tennis

Il calcio e altre discipline sportive ci hanno abituato, ad intervalli regolari, a vittorie e successi internazionali. Con il tennis é stata tutta un’altra storia. Sarà perché si tratta di uno sport individuale o perché di grandi talenti ne nascono uno ogni cinquant’anni. Di fatto, l’ultima vittoria di un italiano in un torneo del grande slam risale al 1976 con Adriano Panatta che si impose al Roland Garros. Da allora, più niente. E’ per questo che la vittoria di Jannik Sinner agli Internazionali di Australia assume una forza e un significato di alto valore. Se poi consideriamo che il giovane altoatesino aveva perso i primi due set che ha ribaltato la situazione aggiudicandosi gli altri tre set consecutivi, si capisce bene come questo successo non possa che configurarsi con gli elementi dell’unicità. Non possono che essere menzionati l’umiltà del giocatore, la sua semplicità, la sua simpatia e una eleganza dentro e fuori dal campo che ne aumentano ancor di più il fascino. Chapeau

Andy Murray ha vinto il Masters di tennis alla 02 Arena di Londra, battendo in finale il campione uscente serbo Novak Djokovic per 6-3, 6-4. Il successo, il primo nelle Atp Finals, garantisce allo scozzese Murray di restare numero 1 al mondo. L’incontro si è disputato davanti a oltre 17mila spettatori e ha portato Murray al risultato in un’ora e 43 minuti di gioco. Nel 2016 Murray ha vinto 9 tornei. Il primo titolo della stagione a Roma, poi Queen’s, Wimbledon, Rio de Janeiro, Pechino, Shanghai, Vienna, Parigi-Bercy e il Masters di Londra. Queste le nazioni che hanno un top 10 nella classifica finale del 2016: Murray (numero 1, britannico), Djokovic (numero 2, serbo), Raonic (numero 3, canadese), Wawrinka (numero 4, svizzero), Nishikori (numero 5 giapponese), Cilic, (numero 6, croato), Monfils (numero 7, francese), Thiem (numero 8, austriaco), Nadal (numero 9, spagnolo), Berdych (numero 10, ceco).

La tennista Maria Sharapova è stata sospesa per due anni per essere risultata positiva al Meldonium nel corso di un test antidoping a gennaio agli Australian Open. La squalifica è stata imposta dalla Federazione Internazionale di Tennis. L’atleta 29enne del tennis russo ha detto che presenterà appello commentando: “Mentre il tribunale ha concluso correttamente che non ho violato intenzionalmente le regole antidoping, non posso accettare una sospensione ingiustamente dura di due anni”.