Verona

Con oltre 200 recite tra le antiche pietre dell’Arena, Nabucco è tra i colossal delle stagioni areniane: terza per numero di serate dopo Aida e Carmen, l’opera, dalla sua prima rappresentazione nell’anfiteatro nel 1938, tornerà infatti in cartellone per 21 Festival presentata in 10 diversi allestimenti. Titolo di un giovane Verdi infervorato di passione politica e dalla voglia di riscatto nel panorama musicale, è molto amato dal pubblico soprattutto per il celeberrimo coro del Va’, pensiero, magistralmente eseguito e bissato ogni sera dal Coro areniano

Sono 152 le aziende vitivinicole siciliane che parteciperanno al Vinitaly 2017. Un dato in linea con quello dello scorso anno. Ma la Sicilia che affollera’ il padiglione 2 di Verona Fiere sara’ diversa rispetto al passato. Lo assicura l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici. “La Sicilia – ha detto durante la conferenza stampa di presentazione delle attivita’ della Regione al Vinitaly – anche grazie al vino ha avuto la possibilita’ di farsi conoscere nel mondo. Utilizzeremo un libro ‘Non c’e’ piu’ la Sicilia di una volta’ di Gaetano Savatteri per raccontare il nuovo corso. E’ quello della Sicilia vincente che non dimentica la sua storia ma che vuole soprattutto proiettarci al futuro”. Si prospetta un inedito confronto tra Barolo e vini dell’Etna (l’Etna doc e’ cresciuta del 26% nell’ultimo anno) “presenteremo – ha aggiunto Cracolici – i vitigni autoctoni siciliani, i vitigni antichi, con una degustazione condotta da Attilio Scienza, e infine l’olio della pace”. L’olio della pace, presentato e molito a Expo, e’ prodotto con olive del campo sperimentale di Zagaria a Pergusa, in provincia di Enna, che con le sue 400 varieta’ diverse, rappresenta un patrimonio di biodiversita’ imponente, da cui e’ stato prodotto un olio unico al mondo. Questo olio sara’ venduto anche nei supermercati e 50 centesimi a bottiglia andranno a Medici senza frontiere. Sul fronte olio – a Verona in contemporanea con il Vinitaly si svolge il Sol, dedicato all’oro verde – sono sedici le aziende che saranno a Verona con la novita’ di quest’anno che e’ l’Igp Sicilia. “La Sicilia del vino continua a crescere – ha detto Vincenzo Cusumano, direttore generale dell’Irvo – questo e’ un dato fondamentale in un momento di uscita dalla crisi in cui tanti comparti arrancano”.

Omicidio colposo plurimo stradale: e’ il titolo di reato del fascicolo contro ignoti aperto dalla procura della repubblica di Verona sull’incidente che ha causato la morte di 16 persone che erano a bordo del pullman ungherese partito ieri dalla Francia dopo una vacanza scolastica e diretto a Budapest. “La situazione – ha detto il procuratore aggiunto reggente Angela Barbaglio, sentita dall’Ansa – e’ molto complessa sia dal punto di vista della causa del tragico evento sia per le difficolta’ legate allo stato dei corpi delle vittime per l’identificazione”. La città di Verona intanto, come ha annunciato il sindaco Flavio Tosi, ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime e l’intenzione di offrire supporto ai parenti di chi è stato coinvolto nell’incidente e che si recheranno sul luogo. “

Novanta capolavori, praticamente uno per ogni anno della sua lunga vita, illustrano il genio di Pablo Picasso in una grande mostra allestita dal 15 ottobre al 12 marzo a Verona, negli spazi dell’Amo (Arena Museo Opera) di Palazzo Forti. Dipinti, sculture, grafiche sono prestiti eccezionali del Muse’e national Picasso di Parigi, grazie ai quali e’ stato possibile ricostruire un percorso creativo che, passando dal Cubismo al Surrealismo fino a un rivoluzionato concetto di figura, non ha uguali in tutto il ‘900. Intitolata ‘Picasso. Figure (1906-1971)’, l’importante retrospettiva e’ stata organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il museo parigino ed e’ stata curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Muse’e national Picasso, che ha selezionato le opere piu’ significative di quella straordinaria collezione per offrire ai visitatori una sintesi della produzione del maestro catalano. Ecco quindi capolavori quali ‘Nudo seduto’, da Les Demoiselles d’Avignon del 1907, ‘Il Bacio’, piccola e struggente tela del 1931, ‘La Femme qui pleure’ e il ‘Portrait de Marie-The’re’se’, entrambe del 1937, che si susseguono in un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui Picasso ha sottoposto la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversava le fasi del pre-cubismo, del cubismo, dell’eta’ classica e del surrealismo, fino a giungere agli anni del dopoguerra, superando le barriere e le categorie di ritratto e scena di genere, per arrivare a un nuovo concetto di figura, che lo rese al tempo stesso costruttore e distruttore di un’arte solo sua, dal fascino inesauribile. Scopo del progetto espositivo veronese e’ anche, nella sua totalita’, quello di illustrare il senso, nella poetica picassiana, delle produzioni in serie e del riprendere sempre lo stesso soggetto, per riprodurlo nel corso degli anni (e cavalcando le diverse epoche e stili) al fine di raccontare quanto fosse ossessivo per lui il ripetersi, nelle proprie creazioni, della figura umana e dei ritratti. La mostra veronese si prospetta cosi’ come un vero e proprio viaggio nel processo creativo picassiano, articolato in sei sezioni, che prende le mosse dal periodo che va dal 1906 al 1916 per analizzare la nascita del cubismo (1907) e le influenze culturali, in particolare quelle provenienti dall’Africa e dalle suggestioni primordiali, del giovane Picasso. Si prosegue con ‘Reinventare la linea classica’, quando l’artista fa i conti con il clima del ‘ritorno all’ordine’, in particolare dopo il viaggio in Italia del 1917, da cui e’ scaturito il confronto con i grandi maestri italiani. Ecco quindi il periodo surrealista, vissuto dall’artista in piena liberta’ espressiva, lontano dalle regole invece contenute nel manifesto firmato Andre’ Breton, anelando a una dimensione onirica e straniante. Nella sezione ‘Figure di Guerra’, e’ al centro la tematica della Guerra Civile Spagnola e della Seconda Guerra Mondiale. Picasso interviene infatti contro gli orrori e le devastazioni della guerra e, iscrivendosi al partito comunista, prende per la prima volta una posizione politica precisa. Attraverso la sua opera, l’artista decide di assumere un suo ruolo sociale e denunciare la brutalita’ del conflitto bellico. La mostra si conclude con ‘Pittore e la modella’, sezione che contiene la sintesi estrema della sua opera, documentando l’aspetto sofferto e tragico dei suoi rapporti con le donne.