Padoan

“Un incontro molto positivo e costruttivo, l’Italia ha beneficiato di molta flessibilita’ compresa quella per le catastrofi naturali, so che la situazione e’ ancora oggi drammatica con questo hotel distrutto dalle valanghe, ma l’Italia deve anche conformarsi alle regole comuni e noi lavoriamo per trovare delle soluzioni. La regola del debito va rispettata, perche’ e’ il criterio determinante e ho fiducia che arriveremo a delle soluzioni comuni”. Cosi’ il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, in un’intervista al Gr3 Rai. “Il fine della Commissione non e’ mai quello di mettere in difficolta’, ma sempre quello di trovare soluzioni comuni tramite il dialogo, un metodo sempre piu’ efficace della minaccia. Lo spirito del nostro dialogo – ha aggiunto – e’ assolutamente di questa natura, costruttivo, amichevole, sulla via di un buon accordo per ciascuna delle parti, nella conformita’ alle regole e nell’interesse della zona euro”. Moscovici ha poi concluso: “non abbiamo parlato delle misure cui sta pensando il governo italiano: con il mio collega Dombrovskis abbiamo scritto una lettera al ministro Padoan, sta a lui ora rispondere, ma in realta’ siamo in contatto costante, ci siamo visti tante volte nell’ultimo anno, ed e’ per me un piacere”.

Via libera della commissione Bilancio della Camera – col voto contrario del M5s – al relatore Giampaolo Galli sulla richiesta del Governo di aumentare l’indebitamento di 20 miliardi per interventi a sostegno del sistema bancario in caso di necessità. Il voto è previsto oggi in aula. “Il sistema bancario italiano non e’ nel suo complesso sull’orlo del baratro”, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione presso le commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato a spiegare le ragioni della richiesta dei 20 miliardi. “Ci sono alcuni elementi di crisi, che hanno soluzioni di mercato, ma che potrebbero richiedere un intervento precauzionale da parte del pubblico”, ha aggiunto il ministro.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parlando al Tg2 del giudizio dell’Ue sulla manovra ha dichiarato: “Sono fiducioso che non ci sarà un problema di aggiustamento in futuro”. Padoan ha detto che la Commissione “riconosce molti spazi per migranti e ricostruzione post-terremoto”. Ha aggiunto il ministro: “Ci dice che siamo sotto osservazione, ma io sono fiducioso”. Intanto, per il raggiungimento degli obiettivi di politica fiscale Padoan creerà un tavolo permanente tra diversi Enti che presiederà, assicurando allo stesso tempo l’autonomia. La novità, come riporta l’Ansa, è contenuta nell’atto di indirizzo sul fisco per gli anni 2017-2019 appena firmato dal ministro. Si punta anche alla “riduzione dell’invasività dei controlli” nei confronti dei contribuenti “a basso rischio”.

Sale la tensione tra il governo italiano e Bruxelles. All’origine dello scontro, la politica di austerity e i parametri sui vincoli di spesa, e cosi il confronto con l’Europa sulla manovra italiana torna di nuovo ai massimi livelli politici, con un duro botta e risposta tra il presidente della Commissione Ue Juncker e il premier Renzi a segnalare una distanza di vedute ancora molto marcata. Juncker se la prende con il Governo che accusa “a torto” la Commissione di reiterare l’austerità del passato. Accusa che non lo tocca: “in realtà me ne frego” delle accuse sulla continuazione delle politiche di austerity, commenta il presidente. Renzi invece ribadisce che i soldi per l’edilizia scolastica “li mettiamo fuori dal patto di stabilità, vogliano o meno i funzionari di Bruxelles”. Nel mezzo, il commissario Moscovici  e il ministro dell’economia Padoan che tentano, in un ennesimo bilaterale dopo l’Eurogruppo, di avvicinare le posizioni prima del giudizio europeo sulla stabilità 2017 in arrivo la prossima settimana. Juncker è infastidito dalle critiche che continua a ricevere da parte italiana, nonostante l’aiuto ottenuto sulla flessibilità: “L’Italia non smette di attaccare la Commissione a torto e questo non produrrà i risultati previsti”, ha detto parlando ai sindacati europei. L’Italia, prosegue, “non può più dire, e se lo si vuole dire lo si può fare ma in realtà me ne frego, che le politiche di austerità sarebbero state continuate da questa Commissione come erano state messe in atto in precedenza”.

