Macron

Con la vittoria, al primo round, di Emmanuel Macron su Marine Le Pen, le elezioni presidenziali francesi riportano il Centro alla ribalta. E’ la vittoria del buon senso sul populismo – che comunque e’ in auge -, la vittoria della responsabilita’ e della costruzione sul disfattismo e sul disimpegno. Macron apre un’epoca e restituisce speranza alla speranza e alle ragioni della buona politica, ad una Europa diversa e alla razionalita’ del fare.

“Sono d’accordo con Macron sul rilancio per l’Europa. Alcune cose le ha prese lui da noi. La card per i giovani, tanto criticata in Italia, sta nel suo programma, ci sono degli elementi di assonanza. ‘In cammino’ è copiato da ‘En marche’. Se Macron va o no al ballottaggio cambia molto per l’Europa, ma non per la nostra piattaforma politica. È chiaro che c’è una rilevanza per l’Europa ma non per l’Italia. Lo ha detto Matteo Renzi nel corso della registrazione della puntata di ‘Night tabloid’ che andrà in onda questa sera su Rai2. “In Francia si gioca una partita strategica per l’Europa – ha aggiunto – se arriva al ballottaggio ha chance per giocarsela”

François Fillon attacca Emmanuel Macron, che accusa di essere l’erede di Hollande e di essere di fatto rinchiuso all’interno del Partito socialista e del governo uscente. E gli dà un soprannome, “Emmanuel Hollande”, “O François Macron se preferite”. Intervenendo questa mattina su Rtl, l’ex premier ha rinfacciato a Macron di portare avanti la politica di Hollande. Non pago di queste accuse, Fillon ha rinfacciato a Macron di ricorrere ai più vecchi trucchi della politica. “Sapete da dove viene lo slogan ‘En Marche’ di Emmanuel Macron? Era lo slogan di Jean Lecanuet, candidato alle presidenziali negli anni ’60”. In pratica, aggiunge, alludendo al suo avversario nella corsa per l’Eliseo, “il metodo che consiste nel voler compiacere tutti gli elettori, dire una parolina agli uni e una parolina agli altri…è il modo più vecchio di fare politica”.