Pietro Grasso

“Avendo escluso ogni dialogo con le forze di centrodestra, quelle progressiste sono quelle che rimangono. Se il Movimento 5 Stelle affronta certi temi in un certo modo, non potremo che dare il nostro sostegno, perché in fondo sono i nostri temi, non quelli del Movimento 5 Stelle. Noi puntiamo sui contenuti, non sulle coalizioni precostituite”. Lo ha detto Emma Bonino, di +Europa, al termine delle consultazioni al Quirinale.

Con il Pd “Sull’antifascismo, che e’ un principio costituzionale, siamo uguali. Ma ci dividiamo perche’ il Pd ha iniziato una politica non piu’ di sinistra su tanti atti parlamentari, per esempio il jobs act, la buona scuola e la riforma costituzionale o la legge elettorale”. Così il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, a Unomattina. “Aspettavamo qualche segnale di sinistra – ha aggiunto – che non c’e’ stato, quindi vogliamo ricostruire la sinistra per ricostruire il Paese”.

Non condivido nulla di quello che ha detto quando ha giustificato la sua uscita dal Pd, credo che debba molto al Partito Democratico e credo anche che avrebbe dovuto rispettare di piu’, non tanto me o altri dirigenti, facciamo politica e a volte facciamo confronti anche aspri, ma i tanti militanti del Partito Democratico”. Lo afferma Debora Serracchiani, Presidente Friuli Venezia Giulia, da Luca Telese e Oscar Giannino ai microfoni di 24Mattino su Radio 24. Sono in particolare le parole con cui il Presidente Grasso avrebbe giustificato la sua uscita dal Pd ad aver infastidito Serracchiani: “Dire ‘Non c’e’ piu’ il partito democratico. Il partito democratico e’ un’altra cosa’, io avrei utilizzato parole diverse, ma siamo diversi”.

“Dobbiamo pensare anche che la sua morte, cosi’ come quella di Provenzano, accendera’ di nuovo dei problemi all’interno di Cosa nostra per la loro successione, perche’ se sono ancora valide quelle regole, finche’ un capo e’ vivo anche se e’ in carcere non viene sostituito”. Cosi’, al Tg regione Sicilia, il presidente del Senato, Pietro Grasso, in merito alla morte del boss Toto’ Riina.

“Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha comunicato ufficialmente e con parole inequivocabili l’impossibilità, per motivi di carattere istituzionale, di candidarsi alla Regione siciliana il 25 giugno scorso. Non si può certamente addebitare a Grasso il fatto che, al di là dell’ardita ipotesi di far dimettere la seconda carica dello Stato per competere all’elezione del Governatore della Sicilia, per lunghe settimane non si sia delineato alcun piano alternativo”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal portavoce del presidente del Senato, Pietro Grasso. “Imputare a Grasso il risultato che si va profilando per il Pd, peraltro in linea con tutte le ultime competizioni amministrative e referendarie – si legge ancora nel comunicato – è quindi una patetica scusa, utile solo ad impedire altre e più approfondite riflessioni, di carattere politico e non personalistico, in merito al bilancio della fase attuale e alle prospettive di quelle future”.

La corruzione e’ “in primo luogo, una minaccia alla ricchezza di una nazione perche’ favorisce chi agisce al di fuori del perimetro della legge danneggiando gli onesti, i piu’ capaci, i meritevoli: questo stato di cose produce gravi effetti sulla qualita’ dei servizi e delle opere pubbliche”. Lo ha sottolineato il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo alla presentazione del Rapporto “Promuovere l’integrita’ nella governance per combattere la corruzione politica” che si e’ svolto in sala Zuccari. “Vi e’ poi un aspetto che mi sembra ancora piu’ rilevante e decisivo: la corruzione mina la credibilita’ del sistema e la fiducia dei cittadini. Abbiamo in questi anni assistito a troppi scandali che hanno fatto emergere come venga umiliato l’interesse della collettivita’ in favore di un interesse particolare. Il rischio e’ che un cittadino – osservando un disprezzo verso la cosa pubblica esibito con cosi’ tanta arroganza – smetta di credere nella legalita’, nel valore delle regole come fondamento dello Stato, nella democrazia”.

Il presidente del Senato Pietro Grasso ha rassegnato le dimissioni dal Gruppo del Partito Democratico al quale era iscritto dall’inizio della legislatura. La comunicazione in una nota di Palazzo Madama. Secondo il regolamento, sarà iscritto d’ufficio al Gruppo Misto del Senato.

