L’Istituto Italiano di Cultura di Londra ha voluto rendere omaggio a Claudio Ranieri, vincitore della Premier League col Leicester. Il mister ha raccontato dell’impresa appena compiuta, rispospondendo alle domande che gli sono state rivolte da Marco Delogu, direttore dell’ICI Londra, e da John Foot, docente di storia all’Universita’ di Bristol ed esperto del calcio italiano. ‘Ci aspettavamo di dover soffrire, e l’obiettivo era quello di fare 40 punti per centrare la salvezza. Il progetto prevedeva di puntare poi eventualmente all’Europa League nei due anni successivi, ma le cose sono andate decisamente meglio e una delle chiavi e’ stata il rapporto instaurato con i giocatori: non sono solo i soldi che fanno la differenza. Una squadra e’ forte quando tutti e undici i giocatori scendono in campo con il solo obiettivo di vincere. Non ci importava chi avevamo davanti. Si e’ creata una grande amicizia tra i giocatori e tutti avevano voglia di aiutarsi. Al momento sto benissimo al Leicester e non ho nessuna intenzione di muovermi. L’esperienza alla guida della Grecia mi ha fatto capire come io sia un allenatore che senta il richiamo del campo ogni giorno. Amo stare sotto pressione e forse non sono fatto per una nazionale. Con l’Italia potrebbe tuttavia essere diverso, perche’ almeno li’ e’ piu’ facile conoscere e seguire i giocatori dei campionati di serie A e B. Chissa’, se in futuro si presentasse l’opportunita…’