Chiarire entro giovedi’ prossimo a quanto ammontano le “spese eccezionali” per migranti e terremoto inserite nel documento programmatico di bilancio e, in particolare, perche’ le cifre sul deficit nominale e strutturale contenute nel Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) si scostano in modo cosi’ “sostanziale” dagli impegni presi la scorsa primavera. Queste le principali richieste avanzate dalla Commissione europea all’Italia nella lettera che i commissari per l’euro e gli affari economici, Valdis Domrovskis e Pierre Moscovici hanno inviato oggi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan proprio mentre il premier Matteo Renzi minacciava il veto al bilancio Ue se dall’Europa non arrivera’ un aiuto concreto per affrontare l’emergenza migranti. Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che ?il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017? e’ ?negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o piu’ raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessita’ di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali e’ stata riconosciuta una flessibilita’ addizionale per il 2016?. Nel testo della lettera non si fanno cifre sul disavanzo programmato per quest’anno, ma il riferimento di Bruxelles e’ al target dell’1,8% indicato per il deficit nominale lo scorso maggio e ora salito al 2,3% nel Bdp. Oltre all’Italia, lettere con richieste di chiarimenti sono state inviate dai commissari europei ad altri sei Paesi – Belgio, Cipro, Spagna, Portogallo, Finlandia e Lituania – per i quali e’ stato ritenuto necessario acquisire maggiori informazioni prima di procedere a una valutazione complessiva del rispetto, da parte delle manovre sotto esame, delle regole previste dal Patto di stabilita’ e dell’obiettivo di bilancio a medio termine. La Commissione Ue ?intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale? del Dbp, scrivono in chiusura della lettera Dombrovskis e Moscovici e ?i nostri servizi sono pronti a fornire assistenza? nel corso del processo di valutazione in atto. La comunicazione ricevuta da Bruxelles e’ ?assolutamente normale?, e’ stato la prima reazione di Padoan, secondo il quale ?la manovra sara’ mantenuta?. Anche perche’, ha spiegato durante la registrazione del programma “Politics”, senza le spese per terremoti e migranti ?il nostro deficit sarebbe meno del 2%, una cifra bassissima?. Dal canto suo il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, ha paventato la possibilita’ di qualche limitata correzione. ?Piccoli ritocchi possono essere sempre possibili – ha detto – grandi stravolgimenti no?. Un invito a non drammatizzare la dialettica in corso tra Roma e Bruxelles e’ stato lanciato anche dal presidente del gruppo dei socialdemocratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, secondo il quale si sta facendo ?molto clamore per poco. Sono sicuro – ha aggiunto – che alla fine si trovera’ un accordo’

Il ministro dell’Economia Padoan replica alle accuse lanciate al governo sul carattere strumentale della manovra di bilancio. Per molti si tratterebbe di provvedimenti legati alla campagna del SI, per il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. La legge di bilancio “non è uno spot elettorale. E’ qualcosa che fa bene alla crescita del Paese e fa bene al welfare generalizzato degli italiani”. Cosi oggi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in un’intervista a ‘UnoMattina’, su Rai 1, sottolineando che i tempi di presentazione della legge di bilancio sono in linea con quelli fissati dall’Unione europea, noti ben prima di quando è stata fissata la data del referendum.

