Cantone (Anac) ‘Comune di Roma macchina complessa che facilita i corruttori’

“Il Comune di Roma è una macchina complessa, resa ancora più complessa da scelte forse fatte con logiche che non so fino a che punto, in buona fede. Quando un unico ente ha un numero di centri di spesa, centri di costo, quindi stazioni appaltanti così ampio, si creano meccanismi di controllo difficili, non si riesce a fare una programmazione degli appalti perché non si sa quali sono le risorse disponibili, si opera nella logica dell’emergenza con i debiti fuori bilancio quindi con gli affidamenti diretti. Un sistema che finisce indirettamente per favorire un sistema di scarsa legalità. Ci sono tanti ingranaggi e in quegli ingranaggi è facile che possano inserirsi meccanismi corruttivi”. Lo afferma Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Anac, al Gr3 Rai. Il “mondo di mezzo” ha ancora contatti con il Campidoglio? “Credo che quel sistema si era molto innervato all’interno del Campidoglio. Si era inserito in un contesto, anche riuscendo a individuare nuove frontiere della corruzione, con gli appalti nei servizi sociali piuttosto che negli appalti dei lavori pubblici, questa credo che sia un caratteristica che è emersa a Roma, ma che mi viene il dubbio essere presente in tante altre realtà, perché spesso quando si lavora sull’emergenza si abbassa il livello di attenzione, quello che è capitato per esempio in alcune grandi ricostruzioni e quello che proveremo ad impedire per esempio con l’ultimo terremoto”.

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