Pisapia

“Qualcuno dice che la mia e’ una missione impossibile, ma io ci provero’ sino all’ultimo momento”. Lo ha detto ieri Giuliano Pisapia, all’assemblea dal titolo Diversa. Una proposta per l’Italia, promossa da Campo progressista.
L’obiettivo dell’ex sindaco di Milano è quello di costruire un nuovo centrosinistra, ridando fiato
alla politica, partendo da un dialogo costruttivo con il Pd e l’Mdp per l’unità e per battere la destra e il populismo.
Ha affermato il leader di Campo progressista: “Abbiamo detto chiaramente quali sono le nostre indicazioni e e quelle discontinuità che noi chiediamo e riteniamo necessarie. Attendiamo risposte, noi andiamo avanti”.

“Ma Martina parla di lista unica del Pd con Pisapia, Alfano e Calenda, oppure intende veramente la ricostruzione di un campo largo del centrosinistra a partire dai contenuti?”. Lo afferma il deputato di Articolo Uno – Mdp Davide Zoggia. “Voucher, Jobs Act, cancellazione dell’Imu anche ai ricchi, bonus fiscali- prosegue Zoggia-, questi i nodi politici su cui si fonda il nostro dissenso, il resto sono specchietti per le allodole”. “La disoccupazione, la crescita e lo sviluppo, l’innovazione produttiva, l’equita’, la difesa dei nostri territori e il contrasto alla poverta’ sono i punti qualificanti di una proposta politica nuova di stampo progressista”. “Se si vuole parlare di questo bene. Il tempo delle formule politiche votate all’autosufficienza e’ finito. Sarebbe ora di capirlo alla svelta a meno che non si voglia consegnare l’Italia ai venti di destra che stanno tornando a soffiare con forza. E’ ora di fare chiarezza”, conclude.

“Abbiamo bisogno di costruire una grande forza di centrosinistra, larga e inclusiva che abbia l’ambizione di cambiare il Paese. Serve una proposta di governo in discontinuita’ con le politiche degli ultimi anni. Il colloquio tra Pisapia e Speranza va nella direzione giusta: partire dalla piattaforma del primo luglio per offrire una casa agli elettori di centrosinistra che oggi si sentono delusi da una politica distante dai loro bisogni reali”. Lo dichiara Ciccio Ferrara, vicepresidente di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista a Montecitorio e tra i promotori di Campo Progressista. “Continueremo a lavorare insieme nelle prossime settimane per mettere a punto delle proposte chiare che siano il frutto del lavoro di esperienze diverse e di un percorso veramente partecipato”, conclude.

“Gli abbracci non sono un problema: fossi stato alla festa de l’Unita’ di Milano avrei salutato la Boschi anche io. Sul piano politico sono convinto che non si puo’ fare politica col torcicollo, ha ragione Pisapia. Ma per farlo dobbiamo essere realisti: le politiche di questi anni su lavoro, sulla giustizia sociale e la democrazia rendono impossibile oggi l’alleanza col Pd di Renzi. Per cui c’e’ la necessita’ di costruire un’alternativa politica al Pd, un cantiere il piu’ aperto, inclusivo e partecipato possibile, che riequilibri i rapporti di forza nel campo del centrosinistra”. cosi’ dalle colonne del Manifesto il deputato di Mdp Arturo Scotto. “Hic Rhodus, hic salta. Questo nasce e appassiona solo se e’ partecipato e democratico, non se e’ un amalgama tra stati maggiori. Propongo che in autunno il nostro popolo sia chiamato a scegliere il simbolo, l’identita’ programmatica e i volti che dovranno rappresentarlo. La nostra ambizione – continua Scotto – e’ quella di costruire qualcosa di piu’ grande. In pochi mesi abbiamo riportato alla politica tanti uomini e donne che erano andati a casa, sul territorio abbiamo una rete forte e radicata di militanti e amministratori. Tutto questo e’ un patrimonio fondamentale per la sinistra e la democrazia di questo paese, da cui non si puo’ prescindere. Ora bisogna dare gambe e fiato al progetto e offrire a tanti e tante un passaggio popolare vero. Questo e’ l’unico modo per evitare che poi questo soggetto politico si sfasci un minuto dopo delle elezioni”.