Mario Draghi difende la politica monetaria della Bce. ”Offre l’impeto necessario alla ripresa per rafforzarsi e all’inflazione per tornare gradualmente a livelli in linea con il nostro mandato”. E assicura: la Bce usera’ tutti gli strumenti a suo disposizione ”se necessario”. Nel discorso depositato all’Imfc, il braccio esecutivo del Fmi, Draghi ribadisce che il quantitative easing andra’ avanti fino alla fine di marzo 2017 e oltre se lo riterra’ opportuno. Parole che sembrano spazzare via definitivamente le indiscrezioni su un possibile avvio, all’interno del consiglio direttivo della Bce, delle discussioni sul tapering. E il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, conferma ulteriormente le dichiarazioni di Draghi. “Non ne abbiamo mai parlato”, “ne’ ufficialmente ne’ informalmente” ”La ripresa dell’area euro continua a velocita’ moderata” spiega Draghi, mettendo in evidenza come ”le informazioni” disponibili indicano che sia resistente alle incertezze politiche ed economiche”. Da qui l’esigenza di continuare a sostenere la ripresa, ma anche di spingere i governi ad approfittare della politica monetaria accomodante, che offre ”una finestra unica di opportunita”’, per portare avanti le riforme strutturali. Definisce la ripresa europea non soddisfacente il Fmi che, comunque, promuove l’operato della Bce. L’Eurotower ha ”spazio per fare di piu’ se necessario” aggiunge l’istituto di Washington, offrendo cosi’ una spalla alla Bce contro le critiche dei falchi. Il Fmi poi esorta l’area euro ad agire sui crediti deteriorati che vanno ridotti. ”La posizione delle banche si e’ rafforzata” afferma Draghi, ammettendo pero’ che resta la ”sfida della redditivita”’, sulla quale pesa il debole contesto economico, con i bassi tassi di interesse e la curva dei rendimenti piatta che si fa sentire soprattutto sulle banche che dipendono dalla trasformazione delle scadenze. ”In risposta a fattori strutturali le banche hanno bisogno di adattare il proprio modello di business” incalza Draghi, facendo eco all’esortazione giunta proprio dal Fmi nei giorni scorsi. Il Fmi, schierandosi con la Bce, ha invitato le banche a profonde riforme e a non scaricare tutte le responsabilita’ della scarsa redditivita’ sui tassi bassi. Convinto della necessita’ di un cambiamento nel settore bancario europeo anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. L’industria dovrebbe consolidarsi e cambiare il proprio modello di business”.

Renzi e Padoan difendono i conti del Documento di economia e finanza (Def), dopo le perplessità sollevate da Bankitalia, Ufficio parlamentare di Bilancio e Corte dei Conti sulla previsione del governo della crescita del Pil dell’1% prevista per il 2017, di cui si è discusso nelle audizioni delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Come sempre – sottolinea il presidente del Consiglio – a ottobre gli esperti ci dicono che le nostre misure non hanno copertura e i numeri non tornano”. E aggiunge: “Essendo previsioni glielo dico tra un anno chi ha ragione”. E spiega le sue ragioni su Facebook: “Abbiamo sempre trovato le coperture, smentendo le previsioni negative: continueremo a farlo. Ma mentre gli esperti discutono io oggi vado ad incontrare chi il Pil lo produce non chi lo analizza: visiterò una decina di aziende piccole e grandi della provincia di Treviso: dalle realtà artigianali fino a multinazionali. Per me è doveroso che il presidente del consiglio sia accanto a chi ogni mattina rischia e lotta per creare posti di lavoro”. Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il traguardo è “ambizioso”, ma “realizzabile”. Intanto anche il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto, al ribasso, i numeri indicati da Roma, ritoccando la crescita (+0,8% nel 2016 e +0,9% nel 2017) e il peso del debito pubblico che salirà nei prossimi due anni al 133,2% e al 133,4% (Le previsioni dell’Italia sono del 132,8% nel 2016 e 132,5% nel 2017).

“So che sui mercati internazionali si è creata un’aspettativa da fine mondo, e questo ovviamente è un problema. Ma si diceva la stessa cosa all’alba della Brexit, e invece i mercati hanno riassorbito lo choc rapidamente. La cosa che mi preoccupa di più è un’altra: il processo di riforme innescato da questo governo si interromperebbe per chissà quanto. Se c’è una cosa che rivendico di questi due anni e mezzo di governo, è il suo segno riformista. L’Italia perderebbe un treno che potrebbe non ripassare”. Lo afferma il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in una intervista alla Stampa. E sostiene così le ragioni del Sì: “Perché sarebbe un enorme passo avanti per il Paese, perché migliorerebbe il funzionamento delle istituzioni, il processo legislativo e i rapporti fra Stato e Regioni”. E sulla possibilità che, in caso di vittoria del no e di dimissioni di Renzi, lui possa prenderne il posto commenta: “Le ‘preferenze’ non mi interessano, non sono un politico. Non sussiste neanche come ipotesi”.

“Consolidamento di bilancio” e anche “risorse mirate e selettive per la crescita” con norme che “hanno gia’ funzionato come il superammortamento”. A dirlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervistato dal Gr1 Rai riguardo alla prossima legge di bilancio. Sul Def il ministro ricorda che per quanto riguarda le spese per i migranti “la pressione sul bilancio continua perche’ il fenomeno non si arresta e sulle conseguenze del sisma le cifre precise non sono state chiarite. Per questo abbiamo chiesto – ribadisce – un eventuale 0,4 di estensione del deficit, margine entro il quale ricomprendere le spese necessarie”.