vitalizi

“La gara continua tra Pd e 5stelle. Una gara che va avanti senza esclusione di colpi. Ma l’errore, a mio avviso, l’ha fatto Renzi, perche’ si e’ avventurato in un percorso che il PD non sa praticare. Grillo sta superando in curva il partito di Richetti, attraverso la presentazione di spot ogni minuto”. Lo dichiara il deputato di Fi, Amedeo Laboccetta. “Renzi non voleva farsi superare a sinistra da Grillo. Ma ha gia’ perso la gara. E la perderanno anche tutti coloro che in perfetta buona fede si accorderanno a questa finzione in zona Cesarini. Ma quale riformismo e populismo. Per 2 giorni a Montecitorio e’ andata in scena la gara tra demagogia e istrionismo. E gli istrioni hanno battuto i demagoghi. Ma, prima o poi, la politica tornera’ dal suo esilio”, conclude Laboccetta.

“A differenza di Berlusconi io non penso che i Cinque stelle siano un’accozzaglia di disoccupati, disperati, depravati, che siano il male assoluto. Sono interlocutori con i quali si puo’ discutere”. Lo afferma il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in un’intervista al quotidiano La Repubblica in edicola oggi. Per Salvini “un dialogo su alcuni punti, su certi temi importanti e’ possibile: l’onesta’ in politica, l’immigrazione, una certa visione dell’Europa, la sicurezza, il taglio dei vitalizi e delle pensioni d’oro. E non e’ poca cosa. Cambiano idea di frequente, eh. Pero’ ci si puo’ ragionare, ecco. Vedremo. Vedremo quel che succedera’, intanto votiamo, prima possibile”. Sull’immigrazione “ha impiegato vent’anni, la sinistra, per imparare la lezione che a noi era chiara da tempo – prosegue il segretario federale della Lega -. E’ provato che se quei 4,6 miliardi spesi per mettere in albergo 180 mila migranti si fossero utilizzati per interventi in Africa, si sarebbero aiutate 10 milioni di persone. E invece i governi Letta, Renzi, Gentiloni non hanno fatto altro che ripetere gli stessi errori, gli stessi proclami, gli stessi accordi sbagliati. Risultato: seicentomila sbarchi e 15 mila morti”. “Preso atto che ormai da quattro anni l’Europa se ne frega, e’ il tempo che l’Italia torni a fare l’Italia. Che poi e’ quello che fa la Spagna: difendere i propri confini – aggiunge -. Con Salvini al governo, da domani le navi della Marina e della Capitaneria rimandano indietro i primi quattro barconi, d’intesa con la guardia costiera libica. Vedrete che da domani non risalpano. Del resto diamo un sacco di soldi alla Libia, come alla Turchia, all’Europa, per essere ugualmente invasi. Basta, difendiamoci”.

‘Finalmente il Pd, dopo aver insabbiato per due anni la proposta del Pd sui vitalizi, ha deciso di accettare il nostro consiglio e di portarla in Aula. Il M5S non e’ geloso delle proposte di legge altrui e, come abbiamo gia’ detto da settimane, siamo disposti a votare la pdl Richetti cosi’ com’e’, perche’ abbiamo a cuore il taglio dei costi della politica e l’interesse dei cittadini”. E’ quanto affermano in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali, commentando la votazione positiva sull’abbinamento della Pdl sul taglio alle indennita’, a firma Roberta Lombardi, a quella del dem Matteo Richetti sui vitalizi, che approderanno all’esame dell’Aula l’ultima settimana di maggio. “Ora Renzi deve passare dalle parole ai fatti – sottolineano gli esponenti pentastellati – e garantire il voto della maggioranza nelle due Camere”. “Se cosi’ non fosse, sarebbe una colossale presa in giro, un goffo e ipocrita tentativo di celare l’intenzione di far scattare il vitalizio il 15 settembre, cosa che gli italiani puniranno severamente, quando ci faranno tornare a votare”, concludono.

“Ormai il vero sindaco di Roma Beppe Grillo è costretto ogni giorno a raccontare frottole ai cittadini sul voto anticipato e sui vitalizi, che non esistono più, per distogliere l’attenzione dai disastri che sta provocando il M5s nella capitale. Una strategia disperata, che non servirà a nascondere l’immondizia, le buche, la criminalità dilagante e i disservizi che ogni giorno colpiscono i cittadini romani e stranieri. Il comico genovese alzi bandiera bianca e, per il bene di Roma, dica al vicesindaco Virginia Raggi di dimettersi. Se dobbiamo essere amministrati da un comico, meglio Crozza”. Lo ha dichiarato il deputato di Ala-Sc, Marco Marcolin.

