Pietro Grasso

Il presidente del Senato Pietro Grasso a Bari in occasione del 25esimo anniversario delle morti di Falcone e Borsellino, ha risposto all’invito di incontrare 500 studenti dell’istituto Salvemini per parlare di legalita’ e giustizia. Grasso prima dell’incontro ha parlato del ruolo dei magistrati in politica. “I magistrati – ha detto – hanno il diritto come tutti i cittadini di entrare in politica, ma non devono esserci ombre sul fatto che possano essere di parte nel momento in cui tornano in magistratura”. A proposito di magistratura poi, il presidente del Senato ha voluto ricordare i colleghi Falcone e Borsellino e le loro morti a 25 anni di distanza: “Non ho potuto – ha spiegato – non aderire all’invito dei ragazzi per parlare di quelli che per me sono stati colleghi magistrati ma sono anche persone che hanno lasciato un messaggio di valori e di impegno di un modo di affrontare la vita che puo’ essere di esempio per i giovani”.

“Era il 19 marzo 2002 quando il Professor Biagi tornava, come d’abitudine, in bicicletta a casa nella sua Bologna. Quella sera ad attenderlo c’era un commando di terroristi delle Nuove Brigate Rosse che lo uccise. Fu cosi’ bruscamente messa la parola fine all’esistenza di un uomo che era ancora giovane e nel pieno della sua vita e, anche, all’impegno di un brillante studioso, stimato ben oltre i confini nazionali”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, al convegno ‘Un welfare della persona per completare il processo riformatore di Marco Biagi a 15 anni dalla sua scomparsa’. Ha continuato Grasso: “Sono stati anni di dolore per i familiari, i colleghi, gli amici, gli studenti; di processi che si sono protratti fino al terzo grado di giudizio e che hanno individuato e condannato i responsabili di quell’efferato omicidio; sono stati anche anni nei quali gli studi, le idee e le proposte del professore hanno continuato a influenzare il dibattito sul welfare e sul mercato del lavoro”.

“Il presidente del Senato della Repubblica gia’ procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, e’ un personaggio autorevolissimo e di riconosciute capacita’ organizzative. La Regione Siciliana ha bisogno di essere guidata da chi e’ lontano dalla logica dei partiti e che, quindi, possa garantire agli elettori la qualita’ del servizio. In questa direzione, auspico la possibile candidatura di Pietro Grasso a Palazzo d’Orleans. Con lui tanti professionisti mi hanno dato la disponibilita’ a scendere in campo al suo fianco, sostenendolo e garantendo onesta’ e competenze alla sua lista”. Lo dice il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi. “Abbiamo bisogno di uno scatto d’orgoglio e di rimboccarci le maniche. Grasso, affiancato da un team di alto livello, puo’ essere la risposta giusta per salvare la Sicilia dal baratro”, ci sarebbe “l’appoggio di 34 associazioni”.

“A proposito dell’eguaglianza e del lavoro come valori fondanti della vita sociale, vorrei ricordare la norma forse piu’ importante della Costituzione italiana che afferma che tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, ma non si ferma qui e aggiunge che e’ compito delle istituzioni agire per rimuovere tutti gli ostacoli economici e sociali che di fatto limitano quella liberta’ e quell’eguaglianza e che in concreto impediscono a ciascuno di conseguire le proprie aspirazioni, di sviluppare le proprie potenzialita’ e di partecipare alla vita politica e sociale”. Lo dice il presidente del Senato, Pietro Grasso, alla cerimonia di apertura dell’incontro internazionale ‘Zero Hackathon. Prima maratona di idee per un futuro sostenibile’. “A settembre dell’anno scorso – racconta Grasso – ero a New York con i presidenti dei parlamenti di tutto il mondo quando sono stati adottati gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che vanno dalla pace, giustizia e rafforzamento istituzionale all’eradicazione della fame e della poverta’, dall’uso sostenibile delle risorse alla riduzione delle diseguaglianze alla qualita’ dell’educazione e del lavoro. Io credo che gli obiettivi possano ridursi a tre grandi priorita’: il lavoro e lo sviluppo economico, la sostenibilita’ ambientale e l’inclusione sociale”. Grasso usa le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2016: “senza un’azione concertata- cita Grasso- milioni di persone rischiano di cadere in uno stato di poverta’ e indigenza, minacciando di rendere vane acquisizioni fin qui raggiunte a caro prezzo”.

