“Oggi ci sono problemi diversi: stiamo vivendo la coda di una crisi che ci ha logorati, non abbiamo ancora vinto la guerra contro il terrorismo, dobbiamo gestire i flussi migratori e per la prima volta, con Brexit, stiamo assistendo all’uscita di uno Stato dell’Unione. Tutto questo si supera con un colpo di reni, riunendo le forze politiche con grande pragmatismo. Altrimenti a farne le spese non sara’ solo la politica dell’Unione ma 500 milioni di cittadini europei”. Cosi’ il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, in un’intervista a Famiglia Cristiana, in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma. Quindi “la ricorrenza dei 60 anni dei Trattati di Roma deve servirci a riscoprire lo spirito che permise agli europei di rialzarsi sulle macerie della Seconda guerra mondiale”. Il voto olandese, i populismi, il fallimento della Carta Costituzionale Europea, l’immigrazione, la situazione economica. Tajani passa in rassegna i principali problemi che affliggono l’Europa e sollecita un piano Marshall per l’Africa. “Il primo ponte da costruire sta fuori dall’Europa ed e’ quello con i Paesi dell’Africa sub-sahariana. Bisogna investire molti miliardi di euro per far crescere economicamente e socialmente questi Paesi”. Tajani propone di intensificare l’organizzazione di strutture “sotto l’egida dell’Onu” per l’accoglienza dei rifugiati. La Turchia, aggiunge, “non potra’ mai entrare in Europa se non rispetta i diritti umani e di liberta’ di espressione. In questo momento la situazione e’ in stallo, come sappiamo. Ma entrare o no in Europa dipende solo da loro”.







