Padoan

Rispetto al “consenso che in questi ultimi anni in Europa abbiamo visto venir meno, con rischi di instabilita’ politica”, la “migliore risposta possibile e’ dimostrare che l’Ue e’ in grado e vuole essere la soluzione e non il problema per i cittadini europei”. Cosi’ il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel suo intervento al foro italo-spagnolo. L’Unione europea si trova in una congiuntura a dir poco problematica, alle prese con il dramma epocale delle migrazioni, con il consolidarsi dei populismi e con un euroscetticismo che non accenna a placarsi.

“La logica del declino si puo’ e si deve rovesciare”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenendo al convegno organizzato a Chieti su ‘Silvio Spaventa: l’Abruzzo che pensa Italia’. In riferimento all’opera di Spaventa che nel 1876 ha elaborato il progetto di legge per la nazionalizzazione della rete ferroviaria, Padoan ha sottolineato che “la visione va tradotta in misure concrete”. E ha fatto due esempi dell’attivita’ dell’attuale governo. “L’introduzione del reddito di inclusione per la lotta alla poverta’ che e’ un fatto tecnicamente storico e l’approccio del benessere economico-sociale, il Bes”. Il ministro dell’Economia ha sottolineato che non bastano solo le buone idee ma queste vanno tradotte “in cose concrete altrimenti a cosa serve la politica?”.

“Il ministro Padoan ha ammesso che le risorse per la prossima Legge di Bilancio 2018 saranno ‘molto limitate’. Siamo lieti di leggere che il ministro sembra finalmente riconoscere lo stato di calamita’ nel quale versa il bilancio dello Stato, dopo che per anni e’ andato avanti ad illudere gli italiani facendo credere che i soldi per finanziare la lista delle promesse scritte nel Documento di Finanza Pubblica cadessero come la manna dal cielo. Noi correggiamo il ministro Padoan dicendo che le risorse a disposizione non sono ‘molto limitate’ ma non ci sono proprio”. Cosi’ il capogruppo Fi Renato Brunetta. “Per eliminare le clausole di salvaguardia sull’aumento delle aliquote Iva – scrive – mantenere tutte le promesse sul taglio del cuneo fiscale, il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, riempire i buchi di bilancio creatisi nel 2017 per via del fallimento delle misure di contrasto all’evasione fiscale, voluntary disclosure in primis, e delle mancate privatizzazioni (5 miliardi di euro solo nel 2017), nonche’ sostenere le spese militari per le quali siamo gia’ impegnati, occorrerebbe infatti una manovra da 35-40 miliardi di euro. Soldi di cui il Tesoro non dispone nella maniera piu’ assoluta. Cosi’, il nostro ministro Padoan chiedera’ di nuovo al commissario Moscovici l’ennesimo sconto sul deficit che questa volta pero’ difficilmente gli verra’ concesso”.

“Il debito si è stabilizzato e comincerà a scendere proprio grazie alla crescita superiore al previsto”. E’ il commento del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sulle nuove previsioni al rialzo del Pil elaborate da Bankitalia, che indicano per il 2017 una crescita dell’1,4% .
“Continueremo con le misure che hanno sostenuto gli investimenti: agevolazioni fiscali e per l’innovazione”, ha detto Padoan. Intanto martedì 18 luglio, alle 15, il ministro sarà in commissione Finanze del Senato per l’audizione sul ‘pacchetto bancario’.

Nel panorama bancario odierno “non ci sono altri focolai” che facciano pensare a nuove crisi. Lo ha assicurato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ai microfoni del Gr1 di Radio Rai. “Con le misure introdotte per Mps – ha spiegato – abbiamo rimesso in carreggiata” l’istituto e “le venete saranno assorbite da Intesa, che non ha problemi di credibilità. Alle altre banche chiediamo di accelerare il credito all’economia e di liberarsi dalle sofferenze. Il problema sul fronte dei flussi migratori “è quello di avere un atteggiamento uniforme da parte di tutta la Ue. L’Italia sta facendo di più. Di sicuro non ci porremo problemi sui limiti delle risorse” che verranno impiegate.

“Oggi la politica europea puo’ fornire la risposta migliore contro i populismi, che sono ancora vivi e forti”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenendo al Women’s Forum a Villa Medici.”E’ possibile vincere le elezioni con un messaggio europeo, come ha dimostrato Macron”, ha aggiunto il ministro. Per Padoan l’Europa deve fornire una serie di risposte ai propri cittadini su beni di utilita’ pubblica come sicurezza, migrazioni, occupazione, crescita.

“Non siamo piu’ in recessione, l’Italia cresce da fine 2014 dopo anni di recessione importante che ha portato via il 10% di Pil e ha lasciato ferite strutturali. Le previsioni di crescita sono incoraggianti e migliori, a sentire il Fmi. Bisogna camminare su quello che io chiamo il sentiero stretto in cui bisogna evitare di aumentare il debito e allo stesso tempo non soffocare la crescita, intonazione politica economica deve tener conto di queste due cose, ma deve essere anche in stretto collegamento con le riforme strutturali”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a Repubblica delle Idee, a Bologna.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, insieme ai ministri delle finanze di Francia, Spagna e Portogallo, ha inviato una lettera alla Commissione europea sottolineando la necessita’ che la politica di bilancio tenga conto della bassa crescita nominale, dell’incertezza di stima del deficit strutturale, degli effetti della crisi sul mercato del lavoro, dei rischi indotti da attitudini protezionistiche su crescita e occupazione sul breve-medio termine. La lettera e’ stata indirizzata al Vice Presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis e al Commissario europeo agli Affari Economici e Monetari, Pierre Moscovici. I ministri si dicono fiduciosi che la Commissione terra’ conto degli elementi indicati nella valutazione dei bilanci degli Stati membri e nelle imminenti country specific recommandation. La missiva comincia cosi’: “Poiche’ la prospettiva economica dimostra che la ripresa, seppur modesta sta continuando, e’ il momento opportuno per le economie europee di concentrarsi sulle loro traiettorie vero l’Obiettivo di medio termine”.

La manovra e’ “resa opportuna da un quadro di fattori convergenti che accentuano la percezione di un rischio Italia testimoniato peraltro da alcune valutazioni peggiorative delle Agenzie di rating, dall’avvicinamento del termine della politica monetaria espansiva della Bce, l’approssimarsi della fine della legislatura e il debito elevato”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso di una audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite alla Camera sulla manovra correttiva. Il ministro ricorda che “la correzione e’ molto contenuta” e rappresenta “un passaggio organico della politica economica del governo in continuita’ con il precedente”.

‘Se accelerassimo la contrazione del deficit oltre il ragionevole rischieremmo di colpire la ripresa”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, impegnate nell’esame del Def. ”Occorre un aggiustamento di bilancio graduale” che si ottiene attraverso una ”politica economica equilibrata”. L’Italia deve tener conto, nel percorrere un ”sentiero stretto”, della ”direzione di marcia verso il risanamento dei conti e della velocità di marcia, che deve essere adeguata alla capacità di sostenere la ripresa”.