attentato

Il ministero dell’Interno egiziano ha aumentato lo stato d’allerta “al piu’ alto livello in tutti i governatorati” egiziani dopo l’attacco alla moschea nel Sinai settentrionale. A riferirlo è l’agenzia Mena, che cita “fonti della sicurezza”. Misure rafforzate sono state prese attorno a luoghi di culto, accessi a città, autostrade, commissariati di polizia, rappresentanze diplomatiche, luoghi di intrattenimento come teatri, cinema, tra gli altri. Intanto si aggrava il bilancio dell’attentato compiuto ieri da estremisti islamici nella moschea di Al Rawdah, nella localita’ di Bir al Abed. Sono 305 le vittime, tra cui 27 bambini, e 128 i feriti.

Diciamolo subito e finiamola con le frasi di circostanza: queste stragi di matrice islamica finiranno solo se e quando decideranno loro, gli uomini dell’Isis e quelli che ad esso si richiamano. Non esistono attività di prevenzione in grado di annullare il rischio di altri eccidi. Dobbiamo rimetterci alla loro pietà e alla loro volontà. Trattiamo la resa: chiediamogli cosa vogliono esattamente, oppure costringiamoci ad un ritorno allo Stato di Polizia, senza garanzie, senza libertà, senza civiltà. E attacchiamoli, senza alcuna logica, nei loro Paesi forse incolpevoli, nelle loro alleanze finanziarie, nei loro Stati-canaglia. Non vedo alternative.

L’Isis ha rivendicato gli attentati in Spagna. Dopo l’attacco di un furgone su La Rambla di Barcellona che ha provocato 13 morti e centinaia di feriti, nella notte e’ stato sventato un attentato a Cambrils (Terragona) dove sono stati uccisi 5 attentatori. Ieri sera il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato per questa mattina al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa). L’ambasciata italiana ha fatto, intanto, sapere che ci sono tre italiani feriti nell’attentato di Barcellona. Due al momento le vittime di cui si ha notizia.

Le bandiere sono a mezz’asta nelle città europee, a seguito degli attentati terroristici in Catalogna dove sono state uccise 14 persone. Sventolano a mezz’asta tra le altre la bandiera spagnola, quella europea e quella italiana a Palazzo Chigi a Roma, così come le bandiere dell’Unione europea davanti al palazzo della Commissione europea a Bruxelles, e quelle spagnola ed europea sulla facciata dell’ambasciata spagnola a Londra.

L’Ayatollah Ali Khamenei, suprema guida della rivoluzione islamica iraniana, ha commentato, in un discorso televisivo riportato dall’Agi, i recenti attacchi a Londra e nel mondo affermando che si tratta dell’effetto controproducente delle politiche occidentali in Medioriente. “Daesh in questo momento e’ spinta fuori dalla propria culla in Iraq ed in Siria, quindi si sta muovendo in altri paesi come Afghanistan, Filippine e nei paesi europei”; ha detto Khamenei, “questo e’ un fuoco che le potenze europee hanno appiccato da sole e che ora si ritorce contro di loro”.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti ha presieduto ieri al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo alla quale hanno partecipato i vertici nazionali delle Forze di Polizia, dei Servizi di Intelligence e il rappresentante della sicurezza del Regno Unito a Roma. Minniti all’indomani dell’attentato a Londra ha segnalato che “il livello della minaccia non cambia per l’Italia”. Il ministro all’apertura dei lavori ha espresso “la ferma condanna per l’atto terroristico di Londra, manifestando la piu’ stretta vicinanza e il cordoglio per le vittime, e alle persone rimaste ferite, l’augurio di una pronta guarigione”. Dopo un’analisi dello scenario internazionale e della situazione italiana il ministro dell’Interno ha chiesto di “mantenere elevato il livello di attenzione e di vigilanza, attraverso misure di sicurezza a protezione degli obiettivi e luoghi ritenuti piu’ a rischio, con la massima efficacia di tutti i dispositivi di prevenzione e controllo del territorio, anche se il livello della minaccia non cambia per l’Italia”. A livello provinciale, i prefetti, su indicazione di Minniti, convocheranno le riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per assicurare la tranquillità dei cittadini.

E’ di 7 morti e 48 feriti il bilancio degli attacchi di ieri sera nel cuore di Londra. Tre uomini, poco dopo le 22 (un ora avanti in Italia) si sono lanciati a bordo di un pulmino a tutta velocita’ sul London Bridge e hanno investito circa 40 persone. Poi, con coltelli da cucine hanno raggiunto Borough Market e hanno accoltellato chiunque si trovasse loro davanti. I feriti sono ricoverati in 5 ospedali della capitale. La Farnesina sta verificando la presenza di italiani e ha diffuso un numero telefonico per comunicare informazioni: 0636225. A 4 giorni dal voto per le legislative, i partiti hanno sospeso per oggi la campagna elettorale e il premier Theresa May ha confermato che le elezioni si terranno regolarmente giovedi’. Intanto è in corso un raid della polizia nel quartiere di Barking, nell’Est di Londra.

Nel Regno Unito, riferisce la stampa britannica, proseguono le indagini sull’attentato di Manchester e il dibattito sulla sicurezza. La polizia sta ricostruendo i movimenti dell’attentatore suicida, Salman Abedi, e, in cerca di testimonianze, ha pubblicato un filmato di una televisione a circuito chiuso che lo riprende nel centro della citta’ il giorno dell’attacco con una valigia blu, non trovata sul luogo della strage. L’ultimo arrestato, nel West Sussex, e’ un uomo di 23 anni, Alaedeen Zakry, arrivato da qualche anno in Gran Bretagna dalla Libia, specialista di marketing digitale e pilota addestrato. Secondo la societa’ di consulenza politica Britain Thinks, l’attentato non avra’ un impatto determinante sulle elezioni dell’8 giugno: e’ quanto emerge da focus group organizzati in sei collegi, Hartlepool, Birmingham, Cambridge, Glasgow, Wells e Harrow.

L’aviazione militare egiziana ha compiuto raid contro “campi di addestramento dei terroristi in Libia” come risposta all’attentato al bus dei cristiani copto ortodossi nel governatorato di Minya, nell’Alto Egitto, dove sono morte 28 persone. Lo ha reso noto la tv di stato. I raid sono stati diretti contro la città di Derna, nella parte orientale della Libia. Il presidente egiziano, Abdel-Fattah al-Sisi, in un discorso televisivo si è impegnato ad attaccare qualsiasi campo di addestramento, in qualsiasi parte del mondo, dove ci siano prove di militanti pronti ad attaccare l’Egitto.

“Il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi”. E’ la preghiera conclusiva di Papa Francesco pronunciata in piazza San Pietro in occasione della Domenica delle Palme. Il Papa ha espresso cordoglio per le vittime dell’attentato compiuto questa mattina, Al Cairo in una chiesa copta e che ha causato 25 morti. “Al mio caro fratello, papa Tawadros II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e i feriti e sono vicino ai famigliari e all’intera comunità” ha concluso Papa Francesco.