vitalizi

In un post sul blog delle stelle Luigi Di Maio aggiunge che l’attribuzione a M5s della presidenza della Camera “permettera’” al M5s “di portare avanti, a partire dall’Ufficio di Presidenza, la nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi e tanto altro”. La battaglia politica sulla abolizione dei vitalizi ai parlamentari é stata una di quelle che più hanno contraddistinto l’impegno in politica dei grillini e rappresenta uno dei punti qualificanti del loro programma.

“Lo sto chiedendo pubblicamente, noi chiediamo la presidenza dell’Assemblea regionale. O la vicepresidenza. Comunque chiediamo di entrare nell’ufficio di presidenza dalla porta di ingresso e non barattando voti con nessuno. Dobbiamo andare dentro perche’ ci spetta, perche’ lo vuole il popolo, che ha deciso che il Movimento 5 Stelle dovesse avere una affermazione elettorale grandissima”. Lo scrive sul blog di Beppe Grillo Giancarlo Cancelleri alla testa di 20 deputati regionali del M5s, il gruppo piu’ numeroso all’Ars. “Fra l’altro – aggiunge l’ex candidato governatore – il regolamento interno dell’Assemblea regionale dice che l’ufficio di presidenza deve essere formato rispecchiando quella che e’ la composizione del parlamento regionale perche’ e’ composto secondo il volere del popolo. E’ chiaro che chi ha 20 deputati debba avere piu’ posti. Vedremo cosa succedera’ in questa legislatura. Musumeci ha la responsabilita’ di decidere cosa far diventare questa legislatura e la sua presidenza, se farne la fotocopia del governo Crocetta o farne qualcosa di diverso”. E prosegue: “Stanno facendo gia’ il traccheggio Forza Italia e il Partito democratico si stanno mettendo d’accordo non per risolvere i problemi della Sicilia, ma per tenere fuori il Movimento 5 Stelle dall’ufficio di presidenza dell’Ars sapete perche’? In quell’ufficio di Presidenza si decidono i vitalizi, gli stipendi dei deputati regionali, si decidono le pensioni privilegiate e vergognose che scattano dopo 4 anni e mezzo e tutta una serie di privilegi che riguardano il palazzo piu’ costoso tra i consigli regionali d’Italia: 150 milioni di euro l’anno. Noi li vogliamo abolire i vitalizi e dimezzare gli stipendi dei deputati regionali ed e’ li’ dentro che si fa, ed e’ per questo che non ci vogliono fare entrare. Riusciranno a fare questa cosa vergognosa di mantenere fuori il primo gruppo di opposizione, che non si e’ mai fatta in 70 anni di storia di Assemblea? Se e’ il governo dell’imbroglio , delle cose indicibili, potrebbero anche farlo. Pero’ se ne dovranno assumere la responsabilita’ politica”.

“Alla conferenza programmatica ho chiesto ai senatori di votare subito la legge Richetti sui vitalizi. E di votarla come è uscita dalla Camera per permetterne l’approvazione immediata”. Lo ha scritto Matteo Renzi, segretario del Pd nella sua eNews del lunedì. “Sono stato accusato, anche da alcuni amici, di cedere così al populismo grillino – ha aggiunto – Per essere chiari: la proposta sui vitalizi noi l’abbiamo fatto nel 2011 alla Leopolda e Richetti è stato il primo politico a proporre il superamento dei vitalizi quando era ancora in consiglio regionale”.
Continua l’ex premier: “Dal 2013 è in parlamento una legge che porta il suo nome e su cui alla Camera persino i grillini hanno votato a favore. Manca la seconda lettura ed è fatta.
Non siamo noi a rincorrere Beppe Grillo, ma è Grillo che rincorre Richetti. E sia detto da uno che non solo non ha il vitalizio, ma nemmeno indennità e immunità. Avvicinare le pensioni dei politici a quelli degli altri cittadini non è populismo: per me è buona politica. O no?”

“I vitalizi al Senato sono in uscita dalla commissione. Non appena si chiude la sessione di Bilancio c’e’ il tempo di chiudere sui vitalizi”. Lo ha detto Matteo Richetti, portavoce Pd e firmatario della legge sui vitalizi, parlando con i giornalisti a bordo del treno dem che viaggia da Pietrarsa a Roma al termine della conferenza programmatica.

“I Cinquestelle hanno ragione: i partiti non hanno scampo, perché invece di difendere il tempio della politica l’hanno sconsacrato, inseguendo il grillismo: via i finanziamenti pubblici che la Germania nel frattempo aumenta; via i vitalizi che il Parlamento Europeo si guarda bene dall’abolire; e sotto con reati tutti italiani, che criminalizzano la politica dalla quale si è poi cacciati dalla legge Severino”. Lo sostiene il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. “Hanno ragione i cinquestelle: i partiti, questi partiti, sono morti di grillismo. La speranza – conclude – è che la politica risorga dalle proprie ceneri con partiti nuovi di zecca capaci di riconsacrarla”.

Si avvia alla conclusione il tour M5S #atuttaSicilia, il giro dell’isola a bordo di due pulmini elettrici del candidato presidente della Regione Siciliana Giancarlo Cancelleri, del vice presidente della Camera Luigi Di Maio e del deputato M5S Alessnadro Di Battista. Stasera tappa a Pietraperzia (Enna), domani comizio finale a Termini Imerese (Palermo). “I privilegi della casta? Hanno le ore contate – dice Cancelleri -. Se le urne ci daranno ragione convochero’ subito una giunta per avviare il motore che portera’ ai tagli dei vitalizi degli ex parlamentari e degli stipendi dei deputati dell’Ars. Siamo credibili? I fatti parlano per noi. Noi lo stipendio ce lo siamo tagliati da subito e recentemente abbiamo rinunciato pure al vitalizio mascherato da pensione che si intascano i deputati Ars dopo 4 anni e mezzo di mandato. Se governeremo noi, i siciliani possono considerare queste cose come fatte”. Quella di Cancelleri “e’ una dichiarazione di guerra agli odiosi privilegi della politica, sopravvissuti ai governi di tutti i colori e ormai inacettabili per tutti, specie per chi non riesce a mettere assieme il pranzo con la cena”.

