attentato

“Speriamo di trovarlo presto. In teoria e’ una persona nota da molto tempo alle forze dell’ordine. Quello che stiamo cercando e’ un terrorista estremista islamista”. Lo dice la cancelliera Angela Merkel, nel corso di una dichiarazione alla stampa. “Le operazioni vanno avanti e continuiamo a collaborare anche con le strutture di altri paesi”, aggiunge Merkel. Sono convinta che riusciremo ad arrivare a un risultato positivo”.

Fabrizia Di Lorenzo è una delle vittime dell’attentato ai mercatini di Natale di Berlino dello scorso 19 dicembre. Il telefono cellulare della giovane originaria di Sulmona era stato trovato nei pressi dell’attentato provocato da un camion piombato sulla folla. “La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Affari Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c’è la certezza che, fra le vittime, c’è l’italiana Fabrizia Di Lorenzo – ha fatto sapere il ministro degli Esteri Angelino Alfano – Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l’immenso dolore”. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha scritto su Twitter: “L’Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia”. Così il premier, dopo la conferma, da parte della magistratura tedesca, che fra le vittime dell’attentato del 19 dicembre a Berlino c’è la ragazza italiana.

I paesi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu “condannano con la massima fermezza l’attacco barbaro e vile avvenuto a Berlino, in Germania”, ribadendo che “il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni costituisce una delle più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionale”. In una dichiarazione approvata all’unanimità viene sottolineata la necessita’ di “combattere il terrorismo con tutti i mezzi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha parlato al telefono con vari capi di Stato e di governo, che le hanno espresso solidarietà e appoggio nella lotta contro il terrorismo. Durante una telefonata il presidente francese, François Hollande e la Merkel hanno ribadito “la piena mobilitazione dei servizi di sicurezza francesi e tedeschi per combattere il terrorismo e applicare le misure di sicurezza a livello europeo”. La Germania piange le vittime della strage di lunedì, quando un camion si è schiantato contro un affollato mercato di Natale nella capitale tedesca. Il bilancio è di 12 morti e 48 feriti. L’agenzia di stampa dell’Isis, Amaq news agency, ha rivendicato l’attentato chiamando il terrorista un “soldato dello Stato islamico”. Ieri le vittime della strage sono state ricordate nella Chiesa del Ricordo sulla Breitscheidplatz. Erano presenti autorità ed esponenti di tutte le confessioni, evangelica, cattolica, ortodossa, ebraica e musulmana.

La Germania non è più un Paese sicuro e i suoi valori cristiani sono sotto attacco. Alternative für Deutschland, il partito della destra populista anti immigrati guidato da Frauke Petry, alza il tiro della polemica contro Angela Merkel dopo la strage di ieri sera a Berlino. “Non possiamo illuderci. Il clima nel quale crimini come questi possono nascere è stato importato sistematicamente nel corso dell’ultimo anno e mezzo”, ha dichiarato Petry, in riferimento alla politica di accoglienza voluta dalla cancelliera tedesca. “Questo incidente non è un caso isolato e accadrà di nuovo. Guardate la Francia – ha aggiunto la leader di AfD – Non solo è stato un attacco alla nostra libertà e al nostro stile di vita, ma alla nostra tradizione cristiana”. La Petry ha chiesto il ripristino dei controlli alle frontiere e che “tutte le moschee nelle quali si predica la jihad vengano chiuse”. Per la leader di Afd, “la Germania non è più sicura. E’ dovere della cancelliera comunicarlo, ma state sicuri che non lo farà”, ha concluso.

