magistrati

“Questa valutazione compete al Csm ma ritengo che la discussione che Albamonte ha avviato merita una riflessione e una particolare attenzione. Ritengo pero’ che ogni intervento esterno alla magistratura, su questo tema, rischi di compromettere il dibattito stesso”. Lo ha detto il guardasigilli Andrea Orlando, parlando a margine del congresso dell’Anm, a proposito dei rischi che i giudici si dedichino sempre piu’ al “carrierismo” cosi’ come ha rilevato il presidente dell’Anm Eugenio Albamonte nel suo intervento. Albamonte aveva anche criticato la ricerca da parte di alcuni magistrati di “sponsorizzazioni”, non solo da parte delle correnti, ma anche da parte della politica, per ottenere incarichi dirigenziali.

“Le parole di Salvini sono fuori dal mondo. Se in grado si difenda nel processo e non si rifugi dietro il mantra del complotto. Se ha elementi li esponga: si costituisca parte civile contro Belsito per il danno che, secondo i magistrati, ha causato. Lo quereli visto che oggi afferma che Salvini era informato, al pari di altri esponenti della Lega, di cosa accadeva”. Lo afferma Ernesto Carbone (Pd). “Si tratta, certamente, di una sentenza di primo grado, ma alle sentenze pur non definitive si risponde con gli argomenti e i fatti, non con proclami stralunati. Alla Lega e’ stata applicata la legge. La stessa procedura e’ adottata anche per gli altri cittadini. In ballo ci sono 48 milioni che sarebbe meglio venissero resi agli italiani. Resta poi aperta la questione politica sollevata da Belsito e, come detto, dalla mancata costituzione di parte civile da parte di Salvini stesso. Nodi sui quali vi e’ solo silenzio e il tentativo di spostare l’attenzione su questioni che nulla hanno a che vedere con il merito della vicenda”, conclude.

Non e’ stato unanime in Anm il voto contrario al rientro sia in Procura che in Tribunale di magistrati che abbiano svolto attivita’ politica. Lo precisa l’ufficio stampa della stessa Anm a proposito dell’intervista rilasciata oggi dal presidente Eugenio Albamonte a Il Messaggero, dove in un passaggio e’ detto invece che c’e’ stata unanimita’ sul parere che esprimeva il no al rientro in attivita’. In realta’ – viene precisato – la componente di Magistratura Indipendente ha espresso voto sfavorevole a quella delibera.

Restino fuori dai tribunali i magistrati che tornano in servizio dopo una esperienza in politica. E’ il parere espresso da Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm in un’intervista al Messaggero. Legnini, che ha partecipato ad un’audizione in Senato, ritiene che nel testo di legge che dovrebbe regolare candidature e rientro in carriera, attualmente in discussione, ci sia “un punto debole”, ovvero “nella disciplina del reingresso in ruolo del magistrato che ha compiuto un’esperienza politica”. Per il vicepresidente del Csm sarebbe necessaria “una norma che impone a chi abbia ricoperto un incarico elettivo o di governo, tanto più se prolungato, di non tornare a fare il magistrato, optando per altre funzioni, quali l’Avvocatura dello Stato, il ministero della Giustizia o altre pubbliche amministrazioni”.

