Diversi incendi, alimentati dal forte vento di scirocco, hanno messo in ginocchio la provincia di Palermo. Molte case, alberghi e altre strutture della provincia sono state evacuate. La Prefettura di Palermo ha istituito una unità di crisi. Tra le zone piu’ colpite, Cefalù, Monreale, San Martino delle Scale, le Madonie e la cittaà di Palermo in diversi punti, soprattutto nei quartieri alle falde del Montepellegrino. “Siamo di fronte a una situazione drammatica”, ha detto il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina. La chiusura dell’autostrada Palermo-Messina, tra gli svincoli di Buonfornello e Castelbuono, ha lasciato in pratica isolata la cittadina turistica, raggiungibile solo dalla Statale 113, dove si cammina a passo d’uomo. “Le fiamme – spiega il sindaco – si sono dapprima sviluppate nella zona di Lascari e da lì, alimentate dal forte vento di scirocco, si sono via via estese fino alle spalle dell’Hotel Costa Verde e Mazzaforno, Capo Playa e rischiano adesso di raggiungere l’Hotel Santa Lucia, all’ingresso di Cefalù”. I vigili del fuoco, forestali e i volontari della protezione civile hanno lavorato anche nella notte per spegnere diversi incendi. Il rogo più vasto a Collesano sulle Madonie. A Gratteri in fumo diversi ettari di bosco. Macchia mediterranea in fumo anche a Cefalù. La protezione civile regionale ha emesso un avviso per rischio incendi e ondate di calore per “temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione”. Una nube di fumo avvolge la città in diversi punti. Si lavora per un coordinamento di forze, lo stato di allerta permane.





