Macron

“Non seguire le facili soluzioni ma dare un’idea di visione al Paese. Mi sembra molto chiara la politica di Macron, per un’Europa più forte ed integrata nell’interesse della Francia e dell’Europa”. Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea di Federchimica, a Milano, a chi gli domandava quale esperienza deve trarre l’Italia dal voto francese. “La grande sfida è chi conquista il mercato più ricco del mondo, che è l’Europa. Dobbiamo dare forza e competitività alle imprese europee per difendere questo grande patrimonio di valori e economia che abbiamo”, ha aggiunto.

Francia al voto per il secondo turno delle elezioni legislative. Il presidente Emmanuel Macron, insediatosi all’Eliseo a maggio, è a un passo dall’ottenere una schiacciante maggioranza all’Assemblea nazionale, cioè la Camera bassa: se i sondaggi si confermeranno attendibili il suo movimento, cioè La Republique En Marche, otterrà il maggior numero di deputati mai avuti da una forza politica nella Quinta Repubblica e anche una delle percentuali più alte di seggi nella storia del Paese. Stando alle rilevazioni, infatti, il partito di Macron otterrebbe fra 400 e 460 dei 577 seggi da cui è composta la Camera francese, pari a oltre il 70% dei deputati totali. Prima di Macron solo un presidente, Charles de Gaulle nel 1968, ottenne un risultato migliore, guadagnando l’81% dei seggi. In realtà la destra riuscì a superare la cifra che i sondaggi prevedono per Macron, quando nel 1993 ottenne il 79% dei seggi, ma lo fece con un presidente socialista all’Eliseo, François Mitterrand. Macron si appresta, dunque, a costruire una maggioranza inedita negli ultimi tempi, dal momento che avrà in mano la presidenza e carta libera in Parlamento, perdipiù davanti a un’opposizione divisa e indebolita. Gli inviti ad andare alle urne per limitare i poteri del presidente, fatti da conservatori, socialisti, estrema sinistra ed estrema destra, non sembrano avere fatto breccia in una società che, dopo avere seguito con grande attenzione le presidenziali di aprile-maggio, pare avere voltato pagina. Al primo turno delle legislative, domenica 11 maggio, l’astensione si è attestata al 51,30%, il che significa che è andata a votare meno di metà degli iscritti nei registri elettorali; e al secondo turno potrebbe andare ancora peggio, dal momento che i sostenitori di candidati che non si sono classificati per il secondo turno potrebbero optare per rimanere a casa.

Il Partito del neo presidente francese Emmanuel Macron, La Republique en Marche (Lrem), ha dominato i primo turno delle elezioni che si e’ tenuto in Francia ieri domenica 11 giugno: secondo le proiezioni fatte dalla societa’ di rilevazioni statistiche Kantar Sofres per il quotidiano “Le Figaro”, al secondo turno di ballottaggio domenica prossima 18 giugno Lrem potrebbe conquistare una schiacciante maggioranza parlamentare ottenendo dai 400 ai 440 seggi nell’Assemblea Nazionale, che conta 577 deputati; ha ottenuto il 32,32 per cento dei suffragi, distanziando nettamente il centrodestra che ha raccolto il 21,6 per cento tra candidati de I Repubblicani (LR) e dell’Udi. Il Front national si e’ fermato al 13,2 per cento: poco piu’ della meta’ del risultato raggiunto da Marine Le Pen al primo turno delle elezioni presidenziali il 23 aprile scorso; e due volte e mezza meno di quanto la leader frontista aveva raccolto al ballottaggio presidenziale perso il 7 maggio contro Macron. Sconfitta catastrofica per il Partito socialista (Ps), le cui liste insieme agli ambientalisti di Europa ecologia – I verdi (EeLv) ed al Partito radicale di sinistra (Prg) ottengono in totale il 13,2 per cento dei voti; il Ps ed i suoi alleati vedranno la propria rappresentanza parlamentare letteralmente decimata: degli attuali 302 deputati, appena una trentina hanno qualche speranza di essere rieletti. Arretra anche il cartello di estrema sinistra della “France insoumise” (FI, “Francia non-sottomessa”; ndr): al primo turno presidenziale il suo candidato Jean-Luc Me’lenchon aveva raggiunto il 19,1 per cento dei suffragi, ora raccoglie solo l’11 per cento, che si tradurra’ in 8-10 deputati. Per loro l’unica consolazione e’ che FI ha superato il Ps e che, se si contassero anche i suffragi raccolti dal Partito comunista (Pcf, alleato alle presidenziali ma separato in queste parlamentari), la sinistra francese e’ spaccata esattamente a meta’ tra estrema sinistra e socialdemocrazia. Per il presidente Macron dunque e’ una vittoria storica, macchiata tuttavia da un altissimo livello di astensione dal voto: si sono recati alle urne solo il 48,71 per cento degli aventi diritto al voto, gli elettori astenuti sono stati il 51,29 per cento; un’astensione record per la Quinta Repubblica francese, un campanello di allarme della disaffezione dei francesi per la politica a cui la squadra di Macron e del suo primo ministro Edouard Philippe devono prestare la massima attenzione.

