Berlino

Tre bombe sono esplose davanti al bus del Borussia Dortmund mentre la squadra si dirigeva verso lo stadio per la partita di Champions League contro il Monaco. Gli ordigni erano nascosti in una siepe. Ma altri oggetti sospetti sono stati rinvenuti nei pressi dell’hotel del Borussia Dortmund, durante i controlli. La polizia sta verificando se ci sia una pista islamica radicale ma sta anche valutando una rivendicazione di ambienti antifascisti. Il match è stato rinviato, si terrà oggi alle 18.45. Secondo Sueddeutsche Zeitung, NDR e WDR, nella lettera di rivendicazione ritrovata vicino l’autobus si fa riferimento all’attentato contro un mercatino di Natale a Berlino e alle missioni dei Tornado tedeschi in Siria. Fonti vicini agli inquirenti citate dalla Sueddeutsche Zeitung definiscono l’episodio molto insolito e ritengono possibile anche l’ipotesi che i responsabili delle esplosioni abbiano voluto fornire una pista falsa. Gli inquirenti tedeschi stanno pero’ verificando anche una seconda rivendicazione, proveniente probabilmente da ambienti antifascisti. La rivendicazione è comparsa martedì sera su internet ed è scritta in uno stile simile a quello dell’Antifa, una sigla che raccoglie gruppi di autonomi, anarchici ed esponenti della sinistra radicale extraparlamentare. Nel testo si spiega che l’autobus è stato attaccato in quanto “simbolo della politica” del Borussia Dortmund, che non si impegnerebbe abbastanza contro razzisti, nazisti e populisti di destra.

Non si placa il tono della polemica in Germania, contro le dichiarazioni di un consigliere economico di Donald Trump, secondo cui Berlino sfrutterebbe un euro “grossolanamente svalutato” per trarre vantaggio nei confronti degli Stati Uniti. “Quello a cui stiamo assistendo negli ultimi dieci giorni è allo stesso tempo allarmante e irritante – ha denunciato la ministra dell’Economia tedesca, Brigitte Zypries, parlando con la Bild – Questo va completamente nella direzione sbagliata”. Duro il commento anche di Joe Kaeser, responsabile di Siemens, sulle dichiarazioni di Peter Navarro e sul bando ai rifugiati ed agli immigrati. “Ci preoccupa, anche personalmente, sentire cose che non corrispondono alla nostra percezione di quel Paese”. Dieter Kempf, nuovo capo della Confindustria tedesca, ha detto di temere una nuova epoca dominata dall’isolazionismo. “Le conseguenze per noi sono particolarmente forti come principale nazione esportatrice”, ha detto, esortando a “lavorare insieme in modo che i nostri alleati ed amici americani riconoscano questo pericolo in tempo”. Alle parole del consigliere di Trump aveva già risposto ieri la cancelliera tedesca Angala Merkel, sostenendo che la politica di Berlino è improntata alla difesa dell’indipendenza della Bce.

Un tunisino di 40 anni è stato arrestato a Berlino nell’ambito delle indagini sull’attentato di Anis Amri al mercato di Natale. Lo ha confermato la procura generale, come riporta la Dpa. L’uomo è sospettato di essere “un presunto contatto” di Amri, giacché il suo “numero di telefono era nello smartphone” dell’attentatore ritrovato dagli investigatori. “Ulteriori indagini indicano” che il tunisino “potrebbe essere coinvolto nell’attentato” di Berlino, precisa la Procura tedesca spiegando “che per questo è stato temporaneamente arrestato”. Secondo quanto riferisce Spiegel online, citando “ambienti di sicurezza” le perquisizioni sono avvenute nel quartiere di Tempelhof, a sud della città. Amri è passato da Amsterdam per arrivare a Lione. E’ quanto riferiscono i media olandesi e belgi citando quelli francesi.Anis Amri avrebbe quindi raggiunto la Francia via l’Olanda, con un bus della società Flixbus partito dalla stazione di Sloterdijk di Amsterdam sino a Lione senza mai essere stato controllato nonostante viaggiasse armato. Non si sa ancora come invece abbia raggiunto Amsterdam da Berlino.La Questura di Milano ha diffuso un fotogramma estratto dalle telecamere della Stazione Centrale che riprende Anis Amri il 23 dicembre scorso, poche ore prima che il terrorista tunisino fosse ucciso in uno scontro a fuoco con la Polizia a Sesto San Giovanni. L’immagine – che mostra Amri mentre si dirige verso l’esterno della Stazione – è delle 00.58 del 23 dicembre e rappresenta un altro tassello nelle indagini degli investigatori che stanno ricostruendo gli spostamenti dell’uomo. Anis Amri, il tunisino responsabile dell’attentato di Berlino, era passato per la stazione di Lione Part-Dieu dove aveva acquistato un biglietto per Milano con corrispondenza a Chambery. Lo dimostrano le immagini delle telecamere di video sorveglianza della stazione. Dopo essere passato da Lione e Chambery, prima di arrivare a Torino, Amri si era fermato alla stazione di Bardonecchia, nel Torinese quindi aveva raggiunto Sesto dalla Stazione Centrale di Milano a bordo di un autobus.

“Il terrorista che ha ucciso numerose persone in Germania ha detto prima di commettere il crimine ‘vi uccideremo come maiali’. Una pura minaccia religiosa, che si e’ trasformata in realta’. Tanto odio! Quando gli Stati Uniti e tutti gli altri paesi reagiranno?”. Lo afferma su Twitter il presidente eletto degli Usa, Donald Trump, commentando il video di Anis Amri, ucciso dalla polizia italiana e accusato di essere l’autore della strage al mercato di Natale di Berlino.

