Raggi

Chiara Appendino, sindaco di Torino, è la “leader perfetta dei 5Stelle”. Parole di un guru della comunicazione, come Carlo Freccero, dopo il caso ‘Roma’ scoppiato con le nomine Raggi e la questione rifiuti che ha creato malumori alla base del movimento e fatto perdere consensi nell’ultima settimana. Freccero, membro del Cda Rai proposto dai pentastellati, fa il punto tra la politica e i media in una intervista alla Stampa. “Appendino è il giusto compromesso tra Di Maio e Di Battista” , è il “tramite tra l’abito e la felpa. È una donna posata, moderna”, afferma Freccero. “L’utopia di Casaleggio ha lasciato il posto alla politica condizionata dai media”, dice lo scrittore e autore di tanti programmi Tv. “Di Maio e Raggi hanno capito che le bugie sono parte del potere”. Nel processo di costruzione di un leader c’è stato un incidente. Di Maio “si è bruciato”, e la Raggi “ha rischiato” nella “difesa estrema dell’assessora Muraro, indagata”. In questa fase per Freccero va bene Di Battista perché “recupera il rapporto con la pancia della piazza, serve per lo spettacolo della politica” ed è il “più bravo”.

Si dimette tutto il mini-direttorio romano che, qualche settimana fa, aveva perso anche Roberta Lombardi. Dicono addio Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli che avevano il compito si supportare il sindaco di Roma Virginia Raggi. In un post scrivono di “mesi intensi e difficili nei quali il nostro apporto e’ stato di primaria importanza, in particolare, per l’individuazione della Giunta e per avviare la complessa macchina amministrativa” che oggi e’ partita, ed e’ quindi giusto che ora proceda spedita esclusivamente sulle sue gambe”. Le dimissioni giungono in un momento di forti contrasti all’interno del Movimento 5 Stelle sulle nomine della Raggi.

“Voglio essere chiaro su una cosa: io aiutero’ Roma, noi aiuteremo Roma. Aiuteremo questa amministrazione comunale di Roma perche’ non e’ giusto che i problemi si scarichino sui cittadini: chi aspetta l’autobus, chi vuole la citta’ pulita, chi vuole un lavoro. A prescindere da chi governa, le istituzioni devono collaborare. L’ho detto sin dal primo giorno e lo dico oggi in un momento di difficolta’ per la giunta capitolina. Su questo massima collaborazione perche’ mi auguro che chi ha vinto le elezioni sia in grado di governare”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso di un intervento all’interno della trasmissione ‘Uno Mattina’. “Prevalgono in me il senso di amore per la citta’ e il dovere istituzionale. Se posso dire una cosa politica, non tanto alla Raggi ma al Partito 5 Stelle: un po’ piu’ di umilta’. Non cerchiamo un capro espiatorio, i poteri forti, balle sui nemici. C’e’ stato un problema che riguarda questo partito e mi auguro che venga superato e che Roma possa riprendere un ciclo virtuoso. Quindi, massima collaborazione, non infieriamo, perche’ e’ giusto che chi ha vinto le elezioni governi, pensiamo ai cittadini, pero’, un po’ di verita’ non fa male”.

“Il direttorio si è dimostrato inadeguato. E’ il momento di tornare coi piedi per terra. Non si dimostra di essere meglio degli altri dicendo, ma facendo meglio degli altri”. Così il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ad Agorà Estate (Rai Tre). “Il direttorio non ha una durata, non ha delle regole di ingaggio, non ha degli obiettivi. Dovrebbe dimettersi”. Su Virginia Raggi il sindaco di Parma ha detto “l’ho conosciuta quando era consigliera a Roma, ho cercato di contattarla in campagna elettorale, per cercare di evitarle delle brutte figure, perché essendo così lontana da Parma non può sapere tutto”. “Penso che all’epoca non sia stato corretto dare giudizi affrettati su me e Parma senza conoscere bene la situazione”.

Ho sentito Grillo. E’ sereno, allegro e a modo suo se la ride, anche se amaramente”. Lo ha rivelato Antonio Di Pietro ai microfoni di Agora’ Estate (Rai Tre) in merito al cosiddetto ‘caso Roma’. “Grillo – ha continuato Di Pietro- la pensa come la penso io. All’inizio a Roma ci sono state delle difficolta’, ma molti adesso stanno ingigantendo la situazione”. Sulla crisi del Movimento 5 Stelle, per l’ex pm di mani pulite “Casaleggio era il vero motore e realizzatore del Movimento, la sua mancanza si sente e si vede”.

