Virgina Raggi

Virginia Raggi rischia di finire a processo per la nomina in Campidoglio di Salvatore Romeo e per quella del fratello di Raffaele Marra, Renato. La sindaca ha ricevuto oggi l’avviso di chiusura indagine a suo carico per entrambi i fascicoli: secondo la procura di Roma da parte della prima cittadina ci fu abuso d’ufficio nella nomina del capo della sua segreteria politica, Salvatore Romeo. Mentre per quanto riguarda la nomina del vigile urbano Renato Marra a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio, Raggi è accusata di falso in atto pubblico per aver dichiarato che aveva deciso lei da sola ogni dettaglio di tale nomina, senza consultare l’allora capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra, fratello di Renato.

Il nuovo programma di Virginia Raffaele, ‘Facciamo che io ero’, vuole essere un’alternativa alla satira di Maurizio Crozza? “Ma io ho molti più capelli”, scherza l’imitatrice rispondendo ai giornalisti. Quindi, più seriamente: “Per me un paragone simile sarebbe un grande complimento: Crozza è bravissimo, ma siamo ancora diversi, lui mette meno trucchi speciali, fa più satira politica, io ne faccio meno”. Per la Raffaele, il comico genovese “è un artista bravissimo, e so quanto lavora: lavora tanto, davvero tanto”.

“Certe cose sono andate avanti cosi’ per anni, abbiamo ereditato una citta’ devastata”. Virginia Raggi risponde in questo modo alle accuse rivolte alla sua amministrazione dopo le promesse di cambiamento che ne avevano accompagnato l’elezione a sindaco di Roma. E lo fa dalle colonne del britannico Sunday Times, che nell’edizione di oggi traccia il punto con lei dopo le ultime, difficili settimane. Raggi ricorda che i cittadini hanno da tempo “perso fiducia” nella politica, ma insiste: “Noi dobbiamo dimostrare che possiamo farcela”. “Governare una citta’ non e’ – aggiunge l’inquilina del Campidoglio – governare un Paese. Ma devo avere successo dopo che io e il Movimento Cinque Stelle ci siamo fatti avanti”. “Noi – assicura – non abbiamo ambizioni politiche: la nostra ambizione e’ riuscire a cambiare le cose”. Quanto al ‘paragone’ con Giulio Cesare, che il Times azzarda fin dal titolo evocando congiure contro di lei, Raggi si limita a una battuta: “Non ha fatto una bella fine, no?”.

Secondo Beppe Grillo “il giorno dopo la vittoria di Virginia Raggi, e’ partito l’ordine di Renzi” ai media per colpirla. Il leader 5 stelle lo scrive su Facebook. E per dimostrare questa sua affermazione pubblica sul suo blog un estratto dell’intervento di Maurizio Belpietro durante la puntata di ‘Terza Repubblica’, andata ieri sera in onda su La7. Titolo del post: ‘L’ordine ai media di colpire la Raggi arrivo’ dall’alto’. Belpietro, direttore del quotidiano ‘La Verita’, tra l’altro, dice: “L’attenzione che i giornali hanno dedicato a Virginia Raggi e alla giunta del MoVimento 5 Stelle e’ superiore a quella dedicata a tutte le altre giunte, pure della Capitale”. E ancora: “Di fronte ai risultati economici, all’occupazione, agli andamenti pessimi dell’economia italiana i principali TG della RAI hanno scelto di raccontare il caso di Virginia Raggi che aveva sbagliato l’assessore. […] Il giorno dopo la vittoria dei 5 Stelle e’ partito da Renzi un ordine che aveva questo significato: ‘Colpite la Raggi perche’ li’ dobbiamo dimostrare che i 5 Stelle sono incapaci di governare'”.

‘ I media contro di noi per coprire Renzi’. Questa l’accusa di Beppe Grillo, leader carismatico del Movimento 5 Stelle. E’ convinto che l’attenzione degli organi di stampa nei confronti del M5S sia dovuta ad una precisa regia del premier. Si parla e si scrive della inadeguatezza del sindaco di Roma Virginia Raggi per distogliere l’attenzione dei cittadini-elettori dal governo e dalle sue eventuali pecche. E’ una vecchia storia quella dell’attacco al sistema dell’informazione. Non c’é leader politico, tranne qualche rara eccezione, che non abbia rivolto accuse e immaginato oscure trame ordite dai giornali e dalle tv. Ma la domanda da fare a Grillo é la seguente: ‘ma non é forse una notizia che il sindaco donna pentastellata, alla guida della capitale italiana, abbia con ogni evidenza mentito, che abbia nascosto la vicenda giudiziaria di Paola Muraro, assessore all’Ambiente, indagata per traffico illecito di rifiuti, abuso d’ufficio e truffa da ex consulente di Ama, l’azienda che gestisce i rifiuti a Roma? Non é forse una notizia la girandola di avvicendamenti nella giunta Raggi a poche settimane dalla sua elezione? Non é forse una notizia il fatto che il direttorio del Movimento e la Casaleggio associati abbiano tentato di portare sulla retta via la ‘sindaca’, che potrebbe causare – come ha già causato per alcuni sondaggisti – un calo dei consensi per i grillini? Se tutte queste non sono notizie allora ha ragione Grillo. Sul fatto che la stampa non si interessi a Renzi e al governo, al referendum, agli scarsi successi del premier sulle politiche del lavoro e alla mancata crescita del Pil, come su altri aspetti dell’azione di governo, stenderei un velo pietoso. Il premier gode di una stampa a lui vicina, ma contro di lui vi é uno schieramento molto forte di giornali e testate che gli sono evidentemente contrari. E’ la stampa, Grillo, é la democrazia. Fattene una ragione