Totò Cuffaro

“L’on. Cancelleri non perde occasione per tirarmi in ballo in una danza – la campagna elettorale – alla quale non partecipo. Ormai è di moda insultare e lui lo sta facendo con più frequenza e cattiveria degli altri”, così Toto’ Cuffaro risponde alle dichiarazioni del candidato 5 Stelle alla presidenza della Regione siciliana.
“Farebbe bene, – continua – ammesso che ne abbia voglia o ne senta il bisogno, a dire ai siciliani cosa si propone di fare per la crescita della Sicilia, per il ‘dramma lavoro’, per la sanità, per le infrastrutture, per l’agricoltura, il turismo e la valorizzazione dei beni culturali, per le politiche della famiglia. Sino ad oggi, a parte gli insulti e gli sproloqui su di me e i miei amici, gli ho sentito dire solo quello che non vuole fare ma sappia che tutto questo è un po’ pochino per fare il Presidente. I miei elettori sono stati quasi due milioni e tanti di questi oggi votano 5 Stelle. Ma stia tranquillo, Cancelleri, non sono delinquenti, erano e sono persone perbene.
La prego, abbia rispetto per loro, sono siciliani: provi ad avere rispetto anche dei suoi avversari politici, è la regola prima per chi fa politica e aspira a ricoprire incarichi istituzionali”.
E conclude: “On. Cancelleri si sforzi di pensare, tra le sue tante convinzioni, che la politica non è una farsa e nemmeno una commedia ma cio’ che occorre è l’idea in un progetto di bene comune, l’impegno e il lavoro che servono per realizzarlo e tutto questo non da soli, ma insieme a tutti quelli che vogliono offrire un loro contributo. Buona fortuna on. Cancelleri. A lei ma soprattutto alla Sicilia e ai siciliani”.

‘Leggo ipotesi fantasiose da parte del mio amico Sgarbi a cui va la mia simpatia e il mio sostegno morale per le sue tante iniziative. Sono impossibilitato a votare, altrimenti lo voterei. Consiglierò il voto disgiunto: Sgarbi presidente e lista Cantiere popolare. Come più volte ribadito, non faccio politica né organizzo liste. Resto un uomo di centro che crede nei valori del popolarismo liberale e i miei tanti amici che ancora fanno politica prediligono come me questa parte del campo. Mi auguro che la Sicilia possa avere presto un governo all’altezza dei problemi che la attanagliano: speravo potesse essere guidato dal professore Lagalla e sostenuto dal mio amico di sempre Saverio Romano, ma cosi non è stato. Godranno comunque sempre del mio affetto, del mio sostegno e della mia amicizia’. Totò Cuffaro

Totò Cuffaro al neo sindaco Orlando ‘che continua ad accusarmi – come fece con Falcone – e a mistificare la realtà, dimostrando l’arroganza del vincitore’