Il nuovo partito centrista del presidente francese Emmanuel Macron amplia il suo vantaggio nei sondaggi per le elezioni parlamentari di giugno, secondo le ultime rilevazioni pubblicate stamani, che continuano a evidenziare il momento molto positivo per il neo presidente 39enne. Un sondaggio Harris Interactive mostra che il 32% dei francesi vuole votare per Republique en Marche (Rem), la formazione di Macron, al primo turno delle politiche, il prossimo 11 giugno. Si tratta di una crescita di tre punti percentuali rispetto a una settimana fa, mentre la destra de Les Republicans e l’estrema destra del Front National perdono un punto ciascuno al 19%. Un altro sondaggio pubblicato oggi da Elabe mostra che il 61% dei francesi approva il nuovo governo annunciato ieri, che mescola socialisti, centristi, esponenti della destra e neofiti della politica. Il premier Edouard Philippe, uomo della destra, ha detto che il governo è stata scelto per durare ed è “in linea cone il rinnovamento politico che stiamo attuando”. Macron, che il 7 maggio ha battuto al ballottaggio la leader di estrema destra Marine Le Pen, diventando il più giovane presidente della storia francese vuole sconvolgere il panorama politico francese con il suo nuovo movimento. Punta a ottenere la maggioranza di seggi in parlamento con Rem e gli alleati centristi, il che gli consentirebbe di realizzare al sua ambiziosa agenda di riforme del mercato del lavoro,d elal previdenza, delle scuole e delle pensioni. I sondaggi non prevedono il numero di seggi che Rem potrebbe ottenere sui 577 dell’Assemblea nazionale, a causa del sistema elettorale a doppio turno, nel quale i due partiti più forti al primo turno si sfideranno al ballottaggio il 18 giugno.

Emmanuel Macron si e’ ufficialmente insediato all’Eliseo. “Il Consiglio costituzionale vi ha proclamato eletto presidente della Repubblica, ottavo eletto a suffragio universale nella quinta repubblica. In questo istante preciso lei entra in carica”, queste le parole del presidente del Consiglio costituzionale, Laurent Fabius, alla proclamazione di Macron presidente. Stamattina è avvenuto il cambio di consegne con il predecessore François Hollande.
Secondo fonti vicine alla presidenza, riferite dalla Reuters, Macron annuncerà domani il nome del suo primo ministro e martedì la composizione della squadra di governo.

Il commissario Ue Pierre Moscovici si rallegra per l’elezione di Emmanuel Macron alla guida del suo paese e, dal podio della sala stampa della Commissione gli da’ ufficialmente il “benvenuto”. Parlando della situazione francese durante la presentazione delle previsioni economiche di primavera, Moscovici ha previsto “un’accelerazione progressiva della crescita nel 2017 e un’accelerazione della creazione di posti di lavoro”, definendo il risultato elettorale “una buona notizia per la Francia. La Francia ha saputo evitare la minaccia di un populismo xenofobo anti-europeo e violento – ha detto – e che la Francia abbia scelto di battere l’estrema destra con i due terzi dell’elettorato è un buon segnale”. Secondo il rappresentante francese nell’esecutivo comunitario, si tratta di “un buon segnale anche per l’Europa, perché il nuovo presidente delal Repubblica, che conosco molto bene, è un pro-europeo impegnato che avrá a cuore di realizzare dei progressi, in particolare nella governance e sulla politica economica della zona euro”. Moscovici attende ora “con impazienza di poter lavorare con il successore di Michel Sapin”, il ministro francese uscente delle Finanze.

