“La tragedia che colpisce le persone omosessuali in Cecenia sta inorridendo il mondo. Ma le tragedie non accadono per caso, ne’ all’improvviso. Chi – nella politica e nelle istituzioni – oggi si sorprende e si indigna e’, nella migliore delle ipotesi, ipocrita, nella peggiore complice. Perche’ cio’ che accade oggi in Cecenia e’ diretta conseguenza dell’indifferenza di chi poteva intervenire e ha scelto di non farlo. Lasciando la Cecenia e i suoi abitanti nelle mani di Putin e del suo scherano Kadyrov. Lasciando che la Cecenia divenisse, percio’, un buco nero della democrazia e dei diritti umani e civili”. Ad affermarlo sono Sivja Manzi e Igor Boni della direzione nazionale di Radicali Italiani, “che per anni con il Partito Radicale hanno denunciato i crimini di guerra e le violazioni subite dal popolo ceceno da parte delle truppe paramilitari di Putin”. “Noi diciamo – concludono – che quando si violano i piu’ banali diritti umani e si lascia correre si diviene complici diretti dei crimini che accadono e di quelli che verranno. Quindi nulla di cui stupirsi oggi: e’ la naturale prosecuzione della vergogna che e’ stata accettata”.