‘Mi ero ripromesso di non polemizzare con Leoluca Orlando. Non l’ho fatto durante tutta la campagna elettorale nonostante le sue pesanti e cattive insinuazioni.
Oggi però, finita la competizione elettorale, il sindaco continua con le sue mistificanti esternazioni nei miei confronti, dimostrando l’arroganza di chi non sa vincere, e mi vedo costretto a fare qualche precisazione.
Nel cuore di ogni uomo c’è il desiderio del rispetto da parte dei suoi simili ed è proprio questo desiderio che rende l’uomo solidale, sincero e leale.
Nell’animo di tanti siciliani questo desiderio e’ ben presente e io mi auguro che di questo desiderio possa riempirsi l’animo di Leoluca Orlando. Constato oggi però, e mi dispiace, astio, ipocrisia e mistificazione. Pensavo infatti che Leoluca Orlando utilizzasse la bugia e la cultura del sospetto solo per scopi elettorali, per averne un vantaggio; non lo giustificavo, certo, ma mi sforzavo di capirlo.
Adesso che la campagna elettorale è finita e che ha vinto, fatico a comprendere perché utilizzi  ancora la bugia, gli insulti e le accuse infamanti. La virtù più grande di un leader è saper essere umile nella vittoria. Non e’ il caso di Orlando, leader nella mistificazione.
Nel 1991, partecipando alla famosa trasmissione su Libero Grassi nel corso della quale – lo ammetto – fui oltremodo focoso, difesi il mio partito e la mia storia di democristiano ma certamente non ho polemizzato nè tanto meno attaccai il giudice Giovanni Falcone che invece fu proprio Orlando ad accusare come e’ ormai notorio. Ma lui e i suoi fidi compagni del tempo mistificarono, facendo credere che fossi stato io ad attaccare Falcone. Ci sono volute alcune sentenze di tribunali, ai quali mi sono rivolto, per ristabilire la verita’. (Con una di queste e’ stato condannato per diffamazione l’onorevole Antonio Di Pietro). Oggi, con la desecretazione dei verbali della Commissione Antimafia, sono le stesse dichiarazioni di Giovanni Falcone che fanno chiarezza su chi già sin da allora aveva portato dentro il Comune gli interessi politici, economici e mafiosi di Ciancimino e dei suoi amici. Con Orlando sindaco, Ciancimino continuava a imperare nel sistema degli appalti. Però lui, Leoluca Orlando, ancora adesso, dopo venticinque anni continua a mistificare e a distorcere i fatti, strumentalizzando il mio nome e la mia storia per ‘mascariare’ Fabrizio e i tanti giovani che con le sue liste, con quelle di Forza Italia e di Cantiere popolare lo hanno sostenuto. Ma non c’è nulla da fare: ancora oggi Orlando urla e mistifica: ha forse qualche altra cosa da nascondere? Sono molto preoccupato della sua preoccupazione.
Può un sindaco e politico così onnipotente preoccuparsi di un insignificante ex detenuto e dei suoi pochi amici rimasti, lui che ha tra le sue liste la stragrande maggioranza dei “Cuffariani”, molti dei quali in posti di potere? Non serve che io ne ricordi i nomi, Orlando li sa bene e li sanno anche i tanti cittadini di Palermo che li hanno votati. E’ falso che io in questa tornata elettorale sia stato un regista occulto e uno stratega: ho soltanto ritenuto Fabrizio Ferrandelli l’uomo giusto per amministrare e rappresentare Palermo, con il suo entusiasmo, la sua voglia di fare, le sue idee, la sua umanità. Tutto qui. Mi sono limitato a indicarlo a qualche amico come un potenziale primo cittadino in grado di riscattare Palermo. Auguro al sindaco buon lavoro: pensi finalmente ad amministrare, cercando di superare i suoi trionfalismi vuoti e il suo stesso modo di essere e di apparire; lavori per portare serenità in questa città che gli ha ridato fiducia, e che ha bisogno di amore e non di odio. Palermo ha la gioia di sapere e la forza di sperare, ha voglia di sorridere ed ha il senso della vita, sa che le voci sono sospiri, sa stringere le mani e cogliere gli sguardi e sa volgere lo sguardo verso il cielo. Palermo vuole che nell’aria ci sia una dolcezza nuova.
Di cosa sono reo secondo Orlando? Di cosa, esattamente? Forse di non essermi schierato politicamente con lui? Forse di aver dato fiato alla mia passione per la politica? La smetta di considerarsi il bene assoluto e di rilasciare patenti di moralita’. Rispetti anche i palermitani che non la pensano come lui, a maggior ragione se si considera che e’ stato votato da una minoranza di cittadini. Ebbene,
la passione per la politica, quella feconda e non sterile, quella sincera e tra la gente mi ha indotto in quest’ultima competizione elettorale a prendere posizione, a viso aperto come ho sempre fatto, e nel contempo a dare una mano di aiuto agli amici candidati impegnati nella competizione elettorale, con tutti i limiti che mi sono imposti. Non so se ho fatto bene o male, non so quanta gente mi vuol bene. So che voglio bene alle persone: molti di loro hanno scelto di votare per Orlando, e io rispetto questa loro scelta. I deludenti risultati elettorali mi fanno capire che una cosa è essere voluto bene e un’altra è il consenso elettorale. Per quanto mi riguarda, mi dedico al mio nuovo e gratificante lavoro di agricoltore: saro’ lieto di inviarle alcune bottiglie del mio vino. Buon lavoro Signor Sindaco: lei è anche il mio sindaco e la rispetto. Anche io sono un cittadino di Palermo’. Rispetti anche me: ci provi, almeno. Gliene saro’ grato’. Toto’ Cuffaro

In fase di realizzazione il docufilm sulla vita di Totò Cuffaro. Lo ha realizzato il regista Marco Gallo. Titolo del docufilm: “1768 giorni”. Uscirà entro l’anno. Il trailer disponibile già nelle prossime ore. La pellicola avrà come temi centrali la carriera politica, la detenzione in carcere, il suo impegno per i detenuti e quello umanitario in Africa.