è la testimonianza di Nadezda Krupczova, responsabile dell’ufficio servizi sociali di Most, città della Boemia settentrionale, dove più diffusa è la minoranza Rom.







