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4 settembre 2026,
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"È sorprendente come la quantità di notizie che accadono nel mondo ogni giorno
corrisponda sempre esattamente a quella necessaria per riempire il giornale".

Jerry Seinfield

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Catalogna

bandiera catalogna
bandiera catalogna
bandiera catalogna

Catalogna: Barcellona, in piazza dimostranti per il dialogo

Una folla piuttosto numerosa si sta concentrando nella piazza Sant Jaume a Barcellona, agitando i cartelli con la scritta ‘Parlem? Hablamos?’ (‘Parliamo?’ in catalano e spagnolo), e chiedendo un dialogo tra la Catalogna e Madrid, dopo le contrapposizioni dei giorni scorsi. Molti manifestanti portano magliette o camicie bianche, come chiesto dagli organizzatori della dimostrazione. Manifestazione analoghe, segnala la stampa spagnola, si svolgono davanti a molti sedi comunali del Paese.

  • 10notizie
  • ottobre 7, 2017
  • 2638 Letture
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fratoianni
fratoianni
fratoianni

Catalogna. Fratoianni: appello leader Podemos da accogliere e rilanciare

“Come abbiamo ripetuto anche ieri insieme alla leader della Linke Katja Kipping il presente e il futuro dell’Europa e della sua democrazia passa da Barcellona e dalle risposte che verranno dalla politica spagnola. Ieri la sindaca Ada Colau, oggi il leader di Podemos Iglesias lanciano un monito ed un appello: ci sono solo pochi giorni per evitare un disastro irreparabile. Hanno ragione , ora e’ il momento di cogliere gli ultimi spazi per il dialogo indispensabile per trovare le soluzioni necessarie”. Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana. “Il governo italiano- conclude il segretario di SI- nelle sedi internazionali da Bruxelles a Madrid faccia tutto il possibile in queste ore perche’ l’appello di Iglesias non cada irresponsabilmente nel vuoto”.

  • 10notizie
  • ottobre 6, 2017
  • 2596 Letture
  • ♥30
pablo iglesias
pablo iglesias
pablo iglesias

Pablo Iglesias (Podemos) ‘Re Felipe irresponsabile. Errore storico suo discorso’

“Il re ha fatto un errore storico che compromettera’ il suo futuro politico. Non ha parlato con nessuna forza politica fondamentale, non ha parlato con i baschi, non ha parlato con noi. Ha fatto una dichiarazione in cui ha rotto la neutralita’, ha fatto il discorso del governo. Un re che e’ un re del governo e non e’ il capo dello stato di tutti i cittadini e’ un re che ha problemi di legittimita’. Quello che ha fatto e’ stato molto irresponsabile”. Lo ha sottolineato Pablo Iglesias leader di Podemos, intervenuto questa mattina al programma Agora’ su Rai3. Il Re “non ha parlato del dialogo dei feriti, non ha avuto una sola parola alle persone ferite nelle cariche quindi ha fatto un discorso irresponsabile in cui ha lasciato fuori migliaia di cittadini catalani”, ha aggiunto sottolineando che “la Spagna non e’ un paese monarchico e’ un paese che ha voluto un re che aveva una capacita democratica di garantire la democrazia in un paese dove l’armata nel passato non era democratica. Adesso bisogna chiedere a cosa serve questo re che non e’ stato votato da nessuno. In Italia avete un capo dello Stato che scelgono i cittadini italiani. Qui no. A cosa serve? E questa e’ una domanda che le nuove generazioni spagnole si faranno”, ha concluso.

  • 10notizie
  • ottobre 5, 2017
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Affaire Catalogna: muro contro muro. Questo derby tra Madrid e Barcellona non prevede pareggio

E’ piaciuto a pochissimi il discorso del re Filippo VI, Felipe figlio di Juan Carlos, trasmesso in tv. Nessun riferimento agli scontri e alle violenze che si sono avute a Barcellona tra la Guardia Civil e i manifestanti pro indipendenza della Catalogna. Felipe ha parlato di ‘slealta’ inaccettabile dalle autorita’ catalane’ e non ha ammesso alcuna possibilita’ per la concessione dell’indipendenza che verra’ comunque proclamata dagli ideatori e sostenitori del referendum. Lo stesso primo ministro spagnolo Rajoy si e’ dimostrato inflessibile. Il re ha insistito sui concetti di Costituzione, unita’ dello Stato e democrazia. Un vero e proprio muro contro muro quello tra Madrid e Barcellona, che non lascia presagire nulla di buono e che puo’ portare ad altre violenze, a scontri e sangue per le strade. Difficile se non impossibile una mediazione. La stessa Unione Europea, che parteggia per Madrid e per il governo centrale, se ne e’ lavata le mani, con un generico richiamo all’autodeterminazione dei popoli. In questo clima infuocato si sono succeduti gli inviti al dialogo e alla pace, ma questo match non prevede un pareggio bensi’ solo la vittoria dell’una parte o dell’altra. Non si doveva arrivare a questo punto. La vera sconfitta e’ quella della politica e della diplomazia e la vittoria dell’oltranzismo e della violenza. Alfonso Lo Sardo

