contributi

“Molti Paesi Nato hanno acconsentito ad aumentare considerevolmente i contributi, proprio come dovrebbero. E i soldi versati renderanno la Nato piu’ forte”: cosi’ il presidente americano, Donald Trump, da Taormina, su Twitter. Prima di arrivare al vertice del G7 in Sicilia, il presidente americano aveva fatto tappa a Bruxelles per il vertice dell’Alleanza Atlantica, in cui aveva chiesto maggiori contributi ai Paesi membri.

Il segretario dei Socialdemocratici tedeschi (Spd), Martin Schulz, incassate tre pesanti sconfitte in altrettante elezioni regionali, accusa il ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Layen (Cdu) di aver danneggiato la reputazione delle Forzearmate in relazione al caso del tenente Franco A., accusato di estremismo di destra. “Accusare i militari in generale”, ha detto Schulz dopo un incontro con i rappresentanti delle Forze armate, “e’ un’autodifesa del ministro”. Schulz ha inoltre chiamato in causa il ministro dell’Interno, Thomas de Maizi’ere (Cdu), per il fatto che Franco A. fosse riuscito a spacciarsi per un rifugiato siriano ottenendo un alloggio e contributi, senza che l’Ufficio per le migrazioni nutrisse il benche’ minimo sospetto. A seguito dello scandalo, e dei casi di molestie nelle caserme, von der Layen aveva definito quello delle Forze armate come un “problema culturale” e “di un malinteso spirito di corpo”. Secondo informazioni di “Der Spiegel”, le Forze armate hanno avviato un procedimento disciplinare a carico di due superiori di Franco A. – il general maggiore Werner Weisenburger, capo dell’Ufficio delle Fa e Stephan H – che non avrebbero prestato sufficiente attenzione alle sue tendenze estremistiche. Nel frattempo, prosegue la campagna mediatica e politica contro i cimeli risalenti alla Wehrmacht esposti nelle caserme tedesche, che da innocua memorabilia sono considerati ora pericolosi veicoli di estremismo politico. L’ultimo “caso” segnalato al ministero della Difesa e’ quello di un battaglione della logistica dove erano circolate medaglie commemorative con impressa l’effige di un soldato della Wehrmacht, che sono state confiscate.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni e del ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198, prevede disposizioni per la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici. Il decreto, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, “al fine di garantire coerenza, trasparenza ed efficacia al sostegno pubblico all’editoria, prevede la ridefinizione della disciplina dei contributi a quotidiani e periodici, misure per gli investimenti delle imprese editrici, l’innovazione del sistema distributivo e il finanziamento di progetti innovativi, di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione”. L’obiettivo è quello di “assicurare il sostegno pubblico necessario alle voci informative autonome e indipendenti, in particolare a quelle più piccole e legate alle comunità locali, che rischiano di risentire maggiormente dell’attuale situazione di crisi del mercato editoriale”. Le risorse sono reperite nell’ambito di quelle assegnate alla Presidenza del Consiglio a valere sul Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, costituito con la legge di stabilità 2016. Il provvedimento stabilisce le categorie delle imprese legittimate a chiedere il sostegno pubblico, i requisiti di accesso al contributo e i criteri che presiedono alla sua determinazione quantitativa, oltre al procedimento di liquidazione dei contributi. Sono escluse dal sostegno pubblico “le imprese editoriali quotate in Borsa, le imprese editrici di organi d’informazione dei partiti, dei movimenti politici e sindacali, nonché le pubblicazioni specialistiche”. Per alcune tipologie di imprese editrici si riduce inoltre il limite dei cinque anni di costituzione dell’impresa e di pubblicazione della testata, portandolo a due, e si consente perciò l’accesso ai contributi a nuove iniziative editoriali. Per altri versi, i requisiti di accesso sono resi più rigorosi, richiedendo fra l’altro che l’edizione cartacea sia necessariamente affiancata da quella digitale, e prevedendo obblighi, in capo ai richiedenti, quanto all’applicazione dei contratti di lavoro”. Lo schema di decreto sarà trasmesso alle Camere per l’acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti.