Giustizia

“Non mi proteggo in alcun modo candidandomi. Io mi sto candidando e basta. E poi la Costituzione dice che nessuno è colpevole fino a che si pronuncia la Cassazione. Finora sono sempre stato assolto. In quest’ultimo caso sono stato condannato, ma questo è solo il ‘primo tempo”. Così il senatore Roberto Formigoni (Noi con l’Italia) parlando di questione morale e liste pulite a Radio anch’io, su Rai Radio1.

“La pena di morte non solo colpisce le persone direttamente coinvolte ma anche le societa’ nel loro complesso”. Lo ha detto Raphael Nageli, vice-capo Divisione sicurezza umana del dipartimento federale degli Affari esteri della Svizzera inaugurando oggi a Roma il decimo Incontro internazionale dei ministri della Giustizia ‘Un mondo senza pena di morte’. “Le persone devono sentirsi rispettate nella loro dignita’ – ha aggiunto – mentre le istituzioni devono poter lavorare libere dal timore che i loro cittadini siano giustiziati”. L’incontro è organizzato della Comunita’ di Sant’Egidio, insieme ai ministeri di Giustizia ed Esteri italiani, la Confederazione Svizzera, la Repubblica di San Marino, la Regione autonoma di Trento, l’Organizzazione internazionale per la Francofonia e dai governi di altri 30 Paesi abolizionisti de iure o de facto. (fonte: agenzia Dire)

“Più che implementare la normativa antimafia bisogna vedere come rafforzare gli anticorpi di istituzioni, imprese e ordini professionali. Se c’è la capacità di far suonare un campanello davanti a forme di contaminazione si limita l’infiltrazione della mafia”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando parlando a Radio anch’io su Rai Radio 1, In questo senso, ha aggiunto, “sarebbe utile una nuova legge sulle lobby e una nuova legge sui partiti, renderli più forti, trasparenti e più funzionanti serve ad arginare la mafia”.

“Puntualmente e come sempre da oltre 20 anni, a ridosso di una competizione elettorale a pochi mesi dalle elezioni nazionali e proprio nel giorno in cui il Presidente Berlusconi sarà in Sicilia, a mezzo stampa senza che in alcun modo siano stati previamente avvisati il diretto interessato o i suoi legali, è stata pubblicata, con grande risalto, la notizia di una nuova indagine nei suoi confronti”. Lo dichiara l’avvocato Niccolò Ghedini.”E, come di consueto, mai si potrà sapere chi ha propalato la notizia, ovviamente coperta da segreto, ai giornalisti – prosegue – E questa sì che è un’indagine che non dovrebbe comportare particolari complessità per individuare il o i responsabili. Sarà interessante verificare se il ministro Orlando vorrà contribuire, mediante i mezzi ispettivi di cui dispone, a far luce sul grave episodio, anche tenuto conto che, a tenore delle stesse fonti giornalistiche il nome del Presidente Berlusconi nel registro degli indagati sarebbe stato addirittura segretato dalla Procura di Firenze”.

“La presenza nel dibattito politico istituzionale del tema della nomofilachia (ovvero dell’uniforme interpretazione e applicazione del diritto) si spiega con la crescente esigenza di certezza del diritto e di prevedibilita’ delle decisioni, esigenza avvertita non solo dai giuristi, ma anche nel mondo dell’economia, della politica, e soprattutto dai cittadini a cui e’ rivolta la tutela del giudice amministrativo”. Lo ha detto il presidente aggiunto del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi intervenuto nel corso dell’ultima giornata del 63/o convegno di studi amministrativi sul tema della “funzione nomofilattica: profili interni, sovranazionali e principio di effettivita’”. “Nella percezione dei cittadini – ha sostenuto Patroni Griffi – il giudice non e’ la singola persona ma l’organo giudicante e non e’ accettabile che giudichi in maniera difforme casi identici. Quello che per il giudice e’ sacrosanta autonomia di giudizio, per il cittadino corre il rischio di apparire schizofrenia. Percio’ e’ importante favorire meccanismi che rafforzino l’uniformita’ di interpretazione da parte delle Corti superiori”.

Domani, alle 11, dinanzi il carcere romano di Regina Coeli, appuntamento del Partito Radicale con i giornalisti a chiusura della Carovana per la Giustizia che si è tenuta in Sicilia dal 29 luglio al 13 agosto. Durante l’incontro saranno diffusi i dati sulla raccolta firme alla proposta di legge per la separazione delle carriere dei magistrati, promossa dall’Unione delle Camere Penali, e Rita Bernardini annuncerà l’inizio del “Grande Satyagraha per la riforma dell’Ordinamento Penitenziario” insieme a centinaia di detenuti che hanno aderito.

