Norcia

“Il 24 agosto abbiamo fatto la scelta di trovare soluzioni abitative di livello e nei territori questo sconta alcune lungaggini, come la necessita’ di stabilire il fabbisogno, trovare aree idonee per l’urbanizzazione e una grande quantita’ di sopralluoghi”. Lo ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, ieri a Norcia. “Dal 24 agosto in tutta l’area terremotata – ha spiegato – ne sono stati fatti 116mila a fronte di circa 170mila richieste; mentre per il terremoto dell’Aquila i sopralluoghi erano stati 75mila e per il sisma in Emilia circa 40mila”. Commentando la visita del premier Gentiloni nella cittadina terremotata, Curcio ha osservato che “il presidente Gentiloni e’ una presenza costante anche quando non e’ presente sul territorio e questo e’ un segno tangibile di quanto la politica sia attenta alla nostra problematica”.

E’ considerato “un vero e proprio sciacallaggio” nei confronti di aziende della Valnerina colpite dal terremoto quello legato ad alcuni messaggi via social network e Whatsapp secondo Giovanni Agerato di Confartigianato Umbria. Lo ha detto al Gr3, giornale radio Rai. “Purtroppo via social network ma anche via whatsApp – ha sostenuto Agerato – stanno girando dei messaggi con degli elenchi delle aziende per acquistare prodotti che provengono soprattutto dalla zona di Norcia e dintorni. Un vero e proprio sciacallaggio nei confronti di aziende che magari hanno anche grandi problemi: a volte succede anche che i nomi delle aziende siano veri; il problema e’ che le aziende non sanno di far parte di questa lista. Per quanto riguarda le prime scosse di terremoto quelle che hanno interessato le zone di Amatrice non si era notato questo problema. Invece adesso con le repliche di Norcia si sta verificando”. Secondo Agerato per arginare il problema “e’ importate fare una sorta di cabina di regia con il Comune, la Camera di commercio con le associazioni di categoria”. “L’importante – ha aggiunto – e’ rivolgersi, per quanto riguarda Norcia e’ stato costituito un consorzio di produttori, a canali ufficiali”.

Chi è Brunello Cucinelli? Soltanto un vero imprenditore. Non uno di quelli senza scrupoli e senza regole che si arricchiscono e basta, ma uno di quelli che contribuiscono alla ricchezza del territorio in cui operano. Un imprenditore illuminato, alla Adriano Olivetti, capace di fare profitti ma soprattutto di incidere sul benessere, sulla crescita e sullo sviluppo di una comunità. Nato 63 anni fa a Castel Rigone, in provincia di Perugia da una famiglia contadina, geometra, oggi è re del cachemire e azionista al 57% dell’azienda omonima, quotata in Borsa. Un miliardario che si è fatto da solo, appassionato di arte, cultura e innamorato del suo territorio e dei suoi dipendenti. Ha finanziato opere, ristrutturazioni, restauri, ha creato soluzioni ottimali per i suoi lavoratori e finanziato progetti e lavori di recupero architettonico. Il suo obiettivo è sempre stato quello di una ‘impresa umanistica’, che ponga l’uomo al centro. Cucinelli quindi, espressione di quel capitalismo etico, dal volto umano, sensibile alla bellezza del paesaggio e alla dignità dell’uomo. E tutto ciò lo ha realizzato in Italia, un Paese tristemente noto per i suoi furbetti, del cartellino e del quartierino, famigerato, a causa di molti suoi imprenditori che, senza la politica e le risorse pubbliche, sanno fare ben poco. Ecco, oggi questo signore perugino dimostra che si può fare impresa senza bussare alle porte dei Ministeri, senza bustarelle e corruzione, senza spinte e aiuti ad personam. Ora Cucinelli, nella sua Umbria martoriata dal sisma, contribuirà ancora una volta alla ricostruzione del monastero benedettino di Norcia, distrutto dalle scosse di terremoto perché, come dice lui stesso ‘non dobbiamo perdere la speranza, ma convincere gli esseri umani a non andarsene da questi luoghi. Fare profitto con dignità non è solo una possibilità, sarà una necessità. Il lusso non è per tutti, ma tutti hanno diritto alla dignità’. Chapeau