sgomberi

“Il problema non è evitare gli sgomberi, bensì le occupazioni; impedire che si realizzino e si consolidino nel tempo. È così che si salvaguardano i diritti. E per fare questo sono necessari interventi e politiche sociali che non riguardano le forze di polizia. Noi siamo chiamati a intervenire quando l’emergenza è già in atto, e spesso per eseguire ordini impartiti da altri, come nel caso del palazzo di via Curtatone a Roma”. Lo ha spiegato il capo della polizia Franco Gabrielli in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che l’uso della forza è previsto “solo dopo aver esperito tutti gli altri tentativi”. Per Gabrielli “quando un’emergenza arriva sul tavolo del questore è già tardi, perché significa che l’uso della forza è quasi inevitabile” e “le amministrazioni locali, e dunque la politica, non possono delegare tutto alle forze di polizia, perché certi problemi, prima che di ordine pubblico, sono problemi sociali, che non si possono scaricare sulle forze dell’ordine, facendole diventare oggetto di strumentalizzazione e scontro tra chi solidarizza con loro e chi le attacca”.

Sull’ipotesi di utilizzare i beni confiscati per rispondere alle esigenze abitative delle persone sgomberate da edifici occupati, interviene Don Ciotti, presidente di Libera: “Credo che sia importante valutare anche questa possibilita’ – sostiene – che gia’ e’ stata attuata da diversi Comuni in Italia, di fronte alle esigenze abitative e alla storia di tante persone che vivono in una condizione di maggiore fragilita’”.
In un’intervista a Radio Vaticana, Don Ciotti ha spiegato che “gia’ molti Comuni, soprattutto le grandi realta’, lo stanno applicando. E quindi ben venga, nel rispetto delle regole, per tutti coloro che sono in una condizione di emergenza nel nostro Paese”.
Il presidente di Libera ha ricordato che “gia’ nel 2015 il ministero delle Infrastrutture aveva stanziato una quota proprio per la sistemazione, per mettere in grado le realta’ locali di poter usufruire di beni confiscati proprio per offrire opportunita’ abitative alle persone piu’ in difficolta’”.

Confedilizia valuterà “anche dal punto di vista della legittimità, ai fini di eventuali impugnative, la direttiva che il ministero dell’Interno si appresta a varare in materia di restituzione ai proprietari degli immobili illecitamente occupati. Allo stesso tempo, continuerà ad operare, sia in sede politica sia in sede giudiziaria, affinché venga espunta dall’ordinamento italiano una norma gravemente lesiva dei diritti proprietari contenuta nel cosiddetto decreto sicurezza”. Lo scrive Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, in un post sulla sua pagina di Facebook. “La disposizione in questione (articolo 11) – ricorda Spaziani Testa – attribuisce ai Prefetti poteri di interdizione del tutto discrezionali in sede di applicazione dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. L’impiego della forza pubblica, indispensabile per l’esecuzione dei provvedimenti del Giudice, viene infatti concesso, a discrezione dei Prefetti, secondo criteri di priorità che, ferma restando la tutela dei nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale, tengono conto della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per l’incolumità e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti proprietari degli immobili, nonché dei livelli assistenziali che devono essere in ogni caso garantiti agli aventi diritto dalle regioni e dagli enti locali”, continua. “Si è disposto in sostanza – ricorda il presidente di Confedilizia – che il diritto del proprietario dell’immobile, che è già stato valutato dal Giudice al momento dell’emanazione del provvedimento giudiziale, venga messo in discussione dal Prefetto, che lo valuta insieme con una serie di elementi extragiuridici, di fatto con il potere di porlo in secondo piano, a vantaggio di altre esigenze discrezionalmente considerate. Le forze politiche che in queste ore stanno sollecitando l’adozione della linea del rigore nella gestione degli immobili illecitamente occupati, fenomeno che colpisce anche tante famiglie di piccoli proprietari, hanno l’occasione per dimostrare con i fatti le loro convinzioni, attivandosi in Parlamento per l’abolizione dell’articolo 11 del decreto sicurezza”, conclude Spaziani Testa.