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“Siamo l’unica forza politica a avere un’iniziativa che sul tema dell’immigrazione consente di aprire uno scontro politico diretto con i Grillo e i Salvini, e un dialogo ‘conflittuale’ anche con il Pd, che ha appoggiato i pessimi decreti Orlando-Minniti: decreti che stanno determinando uno scivolamento verso un diritto etnico”. Lo ha affermato il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi al Comitato nazionale, parlando della legge popolare “Ero straniero” per superare la Bossi-Fini attraverso la creazione di canali legali di ingresso e il rafforzamento dell’inclusione. I lavori del Comitato nazionale che si sono chiusi oggi a Parma con l’approvazione della mozione generale presentata dal segretario Magi e dal tesoriere Michele Capano. “Resa possibile anche dal prezioso contributo di Emma Bonino – si ricorda nel documento – l’iniziativa “Ero Straniero” colloca Radicali Italiani “al centro dello scontro politico italiano ed europeo” come “capofila di un ampio fronte, composto dalle principali organizzazioni italiane impegnate sul tema”. Da tempo – si legge in un comunicato – Radicali Italiani si batte per rimuovere gli ostacoli alla raccolta delle firme, dovuti a procedure vecchie e discriminatorie. Per questo alla legge popolare per il superamento della Bossi-Fini, ha deciso di affiancarne un’altra sulla ”sovranità del cittadino”, per ripristinare la praticabilità degli istituti di partecipazione popolare.

“La tragedia che colpisce le persone omosessuali in Cecenia sta inorridendo il mondo. Ma le tragedie non accadono per caso, ne’ all’improvviso. Chi – nella politica e nelle istituzioni – oggi si sorprende e si indigna e’, nella migliore delle ipotesi, ipocrita, nella peggiore complice. Perche’ cio’ che accade oggi in Cecenia e’ diretta conseguenza dell’indifferenza di chi poteva intervenire e ha scelto di non farlo. Lasciando la Cecenia e i suoi abitanti nelle mani di Putin e del suo scherano Kadyrov. Lasciando che la Cecenia divenisse, percio’, un buco nero della democrazia e dei diritti umani e civili”. Ad affermarlo sono Sivja Manzi e Igor Boni della direzione nazionale di Radicali Italiani, “che per anni con il Partito Radicale hanno denunciato i crimini di guerra e le violazioni subite dal popolo ceceno da parte delle truppe paramilitari di Putin”. “Noi diciamo – concludono – che quando si violano i piu’ banali diritti umani e si lascia correre si diviene complici diretti dei crimini che accadono e di quelli che verranno. Quindi nulla di cui stupirsi oggi: e’ la naturale prosecuzione della vergogna che e’ stata accettata”.

“Chi dice no dice che questa legge è un primo passo verso l’eutanasia. Per noi è il primo passo verso la libertà di scelta dei cittadini. Adesso c’è da lottare e da sperare che i nostri rappresentanti politica abbiano la forza di andare oltre le dinamiche partitiche”. Lo dice il segretario dei Radicali Italiani, Riccardo Magi, nel corso del sit-in davanti a Montecitorio organizzato dall’Associazione Luca Coscioni per la legge sul biotestamento.

“Il suicidio avvenuto nel carcere di Regina Coeli del 22enne evaso da una Rems deve fare riflettere sulla necessità di voltare decisamente pagina rispetto al binomio ‘pena-misura di sicurezza’ e all’inafferrabile criterio della ‘pericolosità sociale’. Si muore in carcere, perché si “evade” da una misura di sicurezza che non dovrebbe esistere. La battaglia, sacrosanta, contro gli Opg che dopo la loro chiusura ha spostato l’attenzione su quanto avviene delle Rems, deve ora lasciare il posto a un più deciso intervento di riforma, che abroghi le misure di sicurezza. Sono queste infatti lo strumento attraverso il quale il malato psichiatrico continua a essere oggetto di segregazione ed esclusione sociale. La sfida, che come Radicali Italiani lanciamo alla politica italiana, è quella di restituire pienamente la psichiatria al suo ruolo di cura, spezzando ogni legame che la renda strumento delle paure o delle tentazioni “autoritarie” dello Stato”. Lo comunica, in una nota, Michele Capano, tesoriere di Radicali Italiani.

‘La proposta di ripartire dal Mattarellum, che sta emergendo dall’Assemblea nazionale del Partito democratico, e’ un buon argine alla voglia di proporzionale che si e’ fatta largo all’indomani del voto referendario, ed e’ coerente con la vocazione maggioritaria del Pd”. Lo dichiara Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani. “Rappresenta quindi un buon punto di partenza per il dibattito parlamentare su una riforma che, a nostro avviso, dovra’ avere al centro i collegi uninominali: il solo strumento in grado di ricucire lo strappo tra paese e istituzioni, perche’ assicura un rapporto diretto tra elettori ed eletti attraverso regole chiare e comprensibili, senza calcoli algebrici basati sulle esigenze dei partiti. Perche’ permette ai cittadini di conoscere davvero i propri eletti, cosi’ da poterne giudicare l’operato. Una riforma basata sui collegi uninominali e’ quindi quello che serve per restituire credibilita’ alla politica e alle istituzioni. Come Radicali ci impegneremo nelle prossime settimane, anche ad aprire un dibattito pubblico che aiuti il parlamento nel percorso di riforma, scongiurando la cessione di ulteriori spazi al proporzionale”, conclude Magi.

