Michele Santoro

Michele Santoro dopo 22 anni torna su Rai3 con M, programma di approfondimento che andra’ in onda da giovedi’ 11 gennaio in prima serata per quattro puntate dalla sede Rai di Torino. Banche, immigrazione, evasione fiscale e Roma Capitale saranno i temi monografici delle quattro puntate. “Rai3 e’ sempre stata la mia casa, solo che bisogna intendersi sul concetto di casa, la casa e’ da dove si parte ma resta sempre quella – ha detto il giornalista – Per fare una cosa seria ci vuole un certo numero di mesi. Io ci voglio riprovare – faccio quello che i TG non fanno, quello che il flusso non mi suggerisce spontaneamente”. Tra i collaboratori di Santoro, ideatore del programma, anche Gianni Dragoni, Walter Molino e Guido Ruotolo. (Immagine: www.michelesantoro.it)

Quella di oggi e’ una Rai che “e’ passata dalla lottizzazione della politica alla lottizzazione dai produttori, dei format che arrivano dall’estero. Magnolia, Fremantle Media, Endemol, agenti come Caschetto o Presta… Mi auguro che ognuno sia al posto proprio: i produttori devono fare i produttori, gli agenti devono fare gli agenti, ma chiedo uno spazio per i giovani, per i produttori indipendenti, perche’ questo e’ servizio pubblico”. E’ frontale l’attacco di Michele Santoro al sistema delle produzioni tv per la Rai, e arriva in occasione della conferenza stampa di presentazione di “M”, il nuovo format sperimentale del giornalista e anchorman-produttore in onda giovedi’ 22 e 29 giugno in prima serata su Rai2. Dove “M” sta per mostro o mistero, e si parlera’ di Hitler. Alla conferenza stampa-fiume e’ intervenuta anche il direttore di Rai2, Ilaria Dallatana, con il capostruttura Stefano Rizzelli. Santoro ha sottolineato che la Rai dovrebbe destinare agli indipendenti il 30% delle risorse per le produzioni, “da loro nasceranno le proposte nuove”, rilevando che “abbiamo bisogno di una grande Rai, siamo sommersi dalle produzioni internazionali e se rinunciamo all’unico soggetto che grazie al canone puo’ favorire la produzione degli indipendenti, dei giovani, allora si puo’ dire che si sparisce…”.

Sarà trasmesso venerdì 2 giugno su Rai2 ‘C’e’ qualcuno’, il lavoro di Michele Santoro sulla tragedia all’Hotel Rigopiano che il 18 gennaio scorso e’ costata la vita a 29 persone. I familiari delle vittime hanno dato il via libera alla messa in onda del programma. Riuniti nel comitato presieduto da Gianluca Tanda, i familiari delle persone decedute in seguito alla valanga che ha travolto l’albergo, nel Pescarese, durante l’ondata di maltempo che coincise con il terremoto, la settimana scorsa avevano inviato una lettera di diffida alla Rai, tramite l’avvocato Romola Reboa, protestando per non essere stati coinvolti nella visione di immagini inedite riguardanti i loro parenti. La Rai quindi ha organizzato un’anteprima per i familiari delle vittime, che si e’ tenuta alla presenza di esponenti del comitato, dei loro legali e dello stesso Santoro, al termine della quale è arrivato il benestare alla messa in onda del programma. “E’ stato un pomeriggio pieno di emozioni – hanno fatto sapere i familiari delle vittime, come riporta l’Ansa – al termine della visione la maggioranza delle persone ha ritenuto giusto che il filmato vada in onda, con la richiesta che ad esso segua un’inchiesta giornalistica finalizzata a ricercare antefatti e responsabilita’”.

Esce al cinema il 6 e il 7 dicembre il film documentario di Michele Santoro Robinù, distribuito da Videa e applaudito alla Mostra del cinema di Venezia. Il film si basa sui veri volti dei baby-boss della camorra e dei loro familiari attraverso un racconto diretto e senza mediazione. Sono ragazzi che hanno evaso l’obbligo scolastico, non parlano italiano e presentano già i segni devastanti della droga in una società forse indifferente e che si definisce “normale”.

Non entra direttamente nelle polemiche sulla nuova gestione manageriale della Rai, con cui ha avuto anche conflitti e contenziosi. Ma Michele Santoro insiste sui contenuti e sulla linea editoriale. Il documentario “dovrebbe essere al primo posto nel contratto di servizio”, ha detto Michele Santoro durante la conferenza stampa di Robinù, il film inchiesta sui baby camorristi. “Il nuovo gruppo dirigente Rai – ha proseguito Santoro – è sensibile, attento e colto ma è come se fosse piegato ad una logica della rappresentazione del reale ordinata, pedagogica, ispirata ai buoni sentimenti, bisogna invece fare un atto coraggioso, una scelta politica di rappresentare la realtà disordinata come è”. Santoro si è augurato anche più attenzione alle giovani leve del cinema e della televisione, “che fanno una fatica incredibile”. Santoro spiega di sentire “la mancanza di un editore come la Rai non presente con sufficiente forza nel campo del realismo puro e integrale come quello che presentiamo noi a Venezia”.