Anis Amri, il killer accusato della strage di Berlino e ucciso la scorsa notte in un conflitto a fuoco con la polizia nel milanese, potrebbe avere preso più treni per raggiungere dalla Francia Torino, da dove poi ha proseguito il viaggio per la Lombardia. E’ l’ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno ricostruendo il viaggio del terrorista. E’ certo, al momento, che che l’uomo e’ arrivato intorno alle 20.30 alla stazione di Torino Porta Nuova e poi è ripartito per Milano. L’uomo cercato in tutta Europa è stato ucciso in una piazza di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, dalla polizia durante un normale controllo di identificazione terminato in un conflitto a fuoco dopo che alla richiesta di documenti Amri, sprovvisto, ha sparato ad uno dei due poliziotti presenti, colpendolo alla spalla. All’identità del terrorista si è giunti dopo che le impronte digitali e i tratti somatici hanno confermato che si trattava del principale soggetto accusato di aver ucciso 12 persone travolgendole alla guida di un camion lo scorso 19 dicembre al mercato di Natale di Berlino. “E’ lui senza alcuna ombra di dubbio”, ha spiegato il ministro dell’Interno Marco Minniti, dopo aver avvisato le autorita’ tedesche che si sono complimentate con l’Italia. “Ho ringraziato il presidente del Consiglio italiano e vorrei ribadire il ringraziamento alla polizia italiana e a tutte le forze di sicurezza per la collaborazione cosi’ stretta. Auguro al poliziotto ferito una guarigione completa e rapida”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. Sale il livello di allerta in Italia e il capo della Polizia Franco Gabrielli ha inviato una circolare in cui si invita alla “massima attenzione” poiche’ “non si possono escludere azioni ritorsive” nei confronti delle forze dell’ordine. I profili Facebook dei due agenti sono stati oscurati per tutelarli.

“Da Milano a Venezia fino a Bari, l’Italia si dimostra terra di transito dei guerrieri della jihad che insanguinano l’Europa. Plaudiamo gli agenti di Polizia per aver bloccato la fuga del terrorista di Berlino e li ringraziamo per il loro grande coraggio. Ora pero’ sta anche alla politica mostrare lo stesso coraggio e lo stesso senso di responsabilita’, mettendo in atto tutte le iniziative necessarie affinche’ l’enorme lavoro svolto dalla nostra intelligence e dal personale delle Forze dell’Ordine sia agevolato e supportato. Bisogna smetterla di negare il collegamento tra flussi migratori e rischi legati al terrorismo: si lavori per mettere il territorio nazionale al riparo da pericoli di enorme evidenza”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto.

“Fabrizia Di Lorenzo: orgogliosa figlia di un’Italia che guarda all’Europa come alla propria casa, giovane vita di donna spezzata per sempre dalla violenza e dall’estremismo. Come Valeria Solesin, uccisa un anno fa negli attentati di Parigi. Sono state ore di angoscia ma adesso anche la piu’ flebile speranza si e’ spenta. In questo momento di indescrivibile dolore, che riguarda tutta la nostra comunita’ nazionale, sono vicino con il cuore alla sua famiglia e a quanti le volevano bene”. Cosi’ il presidente del Senato Piero Grasso.

“Speriamo di trovarlo presto. In teoria e’ una persona nota da molto tempo alle forze dell’ordine. Quello che stiamo cercando e’ un terrorista estremista islamista”. Lo dice la cancelliera Angela Merkel, nel corso di una dichiarazione alla stampa. “Le operazioni vanno avanti e continuiamo a collaborare anche con le strutture di altri paesi”, aggiunge Merkel. Sono convinta che riusciremo ad arrivare a un risultato positivo”.

Fabrizia Di Lorenzo è una delle vittime dell’attentato ai mercatini di Natale di Berlino dello scorso 19 dicembre. Il telefono cellulare della giovane originaria di Sulmona era stato trovato nei pressi dell’attentato provocato da un camion piombato sulla folla. “La magistratura tedesca, così come ha comunicato il ministero degli Affari Esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c’è la certezza che, fra le vittime, c’è l’italiana Fabrizia Di Lorenzo – ha fatto sapere il ministro degli Esteri Angelino Alfano – Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l’immenso dolore”. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha scritto su Twitter: “L’Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia”. Così il premier, dopo la conferma, da parte della magistratura tedesca, che fra le vittime dell’attentato del 19 dicembre a Berlino c’è la ragazza italiana.

I paesi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu “condannano con la massima fermezza l’attacco barbaro e vile avvenuto a Berlino, in Germania”, ribadendo che “il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni costituisce una delle più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionale”. In una dichiarazione approvata all’unanimità viene sottolineata la necessita’ di “combattere il terrorismo con tutti i mezzi, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha parlato al telefono con vari capi di Stato e di governo, che le hanno espresso solidarietà e appoggio nella lotta contro il terrorismo. Durante una telefonata il presidente francese, François Hollande e la Merkel hanno ribadito “la piena mobilitazione dei servizi di sicurezza francesi e tedeschi per combattere il terrorismo e applicare le misure di sicurezza a livello europeo”. La Germania piange le vittime della strage di lunedì, quando un camion si è schiantato contro un affollato mercato di Natale nella capitale tedesca. Il bilancio è di 12 morti e 48 feriti. L’agenzia di stampa dell’Isis, Amaq news agency, ha rivendicato l’attentato chiamando il terrorista un “soldato dello Stato islamico”. Ieri le vittime della strage sono state ricordate nella Chiesa del Ricordo sulla Breitscheidplatz. Erano presenti autorità ed esponenti di tutte le confessioni, evangelica, cattolica, ortodossa, ebraica e musulmana.