Camere, Tabacci: Nessuno meglio di Bonino come figura garanzia

Si cercano figure di garanzia per la presidenza delle Camere. Fra i nomi che circolano per il Senato c’è anche quello di Emma Bonino. LaPresse ne ha parlato con Bruno Tabacci, a margine del convegno ‘Menabò: Analisi e prospettive della nuova legislatura’ organizzato dalla rivista Formiche con Kratesis a Roma. E’ proprio l’esponente centrista che ha permesso alla lista ‘+Europa’ di presentarsi alle elezioni lo scorso 4 marzo. DOMANDA: Secondo alcune voci, Silvio Berlusconi vorrebbe proporre Emma Bonino come figura di garanzia alla presidenza di una delle due Camere. Una scelta giusta? RISPOSTA: Emma Bonino è sicuramente una soluzione. Potrebbe essere una scelta molto intelligente e costruttiva. Non so come possa andare a finire la vicenda perché siamo ancora ai preliminari, ma mi auguro che le soluzioni siano di un profilo adeguato. D: Un eventuale accordo M5S-Lega per la presidenza delle Camere sarebbe prodromico per la formazione di un governo o, come dice Di Maio, sono due discorsi staccati? R: Mi sembra che siano questioni differenti. Detto questo, loro hanno i numeri per fare tutte le cose che ritengono di fare compreso il governo questo però presuppone che si mettano attorno ad un tavolo e discutano ma c’è molto da lavorare. Io, nell’interesse del Paese, mi auguro che una soluzione di governo venga trovata.D: Cosa dovrebbe fare il Partito democratico in questo momento? R: Se M5S e Lega ritengono di essere in grado di fare un governo da soli al Pd non resta altro che restare all’opposizione. Se invece i Cinque Stelle, che pure hanno avuto un risultato elettorale importante, cominciano a pensare che nessuno sia vincitore, nel senso classico del termine, e pensano che ci debba essere un coinvolgimento più generale, allora credo che nessuno meglio del Capo dello Stato possa valutare questa situazione politica oggettiva ed assumere iniziative conseguenti.D: Una parte minoritaria del Pd pensa che bisognerebbe tentare un accordo con il M5S per evitare che la Lega vada al governo. Concorda con questa scuola di pensiero? R: Io non faccio parte del Partito democratico. Per quel che mi riguarda anche la riduzione del danno è uno dei compiti che spetta ad una formazione politica.D: Come mai la lista ‘+Europa’ non è riuscita a superare lo sbarramento del 3%? R: Siamo partiti lo scorso 5 gennaio. Certamente la divisione in due del Paese non ci ha favorito. Al centronord abbiamo avuto un risultato molto oltre la soglia di sbarramento al sud, invece, lo ‘spianamento’ del voto sul Movimento 5 Stelle ha abbassato di molto la media. Comunque nel mio collegio uninominale (Milano 1) la lista +Europa ha preso l’11%.

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