Pietro Grasso

“La legalita’ e’ la forza dei deboli, perche’ e’ lo strumento attraverso il quale si limitano i soprusi dei potenti in favore di equita’ e giustizia. Un Paese civile non puo’ e non deve perdere mai di vista il valore delle regole”. Cosi’ il presidente del Senato Pietro Grasso, nel corso del suo intervento al convegno ‘Da mani pulite a Cantone: il valore delle regole’, organizzata a Palazzo Giustiniani da Gianluca Maria Esposito professore di diritto amministrativo e direttore della scuola anticorruzione e appalti dell’universita’ di Salerno. “La corruzione e’ la prima minaccia alla cultura democratica di uno stato, uno schiaffo al bene comune, il disprezzo per la cosa pubblica in favore di un interesse particolare”. La cura, dice Grasso, si fonda su “due principi: la necessita’ della semplificazione amministrativa e la certezza delle sanzioni”.

“Sono contro la politica degli eroi. Non ci sono superman”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, in un’intervista a ‘Soul’, il programma-intervista di Tv2000, condotto da Monica Mondo, in onda sabato 1 luglio 2017 alle ore 12.15 e 20.45. “Falcone e Borsellino – ha aggiunto Grasso – lo dico sempre ai giovani, sono certamente delle persone eccezionali, certamente dei fuoriclasse pero’ sono raggiungibili, imitabili come esempi perche’ avevano un grande senso del dovere, un grande senso dello Stato e noi dobbiamo cercare di imitarli e non pensare a eroi che volano e sparano”. E sul coinvolgimento dei magistrati in politica il presidente Grasso ha sottolineato che “non tutti i magistrati possono fare i presidenti del Senato”, certamente “possono fare i parlamentari e i senatori. Pensavo che l’esperienza da magistrato – ha proseguito Grasso – potesse rendermi utile alla collettivita’ anche attraverso un impegno nella giustizia: cercare di fare andare avanti le cose con alcuni disegni di legge sulla giustizia, tanto che, il primo giorno che sono stato eletto senatore, ho immediatamente presentato un disegno di legge contro la corruzione, i falsi in bilancio e il riciclaggio”.

Pietro Grasso non si candiderà alla presidenza della Regione siciliana. La decisione è stata annunciata in una nota dopo un ‘lungo colloquio’ del presidente del Senato con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sulla “proposta giunta dagli organismi regionali e nazionali del Partito Democratico di candidarsi a Presidente della Regione alle prossime elezioni”.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate tutte le implicazioni politiche e istituzionali di tale scelta, soprattutto “in relazione al delicato momento della Legislatura e ai prossimi impegni del Senato della Repubblica su temi importanti per il Paese quali ad esempio la Legge elettorale e la Legge di Bilancio”, riferisce la nota. “Dopo una lunga riflessione il presidente Grasso e il sindaco Orlando hanno quindi convenuto, stante le condizioni attuali, sulla impossibilità di proseguire sull’ipotesi di candidatura proposta dal Pd”. Ha detto Grasso: “Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale, ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato”.

Le piacerebbe fare il presidente della Repubblica? “Da servitore dello Stato, quando mi chiamano a fare qualsiasi cosa, io sono disponibile”, risponde il presidente del senato Pietro Grasso a Un giorno da pecora. Magari la prossima volta? “Bisogna vedere tra quanto tempo, perche’ io ho gia’ una certa eta’…”, risponde il presidente del Senato.

“Grasso e’ il presidente del Senato in carica. E’ un momento molto delicato per il Parlamento che si accinge ad affrontare importanti provvedimenti legislativi e il presidente del Senato non deve essere tirato per la giacca. In ogni caso noi avremmo un nostro candidato e quindi i candidati del Pd non hanno alcun accordo con noi per essere sostenuti”. Lo ha detto il leader di Ap Angelino Alfano, ministro degli Affari esteri, oggi a Palermo, rispondendo a una domanda sulle presunte pressioni di settori del Pd su Pietro Grasso perche’ si candidi alla presidenza della Regione siciliana in vista del voto del 5 novembre.

“Falcone e Borsellino hanno dimostrato che quando si crede in qualcosa niente e’ impossibile”. Lo scrive sul Giornale di Sicilia il presidente del Senato Pietro Grasso, nel venticinquesimo anniversario della strage di Capaci. Ma “erano uomini, non eroi, con pregi e difetti, con sogni e debolezze” che pero’ “ci hanno convinto che anche le cose piu’ difficili come sconfiggere la mafia possono accadere”. Grasso a bordo della nave della legalita’, partita ieri sera da Civitavecchia, è arrivata a Palermo con le scolaresche che parteciperanno alle manifestazioni per ricordare il venticinquesimo anniversario della strage di Capaci.

