Sappe

Topi nella sala mensa del penitenziario di San Cataldo, a Caltanissetta. A denunciarlo e’ il sindacato autonomo Sappe. “Ci si dovrebbe vergognare per come viene lasciato allo sbando il personale di polizia penitenziaria, in condizioni insalubri, indecenti e vergognose: e invece non sembra fregare a nessuno il degrado nel quale lavorano e mangiano gli agenti nel carcere di S. Cataldo”, dice Lillo Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sappe. “A tutela della salute del personale e di tutti coloro che usufruiscono della mensa, abbiamo chiesto l’immediata chiusura dei locali per la necessaria disinfestazione – aggiunge – Pare infatti che nonostante l’avvistamento dell’animale indesiderato e dopo l’eliminazione dello stesso, i locali e la mensa sono stati tenuti regolarmente aperti e contestualmente preparati i pasti”. Il sindacato fa sapere che ieri gli agenti “sono stati costretti a rifiutare la consumazione del pasto a tutela della propria salute”. “E’ una situazione assurda, che non può essere ulteriormente trascurata – sottolinea il segretario generale del Sappe, Donato Capece – Il degrado del carcere di S. Cataldo e’ vergognoso”

Mancano all’appello 800 agenti di polizia penitenziaria in Sicilia. Una carenza che mette in seria difficoltà gli operatori stremati da eccessivi carichi di lavoro e da turni impossibili. A lanciare l’allarme Sappe, Osapp, Uilpa Pp, Fns Cisl, Uspp e Cgil Fp che hanno scritto al ministro della Giustizia Bonafede e ai vertici italiani e siciliani dell’amministrazione penitenziaria. “Dagli organi di stampa apprendiamo – scrivono i sindacati – che nell’isola è previsto l’arrivo di 123 operatori. Ne prendiamo atto, sottolineando però come questo contingente sia insufficiente rispetto alle esigenze degli istituti siciliani e soprattutto irrilevante rispetto alle 260 unità che sono andate in pensione. Il saldo resta sempre negativo e a pagarne le spese sono ancora una volta gli agenti”. I sindacati mettono in evidenza lo stato di disagio dei lavoratori. “Aumentano le attività trattamentali ed i compiti ad esse connessi mentre diminuiscono le risorse umane disponibili – continuano i sindacati – col risultato che in un contesto ricco di doveri si assottigliano diritti come quello alla sicurezza nei posti di lavoro, quello al recupero psicofisico e quello all’esonero del turno notturno”. Per i sindacati, è ormai evidente lo stato di sofferenza del comparto testimoniato dalle cronache che raccontano di aggressioni, rivolte e persino di evasioni, con una frequenza allarmante. “Negli istituti penitenziari siciliani – continuano – si registrano gravissimi eventi critici che vedono troppo spesso soccombere i poliziotti, sempre più isolati, privi di adeguati strumenti di difesa e di contrasto alle continue fughe di detenuti, a detrimento dell’immagine di quanti svolgono questo duro lavoro”. I sindacati per sensibilizzare l’opinione pubblica e denunciare le condizioni in cui opera la polizia penitenziaria in Sicilia, hanno proclamato lo stato di agitazione e hanno annunciato che il 26 luglio, dalle 9,30 terranno un sit – in di protesta davanti alla Prefettura di Palermo, in via Cavour.