Emmanuel Macron

Emmanuel Macron e Marine Le Pen andranno al ballottaggio, tra due settimane, per la scelta del nuovo presidente francese. Nella corsa all’Eliseo il candidato centrosinistra liberal ha ottenuto il 23,75%, la leader del Front National il 21,53%. A seguire Francois Fillon, candidato dei Républicains al 19,91% e Jean-Luc Melenchon, della sinistra estrema, al 19,64. I dati definitivi del primo turno delle presidenziali francesi sono stati resi noti dal ministero dell’Interno.
Per la prima volta in Francia nella storia della Repubblica, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra – i socialisti – e di centrodestra – i Républicains – va al ballottaggio per l’Eliseo. “E’ un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro”, ha dichiarato Marine Le Pen. “Si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese”, ha detto Emmanuel Macron, candidato di ‘En Marche!’. Francois Fillon, riconoscendo la sconfitta, ha invitato gli elettori a votare per Macron, dichiarando che “L’estremismo” di Le Pen “porta solo disgrazie e divisioni”.

Una stella sorge a sinistra: due anni e mezzo fa non lo conosceva nessuno, ha solo 38 anni. Emmanuel Macron potrebbe essere la carta a sorpresa nella corsa per diventare il presidente della Francia. Per ora è soprattutto la spina nel fianco della sinistra: l’ex ministro dell’economia di Francois Hollande correrà da solo, rifiuta di partecipare alle primarie socialiste. Pur continuando a dirsi di sinistra, Macron ufficialmente si ritiene al di sopra delle divisioni politiche tradizionali.”Il mio progetto coinvolge tutti coloro che mi accompagnano fin dall’inizio, il progetto dei progressisti francesi, di sinistra, di centro e di destra” ha detto recentemente. Macron già adesso è accreditato di almeno il 12% dei voti, forse il 15% al primo turno delle presidenziali. Percentuali che, anche se non passerà al ballottaggio, in pratica renderanno impossibile la corsa per i socialisti, che lo accusano di ingratitudine. Le credenziali Macron ce le ha: uscito dalla celebre facoltà di scienze politiche della Sorbona, poi dalla Ena, l’alta scuola dell’amministrazione che forma i quadri francesi; dipendente della banca Rotschild. Non si è mai iscritto al partito socialista ma Francois Hollande lo aveva preso sotto la sua ala protettrice fino a nominarlo ministro. Nella primavera del 2016 ha fondato il suo movimento, En Marche!, in marcia. Un abile manovratore secondo Frédèric Sawicki, ricercatore in scienze politiche: “Ha posizioni economiche molto liberali, aderenti a quella della Confindustria francese”. Eppure, chissà che la sua immagine nuova non convinca chi è stanco delle solite facce, come dice una simpatizzante: “Credo nella sua capacità di cambiare le cose, con l’energia, la giovinezza, la voglia di lavorare. Da 15 anni non mi occupavo più di politica, ma lui mi dà delle risposte”.