In Italia si leggono meno libri. Oggi si contano 4 milioni 300mila lettori di libri in meno rispetto al 2010. E sono circa 33 milioni, nel 2016, le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta, la stessa quota che era stata toccata nel 2000. Sono i dati Istat presentati a Tempo di Libri. Secondo l’indagine, i non lettori sono soprattutto maschi: il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine. Gli uomini dai 25 ai 74 anni si attestano sul 62-66% e arrivano al 72,9% oltre i 75 anni. Le donne non lettrici superano il 50% nella fascia oltre i 65 anni. Dai 25 anni la quota cresce, ma si mantiene sotto il 50% fino ai 64 anni. Tra i bambini, l’aumento maggiore dei non lettori di libri è tra i 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (11,7%). La prevalenza di non lettori è al Sud con il 69,2% e con una punta del 73% in Calabria. In Sardegna i non lettori sono il 51,8%, a livelli inferiori alla media nazionale. Le percentuali più basse di non lettori si riscontrano a Trento (43,7%), in Friuli (44,6%) e Bolzano (46%). I dati mostrano che è aumentata la quota di famiglie che possiedono libri: nel 2016 erano l’89,4%, ma dal 2009 in poi il 10% di famiglie ha dichiarato di non avere libri in casa. Tra i fruitori di Internet tutti i giorni i non lettori sono il 45,6%, mentre erano il 30,9% nel 2010. Tra chi svolge attività di comunicazione e socializzazione su Internet i non lettori sono il 47,7%, (erano il 33,2% nel 2010). I lettori di libri elettronici sono circa 4 milioni, ovvero il 7,3% della popolazione (+6 anni). “I bassi indici di lettura a loro volta influiscono sui fattori di innovazione del Paese e sulla sua crescita economica”, ha detto Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi Aie e curatore del programma professionale di Tempo di Libri.