Pressioni da piu’ parti su Donald Trump per convincerlo a fermare la sua campagna contro il ministro della Giustizia, Jeff Sessions. All’interno della Casa Bianca molti sono in pressing sul presidente affinche’ smetta di attaccare Sessions. La pressione su Trump e’ aumentata dai senatori repubblicani, che lo hanno avvertito di una possibile rivolta conservatrice. Lo riporta il New York Times, sottolineando che il timore dei repubblicani e’ che un licenziamento di Sessions nel mezzo delle indagini sulla Russia possa far sprofondare il paese in una crisi politica e costituzionale.

“Oggi ho incontrato i vertici del Tribunale e si e’ convenuto sul fatto che l’attivita’ repressiva puo’ fare tanto, cosi’ come la buona amministrazione, ma poi c’e’ un tema di carattere sociale, economico che ne’ le forze dell’ordine ne’ la magistratura possono affrontare, ma tocca alla politica. Nella discussione che abbiamo fatto oggi, se non vogliamo che tutta la strada fatta fin qui arrivi a un punto morto, si deve porre nuovamente con grande forza una discussione meridionale. Una grande questione sociale che non puo’ che essere la prosecuzione di questa azione repressiva”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando durante la visita alla scuola Giovanni Falcone nel quartiere Zen di Palermo. “C’e’ qualcosa in piu’ che esiste nella poverta’ e nella disoccupazione che costituiscono gli elementi che spesso possono creare il clima in cui si sviluppa questo infame ascensore sociale – ha aggiunto il ministro Orlando – in questo senso voglio ringraziare il confronto che ho avuto con i vertici giudiziari per la consapevolezza che fino a un cento punto possono arrivare la magistratura, le forze dell’ordine e l’amministrazione nel contrasto all’azione criminale, ma poi c’e’ una grande disparita’ del riscatto sociale, nella riduzione delle disuguaglianze che e’ il passaggio che oggi dobbiamo affrontare”.

Il Tribunale di Palermo ha condannato la società editrice “Il Fatto Quotidiano s.p.a.” e la giornalista Sandra Amurri a risarcire per diffamazione l’ex Governatore Salvatore Cuffaro, per aver inserito nel testo di una intervista a Maria Antonietta Aula, ex moglie dell’on. Tonino D’Alì, una falsa notizia su una inesistente partecipazione dell’ex presidente della Regione Siciliana al matrimonio della sorella di Matteo Messina Denaro, Rosalia, con Filippo Guttadauro.
La notizia, in un articolo de “Il Fatto Quotidiano”” del novembre del 2009, ?è stata riconosciuta falsa dopo che in giudizio, di fronte al Giudice Riccardo Trombetta, sono state acquisite le registrazioni audio dell’intervista realizzata dalla Amurri, all’interno delle quali il nome di Cuffaro non viene mai pronunciato né dalla dott.ssa Aula, né dalla giornalista. Peraltro, è emerso che all’epoca del matrimonio, il 1978, Cuffaro, in ogni caso non invitato e non presente, era ancora uno studente.
L’ex Governatore è stato difeso dagli Avvocati Salvatore Ferrara e Giovanni Gruttad’Auria.
La falsa notizia sulla partecipazione al matrimonio era stata pubblicata dal Fatto – oggi diretto da Marco Travaglio -nel novembre 2009, meno di due mesi prima della sentenza? della Corte di Appello che ha inflitto a Cuffaro la condanna alla reclusione.
La giornalista Amurri è oggi teste della Procura nel processo sulla c.d. trattativa Stato-Mafia e ha deposto in favore della credibilità di Massimo Ciancimino, pluricondannato in primo grado per calunnia ed in carcere con sentenza passata in giudicato per detenzione di esplosivo.

“Non siamo preoccupati per nulla dalle parole di Magistratura Indipendente. Ogni volta che qualcuno avanza proposte di politica giudiziaria non gradite a una parte della magistratura, si evoca un inesistente vulnus alla sua indipendenza”. Lo ha detto il presidente dell’Unione camere penali italiane, Beniamino Migliucci, dal palco di “LiberaItalia. Europa, Fisco e Giustizia. Idee per liberare l’Italia da populismo, statalismo, giustizialismo”, evento organizzato dalla Fondazione Einaudi al Teatro Carcano di Milano. L’Ucpi l’altro ieri ha avviato la raccolta firme per l’introduzione in Costituzione della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e requirente (in due giorni sono gia’ state raccolte oltre 6 mila firme). “L’unico vero vulnus e’ rappresentato dall’unicita’ delle carriere – ha sottolineato Migliucci replicando alla presa di posizione di Magistratura indipendente – che si pone in contrasto con i principi del giusto processo che prevede un giudice terzo per garantire l’imparzialita’ della decisione. Sono convinto che riusciremo nel nostro intento ma in ogni caso le uniche battaglie perse sono quelle che non si fanno. Insieme alla separazione delle carriere dobbiamo rilanciare i principi costituzionali come la presunzione di innocenza e il principio di legalita’”.