vitalizio

Gerry Scotti e quel vitalizio da parlamentare a cui, senza successo, vorrebbe rinunciare da tempo. Ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il popolare conduttore ha risposto alle domande dei Giorgio Lauro e Geppi Cucciari sul tema, su cui si era espresso, nel 2014, perfino l’allora premier Matteo Renzi. “Renzi? Con lui abbiamo ‘in sospeso’ una vecchia storia, quella della pensione…” Lei, nel 2014, scrisse all’ex Presidente del Consiglio per farsi togliere il vitalizio… “Esatto, e lui disse ‘ci penso io, stai sereno!”’. E poi? “E’ sparito, ora non so a chi telefonare. Però – ha proseguito Scotti a Un Giorno da Pecora – mi ha detto che prima o poi si attuerà un provvedimento per cui chi vuole rinunciarci dovrà solo firmare la rinuncia, punto e basta”. Come è stata presa questa sua scelta? “Tutti mi hanno risposto: cosa ti importa, tu lo prendi e poi lo devolvi a chi vuoi. Ok, questo sono capace anche io di farlo…ma preferisco che mi si dia la possibilità di rinunciare, poi ti dico io a chi darlo”. Con questo gesto lei però ‘romperebbe’ una consuetudine..”E che tutti gli altri – ha spiegato Scotti a Rai Radio1 – non sono d’accordo. E ce ne sono di miliardari in pensione…”.

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, scrive al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per chiedere che venga concesso il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli al giornalista scrittore siciliano Riccardo Orioles. “Da pochi giorni – scrive don Ciotti – è stata lanciata su Change.org una petizione per chiedere l’applicazione della legge Bacchelli al giornalista-scrittore Riccardo Orioles, fondatore de I Siciliani, insieme a Pippo Fava. Una petizione firmata da oltre 13mila cittadini”. “Riccardo Orioles sin dall’inizio della sua attività giornalistica è stato un uomo di cultura generoso, scomodo, restio ai compromessi. Ha dedicato la sua vita professionale per un giornalismo libero, indipendente, – ricorda don Ciotti – indisponibile ai silenzi e alle parole di comodo, refrattario alle seduzioni del potere, garante della trasparenza della vita democratica. È stato fra i primi a raccontare la mafia con uno sguardo analitico, rigoroso, mettendo in evidenza non solo l’aspetto criminale, ma il legame delle organizzazioni criminali con la politica e i ‘poteri sporchi'”. “Riccardo Orioles, come si legge nella petizione, attualmente vive a Milazzo, sua città natale, con una pensione di vecchiaia che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età. La sua carriera – vissuta da scrittore e giornalista con la ‘schiena dritta’ purtroppo non gli ha riconosciuto una pensione degna di questo nome: Riccardo ha ottenuto contributi pensionistici solo per quattro anni di lavoro. A nome di Libera – scrive don Ciotti – una rete di 1.600 tra associazioni nazionali e locali, Le chiedo, come richiesto da altre personalità istituzionali, del mondo del giornalismo e della cultura, la concessione del vitalizio previsto dalla legge Bacchelli – in favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità, al giornalista scrittore siciliano Riccardo Orioles”.