“Abbiamo scritto al senatore Torrisi, presidente della I commissione Affari Costituzionali del Senato per mettere in calendario il primo giorno utile la discussione dell’abolizione dei vitalizi. La nostra intenzione è testare la reale convinzione di Zanda e del Pd nell’abolire questo odioso privilegio”. E’ quanto si legge in una nota congiunta a firma dei senatori del Movimento 5 stelle Vito Crimi, Giovanni Endrizzi e Nicola Morra, componenti della commissione Affari Costituzionali. “Siccome durante l’estate, sotto l’ombrellone, molti senatori del Partito democratico – si legge nel comunicato – hanno gettato la maschera e hanno cominciato a farsi venire il mal di pancia e voglia di passi indietro, vogliamo capire le reali intenzioni del partito di Governo. Per il Movimento 5 stelle non è solo un battaglia di principio ma è una questione di rispetto verso tutti i cittadini italiani affinché vengano spazzati via gli odiosi privilegi della casta politica”. “Li aspettiamo all’ufficio di presidenza – proseguono i parlamentari stellati – e vedremo se accetteranno di discutere subito il ddl o si prenderà ulteriore tempo. E’ finita l’era dei giochetti firmati Zanda, ora alla verifica dei fatti vedremo se hanno davvero intenzione di abolire gli odiosi vitalizi oppure di affossare definitivamente la legge e continuare a godersi le vacanze in santa pace con i soldi dei cittadini italiani”.

“Abbiamo votato alla Camera la settimana scorsa. Abbiamo approvato il taglio dei vitalizzi. Il Pd ha chiesto di rimandare in senato a dopo le vacanze. Mi puzza, non vorrei che si mettano d’accordo”. Lo ha detto, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, a proposito della decisione del Pd di rinviare in Senato l’approvazione della legge sui vitalizi a dopo le vacanze.

“Se la Corte costituzionale, cosa di cui dubitiamo, non dovesse dichiarare incostituzionale il provvedimento, lo stesso meccanismo di ricalcolo dell’assegno pensionistico potrebbe essere applicato a 20 milioni d’italiani che sono già andati in pensione con il sistema misto o retributivo”. Lo ha affermato la parlamentare di Forza Italia Gabriella Giammanco, ospite a Coffee Break su La7. “E’ giusto -ha proseguito- che la politica dia l’esempio e sia chiamata a fare dei sacrifici, in una situazione economica e occupazionale difficile per tutti, ma non dobbiamo prendere in giro gli italiani ne’ tantomeno mettere a rischio le loro di pensioni. Grazie alla nostra maggioranza, la scorsa legislatura, le indennità parlamentari sono state diminuite per ben due volte. Poi, negli Uffici di presidenza di Camera e Senato, abbiamo abolito i vitalizi e dal 2012 si è passati al metodo contributivo. Certi trattamenti andavano eliminati e lo abbiamo fatto, appartenevano a una stagione politica del passato, che ormai è finita, ed è giusto che ci si adegui a ciò che stiamo vivendo nei nostri giorni. C’e’ un patto sociale, pero’, che si stabilisce fra lo Stato e i cittadini, che non dovrebbe mai essere tradito. Qui non si parla, nemmeno, di cambiare le regole in corsa, cosa che ha fatto per esempio, sbagliando, la Riforma Fornero e per cui stiamo ancora pagando a caro prezzo le 8 salvaguardie dei poveri esodati, che si sono ritrovati sospesi in un limbo”. “Qui si cambiano in modo retroattivo regole pensionistiche con le quali milioni di cittadini sono andati già in pensione da anni. Infine, per ripararsi dalla probabile incostituzionalità del provvedimento si sarebbe potuto usufruire del principio dell’autodichia, rivendicando la possibilità da parte degli Uffici di presidenza di Camera e Senato di autoregolamentarsi. Non lo si e’ fatto perché M5s e Pd dovevano fare la commedia in Aula a chi e’ più ‘virtuoso’. Noi le discussioni inutili le lasciamo a loro, Forza Italia si vorrebbe concentrare su argomenti assai più concreti e di maggiore utilità per i cittadini e per il loro futuro” conclude Giammanco.

La legge sui vitalizi è incostituzionale? “E’ incostituzionale quello che è successo fino a oggi”. A ribadirlo, ricordando che “quella sui vitalizi è una battaglia ingaggiata da molto tempo” dal Pd, è il responsabile comunicazione dei dem Matteo Richetti durante la diretta Facebook di ‘Ore nove’. All’indomani del via libera della Camera alla proposta di legge che porta il suo nome Richetti difende la legge spiegando che non si tratta di “una scelta persecutoria” ma oggi “la credibilità della politica è all’altezza di questo pavimento, perché in passato la politica si è concessa cose sbagliate”. “I cinque stelle non hanno fatto alcuna loro proposta di legge, una loro proposta non c’era, quindi non c’è dubbio sulla paternità” del provvedimento, sottolinea Richetti. “Tagliare assegni a chi ha fatto pochi mesi in Parlamento non c’entra niente col lasciare libero e autonomo il parlamentare di condurre il suo mandato”, “le guarantigie non vengono toccate”, assicura il deputato dem.