“Non vi lasceremo soli, non vi preoccupate – dice il capo dello Stato ad alcuni dei quasi 100 ospiti del campo della Protezione civile -. Faremo tutto il possibile per starvi vicino”. Prima dei funerali delle vittime marchigiane ad Ascoli Piceno, Mattarella arriva in elicottero ad Amatrice e cammina per la citta’ martire del sisma, poi ad Accumoli, poco distante, epicentro del disastro. “l’Italia e’ con voi” e’ il messaggio. Il presidente del Senato Pietro Grasso. “Porto un messaggio di speranza e di fiducia: La ricostruzione dovra’ permettere a tutti di continuare a vivere qui, di riacquistare i propri beni e le proprie radici”. Grasso parla anche di “prevenzione”, della necessita’ di costruire edifici antisismici e di indagare su quelli che non avrebbero dovuto crollare e invece si sono sbriciolati. Per dare “un significato a queste vittime e fare in modo che non succeda mai piu'”.

Alcide De Gasperi fu “straordinario interprete di una politica intesa come la ‘piu’ alta forma di carita’ al servizio della cosa pubblica e dei cittadini, della verita’ e della giustizia. Fu uno degli ideatori e pionieri dell’Europa unita, che contribui’ a realizzare facendo dell’Italia uno dei Paesi fondatori di quell’idea”. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso, nel messaggio inviato al Centro Studi sociali ‘De Gasperi’ di Pesaro, nel 62mo anniversario della scomparsa dell’ex presidente del Consiglio (19 agosto 1954). ”Sostenitore della pace nella sicurezza – continua Grasso -, quella per l’integrazione europea e’ stata la battaglia che piu’ ha segnato l’impegno politico del grande statista, il quale aveva compreso che l’apertura verso la cooperazione internazionale era un compito fondamentale della nuova classe dirigente italiana”.

“Ventiquattro anni. Se penso a Paolo, al suo umorismo e alla sua brillante intelligenza, il tempo trascorso da quel terribile pomeriggio di luglio si riduce ad un istante” Lo scrive il presidente del Senato Pietro Graso sulla sua pagina facebook in occasione dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino e la sua scorta. “Ho avuto il privilegio di collaborare con lui e di fare tesoro delle sue intuizioni investigative. Ho avuto, soprattutto, la possibilità di conoscere l’uomo dietro la toga, di godere della sua straordinaria umanità. Paolo era estroverso, amava la semplicità delle cose a dispetto delle difficoltà di una vita professionale fatta di ostacoli insormontabili, amare rinunce, indicibili calunnie. Umanamente e professionalmente mi ha insegnato tantissimo. Sapeva sempre trovare la forza e le ragioni per continuare nel proprio lavoro, anche quando i rischi connessi alla professione avevano lasciato spazio alla certezza che presto sarebbe stato ucciso. Il ricordo della sua inesauribile tenacia mi conforta quando la mente si concentra sui pezzi di verità che mancano per ricomporre la storia dietro la stagione delle stragi: ventiquattro anni diventano improvvisamente un tempo lunghissimo e doloroso, un fardello insopportabile che scuote la coscienza di tutti i cittadini che hanno a cuore il presente e il futuro del nostro Paese”. “Le vittime innocenti della mafia, gli uomini e le donne delle forze dell’ordine caduti, le persone che facevano il tifo per Giovanni e Paolo ai tempi del maxiprocesso e che non hanno smesso di impegnarsi per la legalità chiedono a gran voce che sia fatta giustizia. Lo dobbiamo a ciascuno di loro – conclude -, a noi stessi, alla memoria di Paolo e di chi ha perso la vita onorando il rischioso compito di proteggerlo: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Fabio Li Muli”.

“Avrebbe potuto chiarire tanti misteri ma li porta tutti nella tomba”. Così il presidente del Senato Piero Grasso, intervistato dalla trasmissione ‘Radio Anch’io’, su Rai-Radio 1. “Provenzano è stato al vertice delle più segrete trame del nostro tempo, al centro di un sistema fatto di profitti illegali e collusione con intero sistema politico, siciliano e nazionale. Era diventato il mito dell’invincibilità della mafia e noi catturandolo abbiamo infranto quel mito. Non è un caso che dopo l’arresto i giovani corleonesi si sono mossi, aderendo alle cooperative di gestione dei terreni confiscati alla mafia”.