Bisogna superare le polemiche sugli abbracci tra Giuliano Pisapia e Maria Elena Boschi e lavorare ad una “agenda radicalmente alternativa al Pd”, come deciso alla manifestazione del primo luglio. Lo dice Arturo Scoto, dopo aver partecipato questa mattina al coordinamento di Mdp: “Non ci interessa degli abbracci, ognuno abbraccia chi vuole”, premette. Quello che è emerso dalla riunione, spiega Scotto, è che la vicenda dell’abbraccio “non è oggetto di polemica. Noi pensiamo che occorra andare avanti sullo schema del primo luglio, che è molto semplice: primo, costruire un’agenda politica netta, radicalmente alternativa al Pd di Matteo Renzi; secondo, un processo democratico e popolare che accompagni la nascita di un nuovo soggetto che non deve avere barriere a sinistra. Di questo nelle prossime ore ci discuteremo con Pisapia”.

Prendera’ forma tra martedi’ e mercoledi’ la nuova “cabina di regia” di ‘Insieme’, la formazione nata dalla manifestazione del 1 luglio promossa da Giuliano Pisapia. Stando a quando si apprende da fonti vicine all’ex sindaco di Milano, la prossima settimana sara’ quindi decisiva per definire le modalita’ di rappresentanza e gli equilibri del nuovo soggetto politico cui aderisce, tra gli altri, anche Articolo Uno-Mdp. E ci si attende che Pisapia occupi un ruolo centrale nel nuovo organismo come, per esempio, la presidenza. Si tratta di un passaggio naturale in questo momento, una sorta di “rilegittimazione” dopo che Pisapia nei giorni scorsi ha chiarito pubblicamente di non volersi candidare alle politiche. L’ex leader ‘arancione’ – viene spiegato – difficilmente cambiera’ idea su questo punto ma cio’ non significa che rinuncera’ alla leadership del movimento. Fin dal principio della sua nuova avventura politica, Pisapia – viene ribadito – ha sempre detto ai suoi che non si sarebbe candidato in Parlamento. Oltre che una dimostrazione delle motivazioni ‘alte’ e totalmente disinteressate che lo spingono a ricoprire il nuovo ruolo di ‘collettore’ delle formazioni di sinistra che si e’ ritagliato, Pisapia vuole essere coerente col principio del limite del doppio mandato parlamentare (lui e’ stato deputato per due legislature) che ha detto di voler sposare. L’ex sindaco ha da sempre detto “‘no’ alla rottamazione” ma “‘si’ alla rotazione” – viene fatto notare – ed e’ dell’avviso che le prossime candidature non andrebbero fatte nel senso del “riciclo di chi e’ all’ultimo giro” ma, anzi, quelli che hanno esperienza dovrebbero favorire il ricambio. Quindi, per lui si tratta anche di dare l’esempio e su questo difficilmente cambiera’ idea.

Tra Renzi e Pisapia, “sto col Pd”. Così il sindaco di Milano Beppe Sala in un’intervista al Corriere della Sera. “Non si arriverà a nessuna intesa tra Pd e Insieme prima delle elezioni”, aggiunge, “lo dico con rammarico, ma vedo qualcosa che si avvicina molto a un’ostilità. Non sarebbe logica; ma il sentimento è questo”. Il motivo per cui è impossibile un’alleanza vasta di centrosinistra “in parte è legato alla personalità di Renzi. Ma onestamente non ho visto segni di convergenza. Ho sentito buone idee, in entrambi i campi. Ripeto: io sto col Pd”. Il segretario dem, spiega Sala, “io lo apprezzo, perché non è afflitto dalla tipica voluttà della sconfitta che caratterizza la sinistra italiana. Le primarie gli hanno dato ragione, e le primarie si rispettano. Detto questo, Renzi è un po’ indisponente. Lo sa anche lui. Resta da capire se questo suo modo d’essere fa arrabbiare solo i compagni di viaggio della politica, o anche gli elettori. Lo vedremo presto, alla resa dei conti. Io all’assemblea dei circoli Pd, con la libertà di uno che non ha la tessera, mi sono sentito di fargli presente che le amministrative sono state un campanello d’allarme”.

