centrosinistra

Si’ a “primarie aperte” per un nuovo centro-sinistra “come chiesto da Giuliano Pisapia”, perche’ “una vera leadership deve avere l’umilta’ di offrire a un campo piu’ ampio la possibilita’ di decidere insieme. E mi riferisco alla societa’ civile”. Lo dice Gianni Cuperlo, intervenuto a Napoli all’assemblea di centro democratico. A suo giudizio un nuovo centro-sinistra e’ possibile, “ma dico che siamo in una stazione di passaggio, in cui il Pd si pone al servizio di un progetto piu’ ampio e quindi deve dare la possibilita’ di scegliere insieme chi ha la capacita’ di unire”. Per l’esponente del Pd, “davanti a noi ci sono giorni che daranno una risposta da cui derivera’ in gran parte il destino dell’Italia nei prossimi anni. Bisogna ripensare le tappe, ma nella convinzione che bisogna avere una meta”. Questa meta “e’ il centro sinistra aperto, largo, unito e vincente. La lotta politica non e’ mai un campo pacificato, vive di conflitti, ma dobbiamo temere un conflitto depurato dal traguardo”.

“Stiamo lavorando per creare un’alterativa. Il nostro e’ un impegno per ricostruire un centro sinistra per cambiare il Paese”. Così Massimo D’Alema a Foggia durante un incontro politico promosso dal Gruppo Parlamentare di Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista. “Il Paese ne ha bisogno – ha aggiunto D’Alema – perche’ il livello di disoccupazione, di disagio sociale, di difficolta’ del mezzogiorno e’ una condizione molto pesante. L’Italia ha bisogno di un cambiamento e l’attuale governo, l’attuale politica non e’ in grado di garantire il cambiamento di cui il Paese necessita e non vedo in campo alternative credibili. Il rischio e’ di andare alle elezioni avendo da un parte Grillo e Salvini e dall’altra Renzi e Berlusconi. Noi vorremmo proporre agli italiani qualcosa di diverso rispetto a queste opzioni che sono negative”.

“Dopo le giravolte degli ultimi giorni legati alla legge elettorale e ad un potenziale accordo, innaturale e singolare, con Forza Italia e altri settori del centro destra, adesso il Pd deve pero’ riequilibrare la sua barra politica. E definitivamente. Ovvero, perseguire come unico ed esclusivo obiettivo quello di ricostruire e consolidare una prospettiva politica di centro sinistra”. Lo dice Giorgio Merlo, Direzione Nazionale Pd. “Al riguardo- aggiunge- e’ da salutare positivamente la nuova posizione politica assunta dal segretario nazionale Matteo Renzi di favorire e lavorare per un accordo con le forze di centro sinistra. A cominciare dalla nuova esperienza politica di Giuliano Pisapia. Purche’, e a prescindere dal futuro sistema elettorale, questa resti l’unica e certa prospettiva politica del Partito democratico. E non solo della sinistra interna al partito. Che era e resta minoranza”.

“Non sarà Renzi a dare le carte n questa nuova stagione, non si affanni, per lui è fatica sprecata”. Ne è convinto Pier Luigi Bersani, intervistato da ‘La Stampa’, che aggiunge: “Noi con Pisapia stiamo lavorando a un centrosinistra in netta discontinuità con il Pd degli ultimi anni”. Per l’ex segretario dem “ora è il momento che questi apprendisti stregoni raffreddino la testa e abbandonino l’idea delle urne a settembre. In Parlamento, con il buon senso, si può ancora fare una legge simil-tedesca con voto disgiunto, preferenze e una ridefinizione aggiornata dei collegi, e con una larga maggioranza”. “O – conclude – come ultima spiaggia si possono armonizzare le due leggi partorite dalla Consulta con uno sbarramento al 5% e doppia preferenza di genere. Ma nessuno pensi a decreti legge sulla legge elettorale”.

Mdp “vuole promuovere la fase costituente per la formazione di un centrosinistra per il cambiamento”. Lo ha detto Massimo D’Alema al termine di una riunione della direzione del partito. “Vogliamo farlo in modo aperto”, ha spiegato, dialogando “a Milano con Giuliano Pisapia e poi con tutti quelli che vorranno dare vita a una formazione politica, ad un movimento, che proponga una linea coraggiosa di cambiamento del Paese sulla lotta alla poverta’, sulla lotta per il lavoro e per dare una risposta ai grandi temi che per ora non hanno trovato soluzioni convincenti”, ha aggiunto.  Per D’Alema “il dato vero su cui riflettere oggi non sono le voci sulla legge elettorale ma quel che ha detto la Commissione europea prospettando anche per il 2018 l’Italia ultima nella classifica della crescita. E’ li’ – ha concluso – che bisogna dare risposte e noi vogliamo costruire una forza di cambiamento e di governo che dia le risposte necessarie”.

“Escludo di scendere in campo. Escluso, quindi, il fatto di scendere in campo, per il resto, ricordatevi che io sono capace di tutto…”. Romano Prodi, lasciato Montecitorio dopo la celebrazione del 60esimo anniversario del Trattato di Roma, ieri si è fermato a parlare di politica, in particolare del Pd e del futuro del centrosinistra. L’ex premier e fondatore dell’Ulivo assicura che non scenderà in campo, ma non esclude che continuerà a far sentire la sua voce.

Renzi dovrebbe convocare subito il congresso del Pd e il partito dovrebbe lavorare ad una “lista di centrosinistra” per le prossime elezioni. Lo ha detto Massimo D’Alema, parlando all’iniziativa ‘Consenso per un nuovo centrosinistra’.
D’Alema ha spiegato che “questa non è una riunione per festeggiare la vittoria del no, è una riunione di lavoro: il dibattito tra sì e no è finito, concluso da circa 20 milioni di italiani, non c’è possibilità di replica”. Ed ha aggiunto: “Vogliamo dare vita a un movimento di cui potranno fare parte anche tantissimi cittadini che hanno votato sì, vogliamo creare confronto, dibattito, raccogliere adesioni, non avremo un tesseramento altrimenti ci direbbero subito che vogliamo fare un partito”.

 

Il centrosinistra unito “non penso sia un’esperienza irripetibile.” L’ha detto Romano Prodi, a Bologna, a margine del convegno nazionale della Rete C3dem, parlando delle vicende interne al Pd. “Non penso sia irripetibile, – ha dichiarato – soprattutto dopo quello che sta succedendo. Io vedo che la gente ha bisogno di sentirsi unita in questo mondo che si disgrega, con Trump, con la Brexit, con le crepe che arrivano dappertutto”. E ha continuato: “C’e’ un naturale desiderio di riunirsi ma e’ uno sforzo che non mi sembra impossibile”. Per Prodi si avverte un “grande desiderio di cambiamento”. E sarebbe necessario “tornare a una coalizione, a una politica di consenso, di unione”.