Sara’ il Presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso ad aprire la puntata del 21 maggio 2017 di Chetempochefa, condotto su Rai3 da Fabio Fazio. L’occasione e’ l’uscita del suo nuovo libro ‘Storie di sangue amici e fantasmi, ricordi di mafia’ uscito il 18 maggio. Il Presidente del Senato discutera’ con Fazio anche di temi di attualita’ e dell’anniversario degli attentati di Capaci e di via d’Amelio. Si parlera’ anche di spazio e di progetti futuri con Samantha Cristoforetti, Astronauta dell’ESA e capitano dell’Aeronautica Militare, prima donna italiana ad andare nello spazio. Futura e’ il nome della missione a cui ha partecipato, iniziata il 23 novembre 2014 e terminata l’11 giugno 2015. Mentre i The Kolors presenteranno il loro nuovo disco You registrato in Inghilterra ed eseguiranno in studio il brano What happened last night. Musica anche con l’inedita coppia formata da Fabio Rovazzi e Gianni Morandi che presentano il nuovo video e singolo Volare. Con Fabio Fazio anche Luciana Littizzetto, che leggera’ l’attualita’ con la sua ironia e il suo umorismo, e non manchera’ la presenza di Filippa Lagerback. Al tavolo della seconda parte della trasmissione torneranno gli ospiti fissi con la comicita’ surreale di Nino Frassica, le domande impossibili di Gigi Marzullo, la simpatia di Orietta Berti e le freddure di Fabio Volo. Al tavolo arriveranno dalla prima parte Samantha Cristoforetti e il frontman dei The Kolors Stash. Roberto Giacobbo parlera’ del suo nuovo libro L’uomo che fermo’ l’apocalisse edito da Rai Eri. Rocco Papaleo e’ invece nel cast di Orecchie il nuovo film di Alessandro Aronadio presentato all’ultimo festival di Venezia e nelle sale dal 18 maggio. Viola Valentino parlera’ del suo nuovo doppio cd Etereogenea live 2016 che raccoglie i vecchi successi e due nuove canzoni inedite. Lo sportivo della settimana e’ il surfista specializzato in onde giganti Francisco Porcella. Il 30 aprile 2017 e’ stato premiato ai Big Wave Awards, gli Oscar del surf in California, per aver cavalcato l’onda piu’ alta e potente dell’ultima stagione: ben 22 metri di altezza.

Fu solo mafia? Fu solo la mafia a uccidere nel 1992 Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? “Continuo a chiedermelo. Perche’ abbiamo tanti punti che sono stati accertati e che danno l’idea di una qualche presenza esterna oltre alla mafia, che per certo si e’ occupata delle stragi sul piano operativo”. A dirlo il presidente del Senato Pietro Grasso, in una intervista a Repubblica. “Nel febbraio ’92 c’era un commando a Roma che aveva l’incarico di uccidere Giovanni, pero’ fu richiamato da Riina in Sicilia. E poi organizzarono l’esplosione sull’autostrada. Se pensiamo a certe presenze nella fase preparatoria dell’omicidio Falcone e ad alcune presenze, esterne a Cosa nostra, emerse nelle indagini sull’omicidio Borsellino, ci sono elementi sui quali riflettere. Purtroppo al momento mancano i riscontri per portare a un accertamento giudiziario: io pero’ non perdo mai la speranza e spero che prima o poi si possa raggiungere almeno la verita’ storica”, aggiunge Grasso.