  • Editoriale
  • ottobre 4, 2017
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felipe
felipe
felipe

Dopo il discorso del re, Madrid pensa di commissariare Catalogna

Finora non era considerato un’arma utile nelle mani di Madrid per gestire la crisi catalana, ma la linea dura scelta da Barcellona, che si prepara a dichiarare l’indipendenza, e il sostanziale via libera del re Felipe VI, che ieri in un discorso durissimo ha detto che è “responsabilità dei poteri legittimi dello Stato garantire l’ordine costituzionale” l’ha riportato d’attualità. E’ l’articolo 155 della costituzione spagnola, agitato da giorni come uno spettro dal governo di Mariano Rajoy, mai applicato e finora osteggiato apertamente dalle opposizioni. Ieri ne ha parlato la vicepremier Soraya Sáenz de Santamaría: “il governo ha pronto ogni mezzo per proteggere il popolo di Catalogna, il cui interesse generale è il più danneggiato”. Il richiamo all'”interesse generale” è un riferimento esplicito all’articolo 155, che recita: “Se una comunità autonoma non rispetta gli obblighi che la Costituzione o altre leggi le impongono, o agirà in modo da attentare gravemente all’interesse generale della Spagna, … con l’approvazione della maggioranza assoluta de Senato, potrà adottare le misure necessarie per obbligarla a rispettare forzosamente gli obblighi e per proteggere l’interesse summenzionato”.

  • 10notizie
  • ottobre 4, 2017
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Gerard-Pique-Barcelona
Gerard-Pique-Barcelona
Gerard-Pique-Barcelona

Catalogna, Piqué: “Un indipendentista può giocare per la Spagna”

“Io credo che un indipendentista possa giocare nella selezione spagnola. Noi non siamo contro la Spagna, perché un indipendentista non potrebbe giocare con la Spagna? Siamo tutti uguali, vogliamo tutti giocare e vincere”. Gerard Piqué, difensore del Barcellona e della nazionale spagnola, parla in conferenza stampa alla vigilia del match di qualificazione mondiale contro l’Albania ma, ovviamente, l’argomento è un altro. “Sono qui da 15 anni – dice – considero la nazionale una famiglia. Sono molto orgoglioso di essere nella squadra spagnola e mi fa male che qualcuno dubiti del mio impegno”. I fischi dei suoi stessi tifosi non sono nuovi, ma quelli ricevuti negli ultimi due giorni lo hanno segnato. Domenica si è recato alle urne per votare al referendum, come hanno fatto anche altri ex campioni del Barcellona, Xivi Fernandez e Carles Puyol. “Il primo giorno – aggiunge – è stato difficile perché non ti piace che le persone siano contro di te. Ricevere fischi e insulti non è bello per nessuno. Ma se me ne andassi per questo significherebbe cedere”. Insomma si può indossare la maglia della Spagna pur essendo un indipendentista catalano. “Non mi pento di quello sento. Siamo nel mondo e siamo persone. E’ impossibile che tutti la pensiamo allo stesso modo. Sono a favore del fatto che la gente possa votare sì o no o scheda bianca”, insiste Piqué. “Voglio dire a tutta la Spagna che tramite il dialogo, il rispetto e la coerenza tutto può risolversi. Sono qui perché il ct e i miei compagni vogliono che resti con loro, perché posso aiutarli a raggiungere un obiettivo che inseguiamo da un anno. Se battiamo l’Albania saremo qualificati al Mondiale”. Il difensore blaugrana dice anche di avere “rispetto” per chi non la pensa come lui, come l’altro simbolo dello sport spagnolo, Rafael Nadal. Il tennista ritiene che i catalani non abbiano il diritto di votare: “Siamo giocatori, ma prima di tutto siamo persone. Ma capisco anche quelli che non vogliono parlare della politica”. Tuttavia, sottolinea, “Spagna e Catalogna sono come padre e figlio, dove il figlio a 18 anni chiede di andare via di casa… È come se non venisse considerata la realtà della Catalogna. Potete non essere d’accordo con noi, ma la nostra opinione va rispettata. Perché noi esistiamo. Molta gente ci appoggia anche se non viene detto. La gente segue solo una comunicazione in tv, la gente non capisce cosa stiamo passando. Ho parenti e amici, la mia famiglia, lì che soffre per questa situazione”. Quanto al re e al suo messaggio, è meglio glissare: “Non l’ho ascoltato, mi stavo allenando”.