“Salutiamo la conduzione della crisi da parte del Presidente della Repubblica come un fatto nuovo che corrisponde alla lettera della costituzione su compiti, poteri e comportamenti presidenziali”. Lo dicono Rita Bernardini, Antonella Casu, Sergio D’Elia e Maurizio Turco, coordinatori della Presidenza del Partito Radicale sulla conduzione della crisi e sull’incarico al Ministro Paolo Gentiloni. “Salutiamo inoltre l’incarico al Ministro Paolo Gentiloni come un fatto importante per chi come noi ha come priorita’ politica la transizione verso lo Stato di diritto a cominciare dai paesi a “democrazia reale” come il nostro. Siamo certi che da Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni rilancera’ all’Onu con ancor piu’ vigore la campagna per il nuovo diritto umano alla conoscenza del Partito Radicale e del Comitato Globale per lo Stato di diritto. Presidente incaricato di cui ben ricordiamo l’intervento che fece in Senato quando organizzammo uno degli appuntamenti per la crescita della campagna stessa”. I radicali aggiungono: “Cosi’ come siamo certi che il Presidente Gentiloni sapra’ fare dell’appuntamento commemorativo di fine marzo in occasione dei 60 anni della firma dei Trattati di Roma occasione di approfondimento sulle ragioni, la necessita’ e l’urgenza di un rafforzamento dell’Unione comunitaria verso una federazione europea auspicata in diversi tempi, modi e declinazioni da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni; poi da Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman; ed infine da Marco Pannella. Infine, e non per ultimo essendo problema cruciale per il nostro paese, chiediamo al Presidente Gentiloni di fare tutto quanto sara’ in suo potere perche’ ci sia una vera, profonda, radicale riforma della Giustizia, penale, civile, amministrativa e sociale che abbia l’obiettivo del rientro nei principi costituzionali dell’amministrazione della giustizia.”

Nel giorno del Giubileo dei detenuti, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in un’intervista ad Avvenire, fa un bilancio dell’azione di governo sulle carceri. “Nel 2013, quando l’Italia fu condannata dalla Corte europea con la sentenza Torreggiani, i detenuti erano 65.905 a fronte di 46 mila posti. Oggi sono 54.912, su 50.062 posti. E ne realizzeremo altri 800 entro fine anno e 600 a meta’ 2017” dichiara il ministro, sottolineando che nonostante l’Italia sia in linea con altri paesi europei, “manca una profonda trasformazione della vita penitenziaria”. Dice il Guardasigilli: “Puntiamo a far approvare la delega sull’ordinamento penitenziario contenuta nella riforma penale, per costruire un nuovo tipo di trattamento, che metta alla prova le persone offrendo possibilita’ di riscatto”. E sulla riforma, annuncia: “il testo e’ quello uscito dalla Commissione” e “il presidente del Consiglio mi ha garantito che intende procedere verso la sua approvazione”. Nel giorno del Giubileo dei carcerati, osserva Orlando: “Alcuni passi compiuti finora sarebbero stati impensabili senza il contributo e la spinta delle parole di papa Francesco, che ha posto la questione del rispetto della dignita’ dei detenuti, della misericordia come cardine dell’intero Giubileo”. A ricordare il contributo del Pontefice sono anche i radicali che nel giorno del Giubileo hanno organizzato a Roma una marcia per l’amnistia. “Ringraziamo Papa Francesco per la parole pronunciate a favore di un miglioramento delle condizione di vita dei detenuti nelle carceri italiane e per aver avuto ancora una volta il coraggio e la forza di richiedere alle istituzioni di tutto il mondo un atto di clemenza. Oggi, concludendo la marcia del Partito Radicale, con lo striscione ‘Amnistia’ a Piazza San Pietro abbiamo toccato con mano la profonda convergenza che unisce laici e cattolici nella battaglia per il ripristino della legalita’ nelle nostri carceri e nella giustizia”. Così affermano in una nota congiunta Rita Bernardini, Maurizio Turco, Sergio D’Elia e Irene Testa, della presidenza del Partito Radicale. “Ci auguriamo – proseguono – che presto governo e Parlamento approvino la riforma dell’ordinamento penitenziario non vanificando cosi’ il lavoro fatto dal ministro Orlando con gli Stati generali dell’esecuzione penale”.