“Dobbiamo impegnarci con convinzione per realizzare al meglio quella che oggi possiamo definire una vera e propria “cittadinanza digitale”. L’evoluzione della scienza e della tecnologia diventa infatti vera innovazione solo con applicazioni che contribuiscono al progresso della società”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso intervenendo nella sala Koch di Palazzo Madama al convegno “Trasformazione digitale. Efficienza e innovazione: esperienze a confronto”. “Le Amministrazioni pubbliche da anni inseguono l’obiettivo di una loro piena digitalizzazione. Viviamo oggi una fase particolare in cui questi obiettivi possono finalmente tradursi in realtà – ha proseguito Grasso -. Da un lato l’evoluzione e lo stadio di maturità della tecnologia costituiscono un fattore abilitante essenziale. Dall’altro, registriamo in modo evidente la maggiore propensione al consumo digitale da parte degli utenti. Si tratta comunque di una sfida globale, rispetto alla quale il nostro Paese e l’Unione europea tutta non possono e non devono restare indietro”. “Penso che la responsabilità della politica – sono ancora le parole del presidente del Senato – sia indicata nella nostra Costituzione, che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita politica, economica e sociale del Paese. Perché ciò diventi possibile è necessaria dunque una trasformazione del settore pubblico al proprio interno per proporsi in modo nuovo all’esterno. Questa trasformazione richiede l’impegno di tutti i soggetti coinvolti”. “E’ impensabile che l’innovazione “calata dall’alto” possa avere successo, e una strategia inclusiva è la via giusta da seguire. Nessuno deve essere lasciato indietro – ha concluso Grasso -. Da una parte dunque l’introduzione di strumenti e tecnologie avanzati, dall’altra iniziative di divulgazione, di formazione e coinvolgimento degli utenti. Senza trascurare la necessità di governare il percorso di digitalizzazione dei servizi pubblici affinché ne siano sempre garantite la sicurezza, la piena fruibilità da parte di tutti i cittadini e la costante disponibilità. Il Senato è certamente parte attiva in questo processo di cambiamento”.

“Ci sono ancora delle verita’ che dobbiamo trovare. Non smettero’ mai di cercarle”. Questo uno dei passaggi dell’intervento del presidente del Senato Pietro Grasso, aprendo i lavori della Summer School della Scuola di Politiche di Enrico Letta, a Cesenatico. Il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e il riferimento ai giovani, sono stati i primi pensieri dell’ex magistrato. “Una valida formazione politica non puo’ prescindere dal senso della storia. La chiave per cambiare il futuro e’ ricostruire il passato e la memoria collettiva. In questo senso rivolgersi ai giovani e’ importantissimo”. Anche la testimonianza e’ strumento di cambiamento. “Falcone e Borsellino sono stati in grado di smascherare l’indifferenza, la rassegnazione o l’alibi di non voler vedere la realta’. Siamo molto in debito nei confronti di questi uomini, che hanno dato la vita per i loro valori: sui cumuli di terra che li ricoprono dobbiamo inginocchiarci”. La mafia ha il suo welfare, ha proseguito il presidente. “Si preoccupa dei cittadini, soddisfa le loro necessita’, li protegge. Questa frase puo’ sembrare un paradosso o uno scherzo macabro, invece racchiude una grande verita’ sul modo di agire della mafia, che e’ intimidazione e violenza ma ha anche bisogno del consenso, che le garantisce una forza piu’ grande di quanto farebbe la paura”. Di qui l’importanza della presenza dello Stato. “Solo il lavoro offerto dalla societa’ civile, dalle istituzioni, puo’ far si’ che i giovani possano essere liberi, indipendenti e sottrarsi dalla mafia. Oggi purtroppo si assiste a un sensibile arretramento del welfare. Bisogna allora stare attenti che le mafie e la criminalita’ non sfruttino questo spazio lasciato vuoto dallo Stato. Il lavoro dei giovani al Sud e’ la priorita’ assoluta per la politica. Noi abbiamo una politica emergenziale e invece serve un programma lungimirante, che dovrebbe cominciare dal progettare infrastrutture per il Sud”. 
 Poi, i giovani. “E’ dei giovani la voglia di cambiare il mondo, di combattere le ingiustizie ed e’ dei giovani credere che le loro idee e i loro sogni siano realizzabili. E quindi sono solo i giovani coloro nei quali si puo’ riporre fiducia e speranza che riescano a realizzare quelle cose che per il resto dell’umanita’ sono impossibili. Credo che ci sia un enorme bisogno di scuole di politica come queste”. Per Grasso “abbiamo estrema necessita’ di formare una classe dirigente che sappia istruirsi, informarsi, andare oltre le polemiche su Twitter e offrire risposte efficaci. La vera sfida futura e’ nella ricerca di una funzione etica della politica. Un mandato che e’ libero solo se si e’ capaci di svicolare dal consenso a basso costo. Serve formazione soprattutto etica dei giovani per poter far si’ che ci sia una politica diversa”. (foto ANSA)

“Era in vacanza a Ficuzza e stava passeggiando con un amico, godendosi il fresco della serata. Il tenente colonnello Giuseppe Russo era il Comandante del Nucleo Investigativo di Palermo dei Carabinieri, uno degli uomini più fidati di Carlo Alberto Dalla Chiesa, e indagando sulla Diga Garcia aveva intuito la pericolosità dei Corleonesi e di Totò Riina in particolare. Per questo Riina e Provenzano ne decretarono la condanna a morte, e nell’agguato venne ucciso anche il suo amico, l’insegnante Filippo Costa. Era il 20 agosto del 1977, esattamente 40 anni fa. Io lo conobbi, e lo ricordo come un uomo determinato e coraggioso”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, su Facebook.
Si e’ svolta nella borgata corleonese di Ficuzza la commemorazione per il 40simo anniversario dell’uccisione del ten. col. dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Russo e del Prof. Filippo Costa, avvenuta il 20 agosto ’77 nei pressi della real casina di caccia del re borbonico Ferdinando IV a Ficuzza. Sono intervenuti anche il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e la figlia del colonnello Russo.