  • 10notizie
  • ottobre 4, 2017
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fratoianni
fratoianni
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Fratoianni (Si) ‘vergognosa repressione governo spagnolo sui catalani’

“Non siamo certo tifosi dei nazionalismi nè delle scelte indipendentiste unilaterali, ma vogliamo dirlo con grande forza: consideriamo la vergognosa repressione messa in campo dal governo Rajoy, che tutto il mondo ha potuto vedere in diretta, un vero scandalo. Rinnoviamo la richiesta al presidente del Consiglio italiano affinchè il nostro governo si attivi perché ritorni la politica, ritorni la democrazia, ci sia più democrazia, e si costruiscano occasioni di dialogo tra la Catalogna e la Spagna”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Ci auguriamo – prosegue il leader di SI – che l’iniziativa intrapresa in queste ore da Podemos nei riguardi del Psoe aiuti a trovare una soluzione diversa di quella di un governo che oggi non rappresenta più non solo la Catalogna ma la Spagna tutta. Sinistra Italiana – conclude Fratoianni – sostiene gli sforzi della Sindaca di Barcellona Ada Colau che sta insistendo sulla necessità di una soluzione politica che metta al centro la democrazia e il dialogo”.

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  • ottobre 2, 2017
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nadal
nadal
nadal

Nadal su crisi Catalogna ‘accordo possibile. Viviamo uniti tutta la vita’

Rafael Nadal confessa di seguire “con preoccupazione e tristezza” quello che sta accadendo in Catalogna e assicura che “vedere la societa’ in generale, non solo quella catalana, mi sorprende e a volte mi delude”. Il n.1 del tennis mondiale ammette di “aver voglia di piangere quando vedo che in un paese dove abbiamo saputo convivere ed essere un buon esempio in tutto il mondo si arrivi alla situazione che abbiamo visto ieri… credo che l’immagine che abbiamo dato ieri sia negativa”, riporta Marca. Nadal, a Pechino per un torneo, dice di aver passato la giornata con il cuore a pezzi mentre seguiva gli incidenti legati al referendum in una Catalogna alla quale si sente molto unito. “Non e’ il momento di cercare colpevoli, anche se ci sono”, aggiunge il tennista maiorchino che rivolge un appello per “il dialogo tra le parti anche se ci sono dei momenti in cui tutto sembra impossibile, che non ci sia possibilita’ di risolvere il problema c’ e’ una cosa semplice da fare: volerlo risolvere. L’unica maniera e’ parlarne, cercare di arrivare ad un accordo, trovare punti di incontro se ci sono e alla fine continuare a vivere uniti per tutta la vita”.

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  • ottobre 2, 2017
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mattarella
mattarella
mattarella

Mattarella su Catalogna ‘quando prevale lo scontro, soluzioni sono lontane’

“Ieri abbiamo ancora una volta verificato come, quando prevalgono lo scontro ed esasperazione di posizioni, si allontanano le soluzioni positive”. Così il presidente della Repubblcia, Sergio Mattarella, intervenendo nell’Aula magna del Palazzo del Rettorato alla solenne cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico 2017/18 dell’Università degli Studi di Cagliari. Per questo sottolinea il capo dello Stato “la cultura è da supporto per il dialogo e porta a soluzioni condivise. Questa è una lezione per l’intera Europa”.

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  • ottobre 2, 2017
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tajani
tajani
tajani

Catalogna: Tajani, da lunedi’ dialogo per soluzione politica

Da lunedi’ il governo nazionale di Madrid e quello regionale di Barcellona devono avviare un “dialogo politico” con l’obiettivo di trovare una soluzione alla questione catalana. E’ l’auspicio del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, rilanciato a margine del “vertice digitale” di Tallinn su sollecitazione dei giornalisti spagnoli. “La costituzione spagnola e’ una legge Ue. Se il referendum avverra’ in violazione di questa legge, per noi e’ illegittimo. Ma la questione non si puo’ certamente risolvere solo con le forze di polizia. Tutti vogliamo una soluzione pacifica e democratica, importante per la stabilita’ europea”.

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  • settembre 30, 2017
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