Ha preso il via a Roma il XV Congresso di Radicali Italiani dal titolo ‘Europeo, liberale, laico, antiproibizionista. Diamo un futuro al futuro’. Un futuro che per i radicali passa per la battaglia per una società aperta, davanti all’avanzata dei populismi e dei nazionalismi in Italia e in Europa”. Si legge in una nota dei Radicali da oggi a congresso, il primo senza Marco Pannella. A fare da sfondo ai lavori una grande immagine con le foto da bambini del leader Marco Pannella e di altre figure significative per la storia dei radicali, come Hannah Arendt, Ernesto Rossi, Gandhi, Aung San Suu Kyi, Dalai Lama, Rosa Parks, Martin Luther King, i fratelli Rosselli: leader che oggi rappresentano il futuro da costruire con le battaglie non violente. Al centro della relazione di apertura del segretario Riccardo Magi ci sono il rilancio dell’integrazione europea e il governo dei fenomeni migratori, ma l’attenzione è rivolta anche al rilancio dei diritti e delle libertà civili, attraverso battaglie come quella per la cannabis legale su cui Radicali Italiani e Associazione Coscioni hanno raccolto le firme sulla legge di iniziativa popolare Legalizziamo.it. “Ne abbiamo raccolte oltre 60 mila, un risultato straordinario”, annuncia Magi, “E’ una riforma ragionevole – continua – la stragrande maggioranza del Paese è d’accordo: dopo mezzo secolo di lotte antiproibizioniste, dunque, il buon senso è diventato senso comune, avrebbe detto Marco Pannella. L’obiettivo però è ancora a rischio a causa di una burocrazia medievale che prevede l’obbligo di certificazione delle firme: per questo ringrazio i militanti che ora, dopo lo sforzo straordinario compiuto ai tavoli, sono impegnati nella certificazione per consentire di presentare la legge alla Camera, dove il dibattito sulla cannabis legale rischia di arenarsi anche per le migliaia di emendamenti delle forze proibizioniste”. Nella relazione del segretario anche il progetto di federazione leggera, per rilanciare il progetto europeo “che ha garantito 60 anni di pace e benessere”, e le proposte dei radicali a livello locale, nazionale e sovranazionale per governare i flussi migratori: “non un’emergenza, ma un fenomeno epocale vecchio quanto il mondo”, spiega Magi.

Sara’ un congresso straordinario perche’ tale “e’ il momento in cui viviamo, con tragici eventi come la strage di Nizza, risultato di politiche illiberali, antidemocratiche ed emergenziali a cui rispondiamo con la proposta di un rafforzamento dello Stato di Diritto, laico, democratico e federalista”, perche’ “per la prima volta e’ convocato direttamente da 1/3 degli iscritti, da almeno sei mesi, come prevede lo Statuto e da oltre il 48% degli aventi diritto”. E perche’ “per la prima volta, un partito decide di convocarsi a Congresso in un carcere”. Nel corso della conferenza stampa che si e’ svolta nella saletta di Marco Pannella al Partito Radicale, Maurizio Turco, che ne e’ il tesoriere, ha spiegato cosi’ il senso del 40esimo Congresso che si terra’ dall’1 al 3 settembre con il titolo ‘Da Ventotene a Rebibbia’. “Scegliamo il carcere, in linea di continuita’ con una lotta, quella di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, che nel carcere concepirono, nel periodo buio dei totalitarismi, il Manifesto di Ventotene ed in linea di continuita’ con le lotte di Marco Pannella per la Giustizia e la Liberta’. Scegliamo il carcere come posizione di resistenza ed il popolo dei detenuti che hanno sempre capito e riconosciuto Marco Pannella, per continuare a fare le lotte radicali, cioe’ quelle che nessun altro fa”, rivendica. Rita Bernardini, tesoriera del Centro Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei, ha ricordato come “nell’ultimo Congresso di Radicali Italiani, non si sia voluto ascoltare Pannella, ne’ accogliere la sua proposta politica per una transizione verso lo Stato di diritto, l’affermazione del diritto civile ed umano alla conoscenza e la giustizia, compresa l’irragionevole durata dei processi ben documentata dal dossier di Deborah Cianfanelli. Contenuti che continuano a vivere con il Partito Radicale e che saranno al centro del prossimo Congresso”.

“In base ai dati sin qui diffusi, si puo’ calcolare che il solo fatto di essere candidati alle Olimpiadi costa ai cittadini romani circa 30mila euro ogni giorno. E’ altrettanto chiaro, per chi ha seguito la campagna elettorale, che sui Giochi del 2024 il neo eletto sindaco Raggi ha espresso opinioni molto diverse tra loro, che sono andate dall’intenzione di ritirare la candidatura a quella di confermarla, passando per l’ipotesi di sottoporla a referendum. Ora che la campagna elettorale e’ finita, pero’, e’ arrivato il momento di decidere e pronunciarsi in modo univoco, perche’ ogni ulteriore giorno di incertezza grava in modo pesante sui conti della citta’, sottraendo alla capitale risorse che nel caso in cui il paventato ritiro della candidatura dovesse intervenire con ulteriore ritardo risulterebbero letteralmente sperperare, mentre nell’ipotesi di una conferma dovrebbero essere immediatamente sottoposte a controllo e razionalizzate. La Raggi, quindi, decida subito e si pronunci in modo inequivocabile: intende ritirare la candidatura? Vuole confermarla? O pensa invece che dovrebbero decidere i romani con il referendum? La citta’, e con essa il suo bilancio, non sono nelle condizioni di affrontare ulteriori attese e indecisioni”. E’ quanto affermano Riccardo Magi, segretario dei Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, Segretario dei Radicali Roma.