“Il MoVimento 5 Stelle ha presentato una delibera per eliminare il trattamento pensionistico privilegiato dei parlamentari e renderlo uguale a quello dei comuni cittadini. Una pensione come tutti anche per gli onorevoli”. Lo scrive Luigi Di Maio sul blog di Beppe Grillo. “A partire da settembre – spiega il vicepresidente della Camera – se la nostra delibera non viene approvata, i parlamentari dopo 4 anni e sei mesi di contributi versati avranno diritto a una pensione di 900 euro al mese (aggiuntiva a quella che prenderebbero) al compimento di 65 anni di età. Alla fine del secondo mandato questa aumenterà a oltre 1.200 euro e la percepiranno al compimento dei 60 anni. Un cittadino normale invece deve maturare decenni di contributi per andare in pensione a quasi 70 anni”. Di Maio annuncia che “è stato convocato martedì l’ufficio di presidenza della Camera” e aggiunge: “ci auguriamo che la nostra delibera sia all’ordine del giorno”. E dichiara: “Abbiamo lanciato il countdown fino al 15 settembre, se per allora le pensioni dei parlamentari non saranno come quelle di tutti ci vedremo davanti al Parlamento con chiunque vorrà manifestare il suo desiderio di uguaglianza e giustizia sociale”.

Schierandosi con i “cittadini italiani che non vogliono il consolidarsi di una casta di professionisti della politica”, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, scrive in un lungo post su Facebook che “bisogna eliminare tutti i vitalizi e tutti gli stipendi dei politici, dai parlamentari ai consiglieri municipali”. E rendendosi “conto che anche chi fa politica deve poter vivere ed avere il modo di invecchiare con dignita’”, lancia alcune proposte che auspica siano condivise dal M5s che in Puglia ha presentato una proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi e il ricalcolo degli stessi in base al sistema contributivo. “Molti politici – scrive Emiliano – hanno un loro lavoro e quindi possono permettersi di fare politica gratis, senza percepire stipendi, facendosi al massimo rimborsare le spese del mandato (benzina, aerei, treni, alberghi ecc) previa presentazione di fatture. Poi, essendo titolari di pensione, non hanno alcun bisogno di vitalizi aggiuntivi alla pensione che vanno quindi immediatamente eliminati”. “Se pero’ – precisa – l’impegno richiesto al politico e’ tale da non consentire di proseguire il proprio lavoro dipendente o autonomo, il politico appena eletto deve poter chiedere di avere un’indennita’ che sostituisca il suo reddito cessato. Evidentemente con un limite massimo che potrebbe essere dato dallo stipendio del sindaco del capoluogo di provincia, come previsto dalla riforma costituzionale”. “In questo modo – rileva – eviteremmo che chi non ha mai lavorato veda nel mandato politico un modo per scansare questo diritto che e’ anche e soprattutto un dovere. Se dopo lo svolgimento del mandato, il lavoro autonomo del politico pensionato non dovesse piu’ riprendersi economicamente a causa dell’interruzione per lo svolgimento del mandato (e se il soggetto non fosse gia’ titolare di un’adeguata pensione), dovrebbe essere possibile assegnare un’indennita’ che solo in questi casi consenta alla persona di non finire in miseria a causa del suo mandato politico. L’indennita’ deve essere proporzionata al reddito da lavoro precedente il mandato, andato perso a causa dello svolgimento dello stesso ed anche in questo caso con il suddetto limite massimo. La mia proposta puo’ essere ovviamente anche migliorata, ma finalmente faremmo cessare il fenomeno di chi fa politica senza avere mai lavorato arricchendosi grazie alla politica”. “In questo senso mi esprimero’ in consiglio regionale, a titolo personale, rilanciando rispetto all’ordine del giorno del Movimento 5 stelle che spero abbia la volonta’ di seguire questa nuova prospettiva ancora piu’ giusta nei confronti dei cittadini italiani che non vogliono il consolidarsi di una casta di professionisti della politica”.

“Il problema vero è quello dell’equità e non quello della sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico”. Lo afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato da Presadiretta, che andrà in onda domani su Rai3. “Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato – Dice Boeri – Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone”. E si chiede: “Per chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, non è il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo rendere, alleggerire i conti previdenziali? Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione”. La proposta, per esempio sarebbe “quella andare ad aiutare quelle persone che sono in quella fascia di età prima della pensione che sono in condizione di povertà, oppure potremmo concedere maggiore flessibilità in uscita verso il sistema pensionistico”.