Ue, Cacciari: traditi i valori dei padri fondatori

“Se si continua in questo modo, con questa crescita delle disuguaglianze, senza politiche sociali, l’Europa salta per aria. E dopo si salvi chi può, perché forse l’Unione non è più possibile, ma è certamente necessaria: ogni staterello europeo, da solo, sarebbe alla mercé della speculazione internazionale e del gioco delle grandi potenze imperiali”. Cosi Massimo Cacciari in una intervista a La Stampa nella quale sottolinea che “l’unità politica europea sta tradendo le sue promesse fondative, perché tutti speravamo in un’unità basata su politiche di uguaglianza e solidarietà. La crescita delle disuguaglianze non data da oggi, è dall’inizio degli anni ’80 che aumenta. Le forze politiche che hanno fondato l’idea europea, quelle socialdemocratiche e quelle cattolico-popolari, che ragionavano su politiche tendenzialmente egualitarie, hanno fallito. Ora l’alternativa non è una nuova socialdemocrazia, ma Hofer, Le Pen, Salvini. O, quando va bene, Grillo. E poi ci sono stati altri errori. Il modo sciagurato con cui si sono realizzate politiche di espansione, date solo da esigenze di politica di difesa. Bisognava essere più prudenti. Dio non voglia che facciano la stessa cosa con la Turchia”. Secondo il filosofo ed ex sindaco di Venezia “non si è riusciti a modificare il modello di welfare socialdemocratico del Secondo dopoguerra. Creando l’unità europea bisognava ridurre il modello statalistico per ottenere risorse per le politiche sociali e la piena occupazione, invece si è fatto il contrario. Questo ha provocato la secessione dell’opinione pubblica dall’idea di unità politica europea: gli antichi romani la chiamerebbero una secessio plebis”.

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