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I pazienti italiani ricorrono sempre più al web per soddisfare i dubbi sul proprio stato di salute. L’85% cerca risposte di carattere medico su internet, oltre la metà comunica col proprio medico online e quasi uno su due possiede un dispositivo di monitoraggio della salute. Il 75% dei pazienti cerca riscontro online. I dati emergono dal rapporto Philips “Future Health Study 2016”, condotto in 13 Paesi, che ha intervistato un campione di oltre 2 mila pazienti italiani tra 18 e 80 anni. Secondo lo studio, gli italiani (55%) leggono online le recensioni su un medico o un altro professionista prima di consultarlo. Il 45% dei cittadini possiede dispositivi tecnologici dedicati alla salute e (smarthwatch) ne fa un elevato utilizzo (92%). I più usati sono quelli legati all’attività sportiva e al fitness. Le donne utilizzano internet più degli uomini.

 

Diritto all’oblio su internet e sui social media; deontologia giornalistica; nuova gestione del servizio radiotelevisivo: la settima edizione del “Manuale di diritto dell’informazione e della comunicazione – Innovazione giuridica della Rete e deontologia giornalistica” del professor Ruben Razzante, docente di Diritto europeo dell’informazione all’Università Cattolica di Milano, affronta tutti i temi cruciali della comunicazione nell’era del web ed è aggiornato al nuovo Testo Unico della deontologia giornalistica, alla nuova legge sulla Rai e in concomitanza con l’uscita del nuovo Regolamento europeo sulla privacy, destinato a cambiare la disciplina del trattamento dei dati personali in tutta Europa. Il diritto all’oblio, che è stato al centro di tragici fatti di cronaca come il suicidio di Tiziana Cantone che non era riuscita a far cancellare dalla rete un suo video, sta conoscendo nuove prospettive di attuazione, la tutela dei diritti in Rete sta progredendo, mentre il rapporto media-diritto sta subendo metamorfosi impensabili fino a poco tempo fa. Il volume, che ospita una prefazione del direttore generale della Rai Antonio Cam,po Dall’Orto e verrà presentato a Milano il 21 ottobre (Palazzo Cusani, via Brera 15, ore 17.30) analizza anche le ultime novità giurisprudenziali e dottrinali (nazionali, europee ed extraeuropee) su diritto all’informazione, pluralismo, giornalismo, editoria on-line, privacy e diritto di cronaca, diffamazione a mezzo stampa e a mezzo internet, diritto d’autore, par condicio, etica e minori, informazione economica e finanziaria, commistioni tra pubblicità e informazione, organizzazione delle strutture di comunicazione nelle pubbliche amministrazioni, authorities, Rai e tv commerciale, digitale terrestre e banda larga, servizi di media audiovisivi, Agenda digitale, cloud computing, digital single market.

In Italia il 28% della popolazione non ha mai usato il web, una percentuale quasi doppia rispetto al 16% dell’Europa. E’ quanto emerge dalla relazione annuale dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) illustrata dal presidente Marcello Cardani, nella Sala della Regina a Montecitorio. Alcune indagini, si sottolinea, mettono in evidenza il ruolo di ‘freno’ alla diffusione dell’uso di internet di fattori culturali e abitudini di consumo. Sebbene si registrino segnali positivi di migliore familiarita’ con l’uso dei servizi on line e interessando cambiamenti nei modelli di consumo, l’Italia presenta, in generale e nei diversi servizi, una minore propensione all’uso della Rete rispetto ai cittadini europei. Ritardo che risulta piu’ elevato nei servizi piu’ evoluti e rivolti alla popolazione ‘matura’: lo shopping in cui solo il 39% degli italiani usa la Rete contro il 65% degli europei; il banking (43% contro il 57%); il Video on Demand (19% contro 41%); le News (57% con-tro 68%). L’utilizzo della rete da parte delle nuove generazioni e l’ampia diffusione degli abbonamenti a servizi di connessione dati colmano in parte la scarsa propensione degli italiani all’uso di servizi di Social Network (58% degli italiani contro il 63% dell’Unione) mentre per Musica, Video e Giochi, in cui l’Italia supera la media europea (52% contro 49%). Anche il settore dell’industria (e in particolare delle piccole e medie imprese) e quello della pubblica amministrazione fanno registrare ritardi nella propensione all’uso del web sebbene in misura minore rispetto al settore domestico. A fronte dell’ultima posizione del domestico, le pmi raggiungono il ventesimo e la Pa il diciassettesimo posto nella classifica europea dell’utilizzo di servizi in ambiente Internet. Queste posizioni fanno comunque fatica a risalire e sono stazionarie o in peggioramento rispetto al 2014. “È da accogliere favorevolmente la politica del Governo- sottolinea Cardani- attraverso la ‘Strategia per la crescita digitale’ e le azioni messe in campo dai decreti attuativi della Riforma Madia in materia di digitalizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione”.

Per molti coltivatori di odio a tempo pieno, il web e’ diventato un campo di battaglia molto fertile. Ce ne accorgiamo ogni giorno: da terreno di confronto e di dialogo, Internet per molti ideologi del nulla si e’ trasformato in una ghiotta opportunita’: quella di esprimere la propria invidia e rabbia sociale, il proprio disprezzo e la propria frustazione, chiamando a raccolta tutti i sodali, non prima di avere indicato il bersaglio di turno. Il bullismo praticato attraverso i social media e’ una declinazione di questa degenerazione, ma un esempio emblematico e sempre attivo e’ quello rappresentato dalle frange politiche piu’ estreme e incivili, che recentemente hanno dato prova della propria miseria morale: pochi giorni fa ai danni del defunto Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega, noto per le sue esibizioni politiche, morto in un incidente automobilistico; evento per il quale molti sciacalli hanno brindato sul web. Un caso analogo quello che ha visto protagonista Silvio Berlusconi, alle prese con seri problemi cardiaci e al quale e’ stata augurata, via web, una subitanea dipartita. Lo stesso Cavaliere, colpito nel dicembre del 2009 da una statuetta, con il volto che grondava sangue, fu oggetto di macabro scherno e in quella occasione gli odiatori si rammaricarono della mira difettosa dell’aggressore. E cosa dire del tenore Andrea Bocelli e delle indecenti battute online che da anni lo deridono in modo selvaggio per la cecita’ da cui e’ affetto? La crisi socio- economica da una parte e un sostanziale relativismo etico dall’altra, hanno alimentato il consolidarsi di questo fenomeno, e gli haters da tastiera ormai sono in servizio permanente effettivo. Nostro dovere morale quello di smascherarli o, nella peggiore delle ipotesi, isolarli e ignorarne le provocazioni. Conoscerli per evitarli. La nostra indifferenza li ricaccera’ nel loro squallore esistenziale.