“Nella prima parte della Carta Costituzionale sono sanciti principi che sono ancora una straordinaria e pura fonte di ispirazione: lavoro, giustizia, uguaglianza, libertà, rispetto. Sono principi che contengono una bellezza e una forza alla quale dobbiamo sempre riferirci, alla quale dobbiamo tornare tutte le volte che dobbiamo compiere delle scelte”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso dal palco in piazza Duomo, nelle celebrazioni del 25 aprile. “Tra i principi fondamentali della nostra Costituzione – ha detto – c’è scritto che chi nel suo Paese non gode delle libertà democratiche ha diritto di asilo in Italia. L’amore per la libertà che avevano i Costituenti, avendo provato cosa significava vivere sotto una dittatura, e il riconoscimento dell’importanza della dignità umana li spinse a prendere un impegno per tutti noi: quello di accogliere chi fugge da guerre e dittature. Su questi principi non esistono confini. E’ una lezione che dobbiamo tenere a mente soprattutto nei momenti difficili, come quello attuale, in cui siamo chiamati ad onorare quell’impegno. Non possiamo negare di aver vissuto momenti di grande sconforto, momenti nei quali era forse legittimo dubitare della nostra capacità di tener fede alle speranze e alle ambizioni iscritte nella Costituzione. Nel corso dei decenni il popolo italiano ha dimostrato di saperla amare e difendere. Abbiamo continuato a camminare. Lo abbiamo fatto insieme, anche quando sembrava molto difficile, anche quando, almeno ad uno sguardo superficiale, le ragioni che ci dividevano sembravano più forti di quelle che ci tennero uniti: ogni volta che la nostra comunità è stata minacciata nel profondo abbiamo saputo riscoprire le nostre radici, ben salde nei valori e nei principi che hanno ispirato la Resistenza. La nostra Costituzione è una realtà, ma in parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno da completare. Quanto lavoro ancora avranno da compiere le istituzioni! Quanto lavoro dovremo compiere tutti, tutti noi. E bisogna metterci dentro l’etica, l’impegno, la responsabilità, la volontà di realizzare questi programmi, questi ideali. Per questo una delle maggiori offese che si può fare oggi, in una ricorrenza come questa, è l’antipolitica, o ancora peggio l’indifferenza alla politica. Fa male sentire dire soprattutto a tanti giovani: “La politica è una brutta cosa”, “che me ne importa della politica, è così bello, è così comodo: la libertà c’è”. Attenzione, però, la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di soffocamento, di angoscia, di dolore, che le precedenti generazioni hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a tutti di non sentire mai più. Ma bisogna contribuire a creare le condizioni perché ciò non avvenga, ricordando che sulla libertà bisogna vigilare ogni giorno, dando il proprio contributo alla vita politica, attraverso la partecipazione e la solidarietà. Stiamo tutti insieme sulla stessa barca, se affonda affondiamo tutti. Anche oggi ci sono tanti problemi: il lavoro, la corruzione, l’illegalità diffusa, l’impossibilità per molti dei nostri ragazzi di realizzare qui i propri sogni. Il partigiano Carlo Azeglio Ciampi amava ripetere ai giovani che “l’Italia sarà ciò che voi saprete essere. Sta a voi far diventare questa nostra Patria più forte e più bella, quella Patria per la quale tanti dei miei compagni di gioventù hanno dato la vita. Nutrite speranze e progetti. Date libera espressione a quanto di nobile, di generoso, anima le vostre menti, i vostri cuori. Soprattutto, abbiate sempre dignità di voi stessi”. Mi sembrano le migliori parole per poter augurare a tutti noi di trovare sempre il coraggio di fare le scelte giuste. Ma quanto sangue e quanto dolore per arrivare alla liberazione dal nazifascismo, a questa Repubblica democratica! Voliamo indietro col pensiero: quanti partigiani caduti nelle montagne combattendo, quanti di loro e quanti civili imprigionati nelle carceri, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti per le strade di Milano, lo ricordo ancora, città medaglia d’oro della Resistenza. Ricordatelo, sempre, ciascuno di loro ha sofferto e sacrificato la vita affinché noi oggi potessimo godere della libertà e dei diritti riconosciuti, conquistati con la Costituzione, che si erge a testimone di tante sofferenze di vivi e della memoria di centinaia di migliaia di morti. Viva Milano, Viva i partigiani, Viva l’Italia!”

“L’Italia e’ un paese meravigliosamente ricco di cultura, di storia, di una civilta’ millenaria, spetta a noi, ciascuno nel proprio settore di competenza, alla sua valorizzazione e custodia”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, nel suo indirizzo di saluto alla lectio magistralis del professor Claudio Marazzini, presidente dell’accademia della Crusca, “Italiano oggi e domani: lingua e cultura nella nazione internazionale”. “Prendere consapevolezza di questo patrimonio di conoscenza costituisce un impegno civico di tutti i cittadini che di questa immensa ricchezza devono imparare a conoscere i valori. Dobbiamo imparare a conoscere la cultura come una vera e propria risorsa, un valore aggiunto per lo sviluppo e la conservazione del Paese. Un bene che, se correttamente gestito, anche dalla politica, puo’ produrre ricchezza, offrire posti di lavoro, far conseguire ad una comunita’ intera l’eccellenza. Dobbiamo imparare a sfruttare al meglio le nostre risorse culturali” promuovendo anche una virtuosa collaborazione fra pubblico e privato, ha detto ancora. “In questa direzione va anche la normativa comunitaria che ha inserito il patrimonio culturale fra i temi prioritari dell’agenda digitale europea e del programma quadro per la ricerca e l’innovazione”, ha ricordato. L’italiano, ha anche sottolineato, e’ “il cuore pulsante della nostra identita’, volano della cultura e delle tradizioni della nostra comunita’. Un bene anche questo da preservare e valorizzare”.