Caos in Campidoglio, mentre si spacca il Movimento Cinque Stelle su Virginia Raggi, con la base in rivolta sui social. Il giorno dopo l’audizione in Commissione Ecomafie della sindaca e dell’assessora alla Sostenibilita’ ambientale Paola Muraro non si placano le polemiche. Muraro, iscritta nel registro degli indagati dallo scorso aprile, ha ammesso di essere venuta a conoscenza della sua posizione il 18 luglio. La Raggi ne sarebbe stata informata qualche giorno dopo – a fine luglio – come lei stessa ha detto ieri a San Macuto. Raggi – ha anche parlato di “contestazioni generiche” al membro della sua giunta e ha precisato che non c’e’ al momento nessun avviso di garanzia. La prima cittadina ha escluso che ci sia un problema di trasparenza dal momento che nessuno le aveva mai fatto una domanda specifica a riguardo e perche’ il direttorio pentastellato ne era stato messo a parte durante una cena avvenuta il 2 agosto. Versione non proprio confermata.

“Questa era una crisi annunciata. Tutta l’opposizione grillina, così come tutta la loro campagna elettorale, è stata incentrata su affermazioni astratte, non considerando che un conto è fare opposizione, un altro è prendersi la responsabilità di governo”. Così l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito della precoce crisi che investe la giunta di Virginia Raggi”. Alemanno si dice sorpreso dalle “profonde divisioni del Movimento 5 Stelle, con correnti e veleni tipici dei vecchi partiti. Tutto questo, unito all’inesperienza, può andare a far sbattere la Raggi molto prima del previsto. Quello che emerge chiaramente è che il Movimento 5 Stelle è totalmente privo di classe dirigente ed è costretto a ‘prendere’ un po’ ovunque. Una vera armata Brancaleone”. Con Raffaele Marra, Alemanno afferma di non avere “più rapporti dal 2010, salvo qualche telefonata di auguri per le feste. Ma non posso accettare l’idea che un funzionario pubblico sia marchiato a vita solo perché ha collaborato per un periodo con me”. Quanto al Pd, l’ex primo cittadino dice che gli piacerebbe che “facesse un serio esame di coscienza e si assumesse le proprie responsabilità nell’aver lasciato dopo tre anni di Marino una città allo sbando. Penso anche che i romani, guardando alle ultime tre amministrazioni, a quella Alemanno, a quella di Marino e a questa della Raggi, comincino a fare dei paragoni e a riabilitare tutto il lavoro che in cinque anni di governo abbiamo fatto”.

“Stiamo lavorando per individuare delle personalità di rilievo che possano contribuire al rilancio della città. Non ci fermiamo”, ha detto Virginia Raggi. La giunta a 5 stelle del sindaco di Roma, a tre mesi dalle elezioni, è nel caos. In poche ore si sono dimessi il capo di gabinetto Carla Romana Raineri e l’assessore al Bilancio Marcello Minenna. E hanno lasciato gli incarichi anche i vertici di Atac, municipalizzata dei trasporti, e di Ama, società municipalizzata che gestisce i rifiuti. Su tutte le nomine fatte dalla giunta era stato richiesto il parere dell’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, che ha espresso perplessità sulle procedure.

“Mal di pancia interno su maxi stipendi? Questo mal di pancia io non l’ho sentito. Queste ricostruzioni non le abbiamo sentite e nemmeno i cittadini. Non ho letto nulla e lascio a voi la ricostruzione romanzata di tutto questo. Noi preferiamo lavorare per la citta’: il bando che abbiamo presentato oggi e’ la prova che siamo qui a lavorare per questa citta’. Lasciateci occupare di politica e voi continuate pure con le vostre ricostruzioni”. Cosi’ il sindaco il Roma Virginia Raggi a margine della giunta capitolina.

Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, è stato in udienza dal Papa per un colloquio privato. E’ giunta al Vaticano accompagnata dal suo staff, dai genitori e dal figlio Matteo. “Una grande emozione. Colpita dalla sua profonda umanità. Grazie”, ha scritto il neo sindaco in un tweet al termine dell’incontro. La Raggi ha consegnato a Francesco una raccolta di messaggi e testimonianze di chi vive quotidianamente mille difficoltà nelle periferie romane.