“I magistrati non devono fare politica perche’ non sono capaci. Non siamo abituati a quel modo di operare. Anche Di Pietro, un giorno, mi disse che era pentito”. Lo ha detto Piercamillo Davigo, presidente dell’Anm, intervenendo a ‘Parole di Giustizia’, la kermesse su giustizia, diritti e democrazia in corso alla Spezia, organizzata dal Comune della Spezia e dall’Associazione studi giuridici Giuseppe Borre’. Davigo e’ intervenuto a un dibattito sul tema ‘La giurisprudenza al tempo della crisi: c’e’ un populismo penale?’.La frizione tra politica e magistratura e’ inevitabile. Gli esempi sono tanti, come quando la politica fa norme che non possono essere applicate e poi colpevolizza la giustizia. E’ assurdo pretendere che i magistrati facciano cose e prendano provvedimenti che vanno contro i principi solo per fare un piacere alla politica del momento”. Al problema della sicurezza spesso si risponde con politiche di rassicurazione, ma i soldati nelle strade non servono a niente, il controllo del territorio non si fa mettendo le guardie ma conoscendo quello che avviene sul territorio”. Lo ha detto Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, intervenendo a ‘Parole di Giustizia’, la kermesse su giustizia, diritti e democrazia in corso alla Spezia. “La paura in questo Paese e’ stata deliberatamente alimentata senza che le statistiche avessero dato un contenuto di veridicita’. Mediamente i tg di prima serata dedicano il 45% del loro tempo alle notizie date in maniera allarmistica” ha affermato Davigo.

Il presidente del Senato Pietro Grasso a Bari in occasione del 25esimo anniversario delle morti di Falcone e Borsellino, ha risposto all’invito di incontrare 500 studenti dell’istituto Salvemini per parlare di legalita’ e giustizia. Grasso prima dell’incontro ha parlato del ruolo dei magistrati in politica. “I magistrati – ha detto – hanno il diritto come tutti i cittadini di entrare in politica, ma non devono esserci ombre sul fatto che possano essere di parte nel momento in cui tornano in magistratura”. A proposito di magistratura poi, il presidente del Senato ha voluto ricordare i colleghi Falcone e Borsellino e le loro morti a 25 anni di distanza: “Non ho potuto – ha spiegato – non aderire all’invito dei ragazzi per parlare di quelli che per me sono stati colleghi magistrati ma sono anche persone che hanno lasciato un messaggio di valori e di impegno di un modo di affrontare la vita che puo’ essere di esempio per i giovani”.

“E’ bene confrontarsi con i magistrati sulle questioni di fondo che riguardano la riforma della Giustizia, dalla divisione delle carriere al modo di elezione del Csm alle intercettazioni e anche, visti gli esiti di una serie di processi al modo con cui si fanno le indagini e ne viene data pubblicita’. Il giornalista Mattia Feltri sulla Stampa fornisce un elenco dissacratorio su tutti i politici incriminati con grande rumore mediatico e poi assolti: ne abbiamo contati ben 14 a cui ne aggiungiamo un altro che non e’ nell’elenco e che e’ la De Girolamo. Su questi nodi e’ auspicabile confrontarsi con la magistratura piuttosto che rompere sulla questione delle pensioni dove tutti i torti non ce l’hanno”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione esteri della Camera, di Ncd.

Antonio Di Pietro interviene sulla delicata materia dei magistrati impegnati in politica. L’impegno diretto in politica di magistrati ha, per molti, connotato lo scontro tra due poteri e confermato come il vuoto politico e di credibilità della classe dirigente sia stato in parte colmato da magistrati, forti di una autorevolezza che solo negli ultimi anni hanno perso per le pessime prestazioni offerte nel governo della cosa pubblica da alcuni suoi rappresentanti. Di fatto, nel nostro Paese negli ultimi decenni si é registrato un boom di presenze, in politica, di magistrati. Lo stesso Di Pietro ne é un autorevole esempio. ‘Dico si ai Pm in politica – spiega l’ex ministro Antonio Di Pietro – ma dicano addio alla toga’. Cosi su ‘Il Dubbio’. ‘Io penso che anche un arbitro possa fare il giocatore se sa ben giocare. Ma poi é bene che non torni a fare l’arbitro. Io ho preferito dimettermi e solo dopo due anni e mezzo sono entrato in politica. Farsi aiutare da persone terze e professionalmente qualificate che esistono in magistratura e nelle altre professioni – avvocati, ingegneri, giornalisti, ragionieri – rappresenta un valore aggiunto per l’attività politica che si vuole portare avanti e come tale va rispettato’.