Come sono andate le elezioni in Francia? “Bene. Sono una buona cosa”, risponde Silvio Berlusconi ad Alessandro Poggi in un’intervista che andra’ in onda stasera a Cartabianca. “Speriamo di potere ripartire davvero per rifare l’Europa, quella che noi sognavamo, che tutta la mia generazione ha sognato. Non quella burocratica di adesso, che effettivamente piu’ che aiutare i popoli e l’economia restringe le possibilita’ di sviluppo. E questo – conclude Berlusconi – dimostra l’indifferenza, se non addirittura l’ostilita’, dei popoli di tutta Europa nei confronti dell’Unione europea”.

La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è stata salutata con grande speranza da Gentiloni, Alfano e Renzi, tra i primi a commentare il voto francese sui social network. Salvini e Meloni hanno ringraziato Marine Le Pen. “Evviva Macron presidente. Una speranza si aggira per l’Europa”, ha scritto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter. “Emmnuael Macron ha vinto. Brinda la Francia e chi crede nell’Europa, nel libero mercato, nella solidarietà. Lo aspettiamo a Taormina al #G7”, questo il commento del ministro degli esteri Angelino Alfano. “La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa”, ha scritto su Twitter il del segretario del Pd Matteo Renzi. “Grazie Marine Le Pen, chi lotta non perde mai”, così su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini. Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, “ha vinto la paura” ma “il 36% di Marine Le Pen resta un dato straordinario, e sarà la base sulla quale nascerà il nuovo movimento sovranista francese”.

Emmanuel Macron, 39 anni e’ il presidente della Repubblica francese. Ha conquistato il ballottaggio per le elezioni presidenziali con il 66,06% delle preferenze, contro il 33,94% della sfidante Marine Le Pen. Il neopresidente, leader di En Marche ha ottenuto 20.703.631 voti, mentre la leader del Front National si è fermata a 10.637.183. Macron è il più giovane presidente nella storia di Francia. Prima di lui, Luigi Napoleone Bonaparte, che fu eletto presidente a 40 anni, nel 1848. Il neopresidente, in serata, accolto dalla nona di Beethoven, l’inno alla gioia che è anche l’inno europeo, è arrivato sulla piazza del Louvre, nel cuore di Parigi, per parlare ai suoi sostenitori che lo attendevano per festeggiare l’elezione presidenziale. “Grazie per esservi battuti con coraggio e determinazione per così tanti mesi, perché stasera ce l’avete fatta, la Francia ce l’ha fatta, ha vinto”, ha detto Macron. “L’Europa e il mondo aspettano che difendiamo lo spirito dell’illuminismo – ha proseguito il neopresidente – si aspettano che ancora una volta la Francia li sorprenda e sia se’ stessa, e’ proprio quello che faremo”. E ha continuato: “Ci aspetta un compito immenso, per dare maggiore moralita’ alla vita pubblica, costruire nuove tutele e protezioni per il mondo che ci circonda”. Macron si è rivolto poi agli elettori di Marine Le Pen: “Chi ha votato Le Pen ha espresso la rabbia, la collera, la delusione e io li rispetto, ma faro’ tutto il possibile perche’ non ci sia piu’ alcuna ragione nei prossimi cinque anni, per votare per l’estremismo”, ha dichiarato. Marine Le Pen ha parlato ai suoi elettori subito dopo i risultati, ammettendo la sconfitta. “Ho telefonato a Macron per congratularmi. Gli ho fatto gli auguri per le immense sfide che si troverà di fronte”, ha detto la leader del Front national. “I francesi hanno scelto la continuità”, ha aggiunto, “per noi è un risultato storico” che “pone il fronte patriottico come prima forza d’opposizione”, ha continuato. In Francia con oltre il 25%, l’astensionismo ha raggiunto un record storico dal 1969. Record assoluto di schede bianche, il 12%. Tra i primi leader europei a congratularsi con Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha salutato l’impegno di Macron “per un’Unione europea unita e aperta al mondo”, come ha riferito il portavoce del governo federale, Steffen Seibert.

“Non solo non sono Macron per le mie ragioni di non fare politica ma perche’ penso che non si debbano importare leadership da fuori: cerchiamo le nostre strade, e’ anche una questione di dignita’ nazionale”. Cosi’ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, nel corso de L’Intervista su Sky Tg24. “Non penso che nessuno debba guardare a Macron, noi dobbiamo trovare il nostro modello di leadership”, ha aggiunto Calenda.