E’ morto il boss corleonese Bernardo Provenzano. Ottantatré anni, era malato di cancro da tempo e detenuto col regime di 41 bis nell’ospedale San Paolo di Milano, reparto di medicina penitenziaria. La salma e’ stata trasportata all’Istituto di medicina legale per l’autopsia. Indicato come il capo di Cosa nostra, venne arrestato l’11 aprile del 2006 in una masseria di Corleone dopo una latitanza durata 43 anni. Tutti i processi in cui era ancora imputato, tra cui quello sulla trattativa Stato-mafia, erano sospesi perché il boss, secondo più perizie mediche, era ritenuto incapace di partecipare. Per le sue condizioni di salute, l’avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio, aveva chiesto da anni, ma senza successo, la revoca del regime carcerario duro e la sospensione dell’esecuzione della pena. Il giudice di sorveglianza di Milano 2 giorni fa aveva detto no alla scarcerazione del boss poiché “trovandosi in condizioni di assoluta debolezza fisica”, sarebbe potuto andare incontro ad “eventuali ‘rappresaglie’ connesse al suo percorso criminale. La Corte europea dei diritti umani intanto ha avviato l’esame del ricorso che i familiari di Provenzano, avevano depositato nel 2013 sostenendo che la sua detenzione era incompatibile con il suo stato di salute. “La morte di Bernardo Provenzano e’ una liberazione. Oggi si celebra il nostro 25 aprile”, ha detto sindaco di Corleone Lea Savona, per la quale la sua presenza era rimasta “ingombrante”, nonostante fosse in carcere da parecchi anni2. Bernardo Provenzano, era chiamato ‘Binnu u tratturi’ (“Bernardo il trattore”), per la violenza con cui falciava i nemici. Ma anche il ‘ragioniere’ per la sua attenzione a fare i conti. Si legò a Luciano Liggio che lo affiliò alla mafia. Partecipò alla ‘strage di viale Lazio’ a Palermo per punire il boss Michele Cavataio e Nei primi anni Ottanta, con la collaborazione del boss Totò Riina, scatenò la cosiddetta ‘seconda guerra di mafia’, per eliminare i mafiosi rivali. A far scattare il suo arresto nel 2006 non furono tanto i “pizzini”, foglietti di carta con cui mandava ai collaboratori ordini codificati, ma il braccio che raccolse un pacco di biancheria pulita attraverso la porta della masseria in cui si trovava. Su quel pacco, uscito dalla casa della moglie di Provenzano, a pochi chilometri dalla masseria, i poliziotti avevano messo gli occhi e lì finì la latitanza del numero uno di Cosa Nostra. “Sono molto cattolica, quindi non posso che augurarmi che Provenzano sia morto in pace essendosi pienamente pentito delle sue azioni – ha commentato Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, morto nella strage di Capaci nel 1992. – Per il resto, la sua morte e’ un fatto naturale. Ha pagato il suo conto con la giustizia”. Per il presidente del Senato Pietro Grasso: “Porta con se’ tanti misteri, pezzi di verita’ che abbiamo il dovere di continuare a cercare”.

“Contro il terrorismo serve una strategia condivisa, costruita con lento e paziente dialogo, governativo e parlamentare. Il turbamento delle coscienze e i sentimenti di umana pieta’ che proviamo di fronte alla sofferenza umana non bastano. Non bastano le dichiarazioni di intenti, che pure noi dobbiamo moltiplicare. Si impongono azioni concrete per favorire la progressiva soluzione delle crisi e dei conflitti che l’assenza di politica e cooperazione nel Mediterraneo ha aggravato”. Lo ha affermato il presidente del Senato Pietro Grasso al Seminario “Una strategia contro il terrore. Dialogo e cooperazione per un Mediterraneo di pace”. Grasso, con la presidente della Camera Laura Boldrini, e’ intervenuto al convegno dopo aver presieduto l’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (Ap-Upm). “La presidenza italiana intende avviare una serrata e serena dialettica con le commissioni e il versante governativo per individuare azioni puntuali per affrontare la cause piu’ profonde del radicalismo ideologico e del terrorismo”