Pisapia, Bersani e D’Alema ci riprovano: non contenti della sconfitta maturata dentro il Pd, provano, adesso che ne sono fuori in seguito al successo di Matteo Renzi, riconfermato segretario, a trovare spazio per la loro idea di sinistra con un nuovo progetto denominato ‘Insieme’. Si, certo, le anime della sinistra sono tante ed é giusto dare voce e rappresentanza ad ognuna di esse. L’unità della sinistra, del resto, é sempre stata una chimera e le divisioni, invece, una costante storica. Separazioni, diaspore, aventini e fuoriuscite appartengono storicamente alla sinistra. L’obiettivo di Pisapia & company é quello di riunificare gli scontenti del Pd – che ci sono e che sono tanti – e che negli anni di imperio di Renzi hanno preferito starsene a casa, o votare M5S o altri partiti. Renzi, é vero, ha spostato l’asse della sua politica al Centro. Rimane scoperto uno spazio a sinistra e in politica c’é sempre qualcuno pronto a occupare spazi lasciati liberi. Di queste divisioni a sinistra beneficia, al momento, Grillo e il tandem Berlusconi-Salvini che di unirsi non vogliono neanche sentire parlare, per un motivo molto semplice: ognuno di loro vuole la guida del centrodestra.

“L’Italia dal dopoguerra ad oggi è sempre stata governata da coalizioni. E così sarà anche nella prossima legislatura”. Il ‘non dialogo’ tra Renzi e Pisapia? “I segnali arriveranno. Come dice il presidente Mattarella ci sono ancora 8-9 mesi per il voto, c’è tempo”. Lo afferma il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda in una intervista a Repubblica. “L’idiosincrasia di Renzi per i caminetti risale al momento in cui ha cominciato a far politica, non li sopporta perchè sono il simbolo della vecchia politica. Ma lui conosce bene il valore dei rapporti politici…”, osserva Zanda. E’ possibile dunque un’alleanza con quelli di piazza Ss.Apostoli? “Bisogna sapere chi sono, dove vanno, che politica hanno, con chi si vogliono alleare, solo dopo si porrà il tema del rapporto con il Pd” conclude Zanda.

Matteo Richetti, portavoce del Partito democratico crede in un progetto di allenza con Giuliano Pisapia e Carlo Calenda. “Sì ci credo – spiega in una intervista a La Stampa -perché la possibilità di tornare a far vincere il centrosinistra nel Paese passa anche dal rompere un isolamento del Pd, che dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre è sistematicamente esasperato”. Secondo Richetti la freddezza di Pisapia nei confronti del dialogo con il Pd è riconducubile a “tutto il pregiudizio che c’è nei confronti di Matteo. Chi gli chiedeva di cambiare linea, al punto da andarsene dal Pd, si dichiara indisponibile a parlare con Renzi proprio nel momento in cui Matteo fa quanto richiesto: e se non è pretestuoso tutto questo…”. “Pisapia non dovrebbe rispondere sull’ingresso o meno nel listone – sottolinea – ma se vuole proseguire con noi un lavoro che ha ridotto la disoccupazione, ha rimesso il paese su binari di crescita e ridotto le disuguglianze. Oppure se vuole mettere insieme solo chi vuole rompere con tutto quanto fatto finora e affermare lo sport estremo che le buone riforme vanno buttate a mare. Insomma, Pisapia dica con chiarezza che vuole fare un soggetto per allearsi col Pd: e la notizia che gli diamo è che il segretario di quel partito si chiama Renzi. Qui ormai viene a nudo la pregiudiziale su Renzi. Gli chiedono di farsi da parte. E quando sento dirlo a D’Attorre è come se andassi io da Messi e gli dicessi di lasciarmi la maglia del Barcellona”.Sull’eventualità che Campo progressista porti via altri pezzi come Gianni Cuperlo, il deputato Dem sottolinea: “Più che quello, temiamo la divisione del centrosinistra. Spero che questi dirigenti che danno vita a un’esperienza di sinistra radicale aprano gli occhi: stanno resuscitando il centrodestra e mantenendo in vita i 5stelle. Quei grillini sui quali aspettiamo una parola di chiarezza da Bersani circa la loro collocazione: che siano dei sinceri francescani lo dimostra la pacatezza con cui si scagliano contro tutti i provvedimenti per i diritti, dallo ius soli alle unioni civili”.