L’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, è stato ucciso in un attentato. Un poliziotto di 22 anni ha sparato contro di lui mentre teneva un discorso ad una mostra fotografica ad Ankara. L’attentatore poi è stato ucciso in un blitz della polizia turca. “Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui”. Avrebbe urlato il killer prima di sparare. L’uomo è stato identificato Mert Altintas, di 22 anni, diplomato nel 2014 all’accademia di polizia Rustu Unsal di Smirne. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiamato il suo omologo russo Vladimir Putin dopo l’omicidio. “Condanniamo questo vile attacco terroristico – ha scritto il ministero degli Esteri turco in un comunicato – Non permetteremo che questo attacco oscuri l’amicizia tra Turchia e Russia”.

A Berlino ieri un camion è piombato sulla folla presente ad un mercatino di Natale, uccidendo 12 persone e ferendone 48. Il passeggero del tir è morto sulla scena dell’attacco, come ha confermato la polizia tedesca in un tweet. Il presunto autista del camion invece è stato arrestato dopo essere fuggito. La responsabilità dell’attentato nel centro di Berlino sarebbe stata rivendicata dallo Stato islamico, secondo il tabloid britannico Sun, che cita il quotidiano Usa Washington Times, che a sua volta fa riferimento a fonti irachene. La cancelliera tedesca Angela Merkel “piange i morti” di Berlino ha scritto il suo portavoce Steffen Seibert su Twitter . “Siamo in lutto per i morti e ci auguriamo che i tanti feriti possano essere aiutati”, ha scritto Seibert.

E’ di almeno 29 vittime, tra cui 27 agenti di polizia, il bilancio dei due attentati con autobomba avvenuti ieri nel quartiere Besiktas di Istanbul, in Turchia, vicino allo stadio in occasione della partita fra la squadra di casa e il Bursaspor. Lo ha comunicato il ministro dell’Interno Suleyman Soylu. Almeno 166 persone sono rimaste ferite nel duplice attentato e 135 sono  in ospedale. I due attentati sono avvenuti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, il primo causato dall’esplosione di un’autobomba, il secondo da un attacco suicida. “Quando la Turchia fa un passo positivo verso il futuro, la reazione avviene sotto forma di sangue, di perdita di vite umane, di caos” ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan. Il partito filo-curdo Hdp ha espresso in un comunicato la sua condanna dell’attacco. Le autorita’ turche hanno dichiarato per oggi una giornata di lutto nazionale.

E’ salito a due morti – un’agente di polizia e una donna di 60 anni – e cinque feriti il bilancio dell’attentato terroristico avvenuto questa mattina Gerusalemme, dove un uomo ha aperto il fuoco contro i passanti e gli agenti di polizia prima di essere ucciso. Secondo quanto riferisce il sito web informativo “Ynet”, il responsabile sarebbe un cittadino israeliano di 39 anni residente nel quartiere Silwan di Gerusalemme est. Dalla ricostruzione della polizia sembra che l’uomo abbia sparato dalla sua auto contro dei passanti ad una fermata del tram davanti alla stazione di polizia nella zona “Ammunition Hill”. L’attentatore e’ poi fuggito dalla scena e ha continuato a sparare ferendo altre due persone sedute all’interno della propria auto. L’uomo si e’ quindi diretto verso la Tomba di Simeone ma e’ stato fermato dagli agenti di polizia in motocicletta, con cui ha ingaggiato un conflitto a fuoco. Uno degli agenti e’ rimasto gravemente ferito ed e’ morto in seguito per le ferite riportate. Un altro agente e’ rimasto leggermente ferito nella sparatoria. Il nome del terrorista non e’ ancora stato reso noto.

L’Isis ha rivendicato un attentato compiuto stanotte in un centro commerciale di Baghdad, che ha provocato decine di morti. Secondo lo Stato islamico – riferisce il Site – le vittime sarebbero 40 sciiti, e altri 60 feriti. L’attacco sarebbe stato condotto con 2 autobomba nel parcheggio del mall nella parte orientale della capitale irachena. I primi bilanci parlavano di almeno 11 morti e 28 feriti, poi alcuni media hanno corretto al rialzo. L’iraniana Press Tv, citando fonti di sicurezza, ha parlato di 35 morti.